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No Tav, poliziotto scrive ai manifestanti: pregiudizio unica barriera
"Ciao manifestante, chi ti parla è quello 'sbirro' che odi e che vorresti vedere morto": a scrivere è Maurizio Cudicio, sovrintendente della Polizia, in servizio alla Questura di Trieste, rappresentante del sindacato di Polizia Consap, che tenta così il suo personale dialogo con i No Tav della Val di Susa. E le risposte viaggiano sul web, con post su Facebook che alla riflessione di fondo del poliziotto ("Un'unica barriera fra di noi: il pregiudizio!) replicano in modi, contenuti e colori diversi, fino all'amarezza di Marco: "Questa è una guerra fra poveri. Va a finire - scrive Marco a Maurizio - che presto verrò anch'io sull'autostrada, per accompagnare i miei figli. Tre persone in più da prendere di peso. Non esagerare... grazie" Cudicio, che già in occasione delle proteste degli indignati aveva avuto un'iniziativa singolare, portando le brioches calde ai ragazzi che dormivano nelle tende nella centralissima piazza Unità, a Trieste - scrive di essere orgoglioso del suo mestiere e di essere poliziotto. Racconta di essere in Val di Susa "e tra non molto - scrive - è il mio turno. Ho dormito veramente poco e mangiato ad orari impossibili. Davvero - confessa- qualche volta mi sembra di andare in guerra, invece mi trovo in una valle sconosciuta e lontano da casa. Mi chiama mia moglie preoccupata per le notizie che ascolta incessantemente al tg, le dico di stare tranquilla e che andrà tutto bene, per tranquillizzarla le dico che sono lontano dalla confusione. Le chiedo di dare un bacio ai miei figli". Cudicio ricostruisce i momenti di tensione, quando "le urla di persone indignate e stanche quanto noi di questa situazione, sovrastano gli ordini impartiti dai superiori. La visibilità ora è scarsa, la tensione è altissima". Noi - sottolinea - siamo "lì per garantire l’ordine" e "alcuni di voi solo a vedere la divisa ci insultano e forse a qualcuno non dispiacerebbe vederci morti...".
Via: La Stampa
Foto: Fan Page
Tav: Formigoni condanna scontri, minacciato su Facebook
La dura condanna degli scontri in Val di Susa tra forze dell'ordine e i No-Tav e' valsa delle minacce di morte su facebook al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. "Lancio di pietre, bombe carta, feriti. Ancora una volta - ha scritto in un post sul social network il governatore - i falsi ambientalisti no-tav fanno parlare di se' attentando allo Stato e impegnando le forze dell'ordine che tutto dovrebbero fare tranne rincorrere la follia eversiva di questi esagitati. Chi semina violenza deve essere condannato severamente". Al post del governatore lombardo hanno fatto seguito una serie di commenti, tra cui quello di un utente con minacce "Formigoni: devi morire". Immediata la solidarieta' di molti utenti del social network. "È stata una violenza di stampo terroristico. E io sono d’accordo con chi ipotizza il reato di tentato omicidio". Così Roberto Maroni interviene sugli scontri di ieri in Valle di Susa: il ministro dell’interno ringrazia le forze dell’ordine per come hanno saputo gestire la situazione e si augura che la magistratura "colpisca duramente i responsabili". Alle parole di Maroni replica il leader del Pd, Pierluigi Bersani: "Penso anch’io che aggredire poliziotti che stanno difendendo un legittimo cantiere sia un reato. Ma penso che spetti ai magistrati, e non a Maroni, dire quale". Dai No Tav si levano le proteste contro l’operato delle forze dell’ordine. Facebook, Twitter e Youtube raccolgono le tante voci di chi parla di una manifestazione pacifica degenerata in violenza solo per l’atteggiamento della polizia.
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No-Tav, la battaglia degli attivisti si organizza su Facebook
Situazione di calma stamani alla Maddalena di Chiomonte, in val di Susa, dove le forze dell'ordine hanno sgomberato ieri il presidio degli attivisti No-Tav. Non ci sono alternative all'attraversamento della Val di Susa da parte della Tav. Lo ha detto il presidente dell'Osservatorio sulla Tav, Mario Virano, a ''Radio Anchio'', ma gli attivisti non mollano. All’indomani del blitz della polizia che ha permesso di far partire i lavori nel cantiere per la realizzazione della galleria, è già pronto un calendario di date con le nuove mobilitazioni organizzate dal movimento che si oppone alla realizzazione dell’alta velocità Torino Lione. “L’assemblea tenutasi a Bussoleno (Torino) è appena terminata. Notizie appena giunte parlano di varie mobilitazioni a Torino ma quella che chiama l’Italia intera a schiena dritta a partecipare si terrà domenica 3 luglio. Chi non può venire non perda neanche tempo a scriverlo ma aiuti i resistenti diffondendo l’evento”, si legge nella descrizione dell’evento pubblicato su Facebook subito dopo la riunione di lunedì sera alla quale hanno partecipato, secondo quanto scrivono alcuni utenti, oltre mille persone. Alle 9:30 di martedì 28 giugno le adesioni alla manifestazione, che partirà da Susa per raggiungere Chiomonte, sono già vicine alla soglia di 1500 persone. E anche la macchina organizzativa è già partita. “Informatevi perché sicuramente ci saranno pullman da Roma” sottolineano gli utenti. Intanto, l'area della Maddalena rimane controllata dalle forze dell'ordine, mentre uomini e mezzi delle ditte incaricate proseguono nelle operazioni di apertura del cantiere.
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