Il datore di lavoro può adottare una falsa identità per "adescare" su Facebook il dipendente sospettato di chattare durante l'orario di lavoro mettendo così a repentaglio la sicurezza degli impianti ai quali è addetto e il regolare funzionamento dell'azienda. Lo afferma la Cassazione sottolineando che questo tipo di controllo è lecito in quanto non ha "ad oggetto l'attività lavorativa e il suo esatto adempimento, ma l'eventuale perpetrazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente" già "manifestatisi" in precedenza.
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Datore di lavoro può spiare dipendente con profilo fake su Facebook
Il datore di lavoro può adottare una falsa identità per "adescare" su Facebook il dipendente sospettato di chattare durante l'orario di lavoro mettendo così a repentaglio la sicurezza degli impianti ai quali è addetto e il regolare funzionamento dell'azienda. Lo afferma la Cassazione sottolineando che questo tipo di controllo è lecito in quanto non ha "ad oggetto l'attività lavorativa e il suo esatto adempimento, ma l'eventuale perpetrazione di comportamenti illeciti da parte del dipendente" già "manifestatisi" in precedenza.
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Facebook ha creato 4,5 mln posti di lavoro in tutto il mondo nel 2014
In un mondo più aperto e connesso, non è soltanto più facile per gli amici e la famiglia rimanere in contatto, ma si stanno creando tante nuove opportunità economiche. Un nuovo rapporto di Deloitte, dal titolo Facebook's Global Economic Impact, analizza come marketing, piattaforma, e gli effetti della connettività di Facebook hanno facilitato la crescita e l'occupazione in tutto il mondo. Commissionato da Facebook, lo studio stima che l'azienda, con una base di circa 8 miliardi di dollari, ha consentito un'impatto economico globale di 227 miliardi dollari e 4,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo nel 2014.
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Facebook at Work, in arrivo la versione enterprise del social network
Si ha già Facebook al lavoro ed ecco che arriva il "Facebook at Work". Il social network sta preparando una nuova versione enterprise del sito, per competere con siti professionali come Yammer e LinkedIn. Facebook sta lavorando per estendere la sua rete oltre la sfera sociale e nel mondo del lavoro, secondo il Financial Times, che cita fonti anonime. Il nuovo sito business focalizzato per le aziende avrà funzionalità simili al suo attuale sito, con un news feed, gruppi e capacità di messaggistica.
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Facebook assume personale a Milano, offerte attive 3 e candidatura
Facebook ha lanciato tre nuove offerte di lavoro per la sua sede di Milano e propone la ricerca di altrettante importanti figure professionali. "Con oltre un miliardo di persone che utilizzano il servizio e più di cinquanta uffici in tutto il mondo, una carriera in Facebook offre innumerevoli modi per realizzare un impatto in un organismo in rapida crescita", spiega Careers at Facebook. La società è alla ricerca di personale creativo che possa lavorare all'interno del suo Marketing Science Regional Measurement team per sostenere la sua attività pubblicitaria italiana.
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Inps vara due nuove pagine Facebook su famiglie e pagamenti online
Dopo quelle su riscatto della laurea, buoni lavoro, lavoro domestico e sistema contributivo, l'Inps intensifica la propria presenza sui social network con due nuove pagine Facebook dedicate, questa volta, alla tutela della famiglia e alle modalità di pagamento online.
La pagina "Inps per la Famiglia" è nata con lo scopo di rendere ancora più fruibili tutti quei contenuti informativi, disponibili sul portale istituzionale www.inps.it, indispensabili per un corretto utilizzo delle prestazioni erogate dall'Istituto a sostegno della famiglia, rendendoli disponibili a un numero sempre maggiore di utenti.
Congedo di maternità, congedo parentale, permessi per allattamento, durata delle prestazioni, relative indennità economiche e altro ancora sono spiegati in modo sintetico ma esauriente, come anche le modalità per la presentazione delle rispettive domande: lavoratrici e lavoratori dipendenti o iscritte/i alla Gestione separata e lavoratrici autonome possono così trovare le prime indicazioni utili sui servizi disponibili.
Nella pagina trova ampio spazio, inoltre, il contributo sperimentale - previsto per gli anni 2013, 2014 e 2015 - per l'acquisto di servizi di baby sitting al termine del congedo obbligatorio di maternità e in alternativa al congedo parentale. Per accedere è necessario essere in possesso di un profilo Facebook dal quale digitare in ricerca "Inps per la Famiglia" o andare direttamente su https://www.facebook.com/INPS.PerLaFamiglia e cliccare su "Mi piace".
I contenuti di "Inps per la Famiglia" - che nel corso del tempo saranno via via integrati - rimandano al portale www.inps.it e al Contact Center Integrato Inps-Inail, oppure alle sedi dell'Istituto sul territorio.
"Inps - Come pagare online", invece, è una pagina informativa sui servizi offerti dall'Istituto con il "Portale dei Pagamenti", lo sportello virtuale che raccoglie i diversi servizi Inps per pagare i bollettini online o stampare i MAV relativi a contributi per lavoratori domestici, riscatti, ricongiunzioni, rendite, versamenti volontari, attività sociali per i dipendenti pubblici, amministratori locali e Fondo Clero, o acquistare i voucher per il lavoro occasionale accessorio.
Il Portale dei Pagamenti è raggiungibile direttamente dalla home page del sito www.inps.it e grazie alla facilità di accesso e alle sue funzionalità semplifica le operazioni di versamento, con il vantaggio di poter in ogni momento verificare direttamente online lo stato dei propri pagamenti.
Per accedere alla pagina è necessario essere in possesso di un profilo Facebook dal quale digitare in ricerca "Inps – Come pagare online" o andare direttamente su https://www.facebook.com/INPS.ComePagareOnline e cliccare su "Mi piace".
Fonte: INPS
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Facebook testa la sezione competenze professionali su profili utente
Facebook sta sperimentando un’area professionale nei profili, un'opzione che in qualche modo ricalca quello che sta già facendo LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro. L'indiscrezione è stata pubblicata dal sito Sociobits.org: spiega che è in fase di test una nuova voce nel menu Informazioni che consente di aggiungere al proprio profilo le competenze professionali.
Sarà sufficiente compilare tutti i campi disponibili per poi scoprire quali contatti hanno le stesse caratteristiche e chi ha espresso interesse. L'iniziativa mira ad attrarre nuovi utenti business ma anche a fornire uno strumento in più ai suoi utenti in un settore, come il lavoro, su cui tutti sono in questo momento focalizzati. E il social network è da tempo interessato a perfezionare la sua presenza nel settore lavoro.
Un portavoce di Facebook ha confermato il test a The Next Web, rilasciando questa dichiarazione: "Stiamo attualmente testando una nuova opzione che consente di aggiungere le vostre competenze professionali alla sezione lavoro ed istruzione della vostra timeline". Se si desidera aggiungere competenze professionali al proprio profilo, basta andare alla sezione Informazioni e scorrere verso il basso.
E proprio come tutte le altre sezioni, basta iniziare a compilare le informazioni e così via. The Next Web ha sottolineato che quando gli utenti aggiungono le competenze professionali (Professional Skills) a questa sezione, vengono inclusi anche link ad interessi connessi, potenzialmente aggiungendo alla capacità di questi utenti di essere scoperti attraverso il Graph Search di Facebook.
Non è chiaro se questa funzionalità è stato rilasciata in tutto il mondo o solo per un gruppo selezionato di utenti e di conseguenza per i normali scopi di testing che Facebook effettua periodicamente. Il social network nel 2012 ha già lanciato l’app Social Jobs Partnership che aggrega più di 1,7 milioni di posizioni aperte da agenzie di cacciatori di teste come BranchOut, Jobvite e Monsters.com.
Via: ANSA
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Usa, obbligo dare la password Facebook al proprio datore di lavoro?
Un emendamento al disegno di legge sulla tutela dei dati personali attualmente in vigore, potrebbe consentire ai datori di lavoro di ottenere le password dei profili Facebook e Twitter dei dipendenti nel corso delle indagini aziendali. Il provvedimento è stato proposto ad un disegno di legge che salvaguarda le password dei social network di lavoratori e candidati ad un posto di lavoro.
Glassdoor, Zuckerberg Ceo più amato dai propri dipendenti nel 2013
Il capo più amato del 2013 dai propri dipendenti è l'amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg. In una classifica stilata da Glassdoor sui 50 amministratori delegati più popolari fra i propri sottoposti, il fondatore del social network ha ottenuto il 99 per cento dei consensi, scalzando l'ad di Apple Tim Cook dal primo posto conquistato nella stessa speciale classifica nel 2012.
Glassdoor è stato da sempre un grande sito per "inseguire" un datore di lavoro. La percentuale di popolarità è stata calcolata chiedendo ai lavoratori se approvassero o meno il modo in cui l'ad guida la compagnia. Zuckerberg ha così migliorato l'85% di approvazione messo a segno lo scorso anno, mentre Cook ha perso il 4% di consensi: dal 97 al 93%, passando al 18° posto.
Zuckerberg ha conseguito un tasso di approvazione del 99%, in crescita del 14% rispetto al sondaggio dello scorso anno. Impiegati e lavoratori di Facebook hanno definito "intenso e divertente" il luogo di lavoro, altri addirittura "fantastico" o "meraviglioso". Al 2° posto gli ad di SAP Bill McDermott e Jim Hagemann, seguiti al 3° posto da Dominic Barton, di McKinsey & Company.
Il numero uno di Google Larry Page si è piazzato all'11° posto. L'ad di Amazon, Jeff Bezos, è 16° con il 93% delle preferenze. Meno consenso registra invece l'operato degli ad di Dell (Michael Dell), Microsoft (Steve Ballmer) e Hewlett-Packard (Meg Whtiman), assenti dalla top 50. Recentemente, Glassdoor ha deciso l'integrazione con Facebook, per rendersi più utile a chi cerca lavoro.
Glassdoor è una career community che sta cambiando il modo in cui le persone trovano lavoro e reclutati i migliori talenti. I membri possono scoprire connessioni interne a una società attraverso la loro rete di Facebook, vedere le liste aggiornate dei posti di lavoro, accedere ai contenuti generati dagli utenti, come valutazioni e sincere recensioni sulle aziende in forma anonima.
Fonte: Glassdoor
Via: TMNews
Il numero uno di Google Larry Page si è piazzato all'11° posto. L'ad di Amazon, Jeff Bezos, è 16° con il 93% delle preferenze. Meno consenso registra invece l'operato degli ad di Dell (Michael Dell), Microsoft (Steve Ballmer) e Hewlett-Packard (Meg Whtiman), assenti dalla top 50. Recentemente, Glassdoor ha deciso l'integrazione con Facebook, per rendersi più utile a chi cerca lavoro.
Glassdoor è una career community che sta cambiando il modo in cui le persone trovano lavoro e reclutati i migliori talenti. I membri possono scoprire connessioni interne a una società attraverso la loro rete di Facebook, vedere le liste aggiornate dei posti di lavoro, accedere ai contenuti generati dagli utenti, come valutazioni e sincere recensioni sulle aziende in forma anonima.
Fonte: Glassdoor
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FaceWash, app rimuove i contenuti indesiderati dal profilo Facebook
Nella vita reale diventa difficile ripulire la propria reputazione, in quella digitale è sufficiente un'applicazione. Si chiama FaceWash, letteralmente lavaggio del viso, e rimuove tutti i post indesiderati su Facebook. L'app è stata sviluppata l'anno scorso da tre studenti universitari statunitensi in occasione di un hackaton.
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Diffamazione su Facebook, per giudice aggravante come per stampa
Insultare qualcuno sulla propria pagina Facebook può essere considerato «un delitto di diffamazione aggravato dall'aver arrecato l'offesa con un mezzo di pubblicità» equiparato «sotto il profilo sanzionatorio alla diffamazione commessa con il mezzo della stampa». Lo stabilisce una sentenza del tribunale di Livorno, come riferisce Il Tirreno, le cui motivazioni sono state depositate nei giorni scorsi.
Al centro del caso le affermazioni di Rossella Malanima, 27 anni: poco dopo essere stata licenziata dal centro estetico in cui lavorava, la ragazza ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook affermazioni offensive contro l'azienda e l'ex datore di lavoro. La ventisettenne aveva usato anche espressioni a sfondo razzista nei confronti dell'uomo, che è albanese.
Il giudice ha richiamato l'articolo 595, terzo comma del codice penale, in cui il reato di diffamazione è punito più severamente nel caso in cui l'offesa sia recata con il mezzo della stampa così come attraverso «qualsiasi altro mezzo di pubblicità». Secondo la sentenza, Facebook ha una «diffusione incontrollata».
Esprimersi su Facebook implica quindi una «comunicazione con più persone alla luce del cennato carattere pubblico dello spazio virtuale in cui si diffonde la manifestazione del pensiero del partecipante che entra in relazione con un numero potenzialmente indeterminato di partecipanti e quindi la Conoscenza da parte di più persone e la possibile sua incontrollata diffusione». La giovane livornese è stata condannata a pagare una multa di 1.000 euro.
Fonte: ANSA
Via: La Stampa
Fonte: ANSA
Via: La Stampa
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Inps apre su Facebook la nuova pagina Pensioni: Sistema Contributivo
L'Inps consolida la sua presenza sui social network con l'apertura di una nuova pagina Facebook dedicata al sistema contributivo e di un proprio canale tematico su YouTube. La una nuova pagina su Facebook è rivolta a tutti coloro, in special modo ai lavoratori più giovani, che percepiranno la futura pensione in base al cosiddetto “sistema contributivo puro”.
La nuova pagina “Pensioni: sistema contributivo” si affianca così alle altre già attivate dall’Istituto all’interno del social network e dedicate al riscatto della laurea, ai buoni lavoro ed al lavoro domestico, ed ha lo scopo di informare su quali sono i contributi obbligatori, da riscatto o figurativi, cos’è e come viene calcolato il montante contributivo, come si può consultare il proprio estratto contributivo ed altro ancora.
Continua, pertanto, da parte dell’Istituto, la ricerca di canali comunicativi innovativi che siano di supporto a quelli istituzionali e, allo stesso tempo, permettano di raggiungere tutti i possibili fruitori dei servizi Inps, in modo particolare i più giovani, per ricordare loro che non è mai troppo presto per interessarsi alla propria situazione previdenziale.
Per accedere alla pagina tematica è necessario avere un profilo Facebook, dal quale digitare in ricerca “Pensioni: sistema contributivo” o andare direttamente su http://www.facebook.com/INPS.SistemaContributivo e cliccare su “Mi piace”. In ogni caso, si ricorda che per ulteriori approfondimenti, oltre alla pagina Facebook, è disponibile il portale www.inps.it.
Via: INPS
Via: INPS
Facebook e agenzie lavoro lanciano applicazione Social Jobs Partnership
Facebook ha annunciato Mercoledì il lancio di una jobs board application sulla Pagina del Social Jobs Partnership, una collaborazione tra la rete sociale, il Dipartimento del Lavoro, l'Associazione nazionale delle università e dei datori di lavoro, l'Associazione DirectEmployers, e l'Associazione Nazionale delle Agenzie di Stato della forza lavoro.
L'applicazione lavoro sociale crea immediatamente uno dei più grandi spazi per offerte di lavoro in tutto il mondo, consentendo agli utenti di Facebook di accedere a più di 1,7 milioni annunci di lavoro in un unico strumento, da un gruppo selezionato di cinque partner sviluppatori: Work4Labs, Monster, BranchOut, Jobvite, e US.Jobs.
Stephane Le Viet, fondatore e CEO di Work4Labs, ha parlato con AllFacebook riguardo al lancio del Social Jobs Partnership, definendolo un "aggregatore di posti di lavoro" e dicendo che gli utenti di Facebook saranno in grado di cercare e visualizzare i lavori per localizzazione, settore, tipo di lavoro, parola chiave, categoria e sottocategoria.
Le Viet ha aggiunto: "La ricerca di un posto di lavoro è una delle attività più sociali, se ci pensate. Parlate con le vostre famiglie. Chiedete ai vostri amici di parlare con i loro amici. Si tratta di una naturale evoluzione di ciò che è sociale. Altre caratteristiche sociali saranno aggiunte al Social Jobs Partnership, redendolo un'esperienza più interattiva.
The Social Jobs Partnership potrebbe anche rappresentare una fonte di reddito per Facebook, e, a differenza della reazione mista a molte delle iniziative pubblicitarie del social network di recente introduzione, l'esperienza utente non subirà alcun effetto, in quanto le aziende probabilmente pagheranno per elencare le loro offerte di lavoro.
Via: All Facebook
Sentenza a Livorno: offesa su Facebook è diffamazione a mezzo stampa
Potrebbe essere un caso destinato a fare da precedente nel mondo dei social network. La storia in questione vede come protagonista una giovane ragazza di 26 anni, Rossella Malanima di Livorno che, licenziata dal centro estetico per il quale ha lavorato nel mese di maggio 2011, molto probabilmente in preda alla rabbia ha ben pensato di sfogarsi contro il suo datore di lavoro usando la tecnologia.
La ragazza ha prima inviato una mail all’uomo, salvo poi passarlo a insultare direttamente sulla sua bacheca di Facebook. Dal raccomandare i clienti a non frequentare il centro per motivi di scarsa igiene, Rossella ci è decisamente andata sul personale scrivendo sulla bacheca Facebook dell’ex datore: "Sei un albanese di m….", usando come pretesto la sua nazionalità.
Proj Gjergji, questo il nome dell’uomo, si è dunque presentato in Procura con il suo avvocato e 3 messaggi simili per denunciare la giovane, iscritta nel registro degli indagati ai sensi dell’articolo 595 terzo comma del codice penale, relativo alla diffamazione a mezzo stampa. La 26enne Rossella, per mezzo del suo legale Danilo Adoncecchi, ha scelto il rito abbreviato.
Nella sentenza, arrivata lunedì, il giudice Antonio Pirato ha condannato la donna a una multa di 1.000 euro, al pagamento delle spese processuali e a versare alla vittima 3.000 euro come risarcimento danni. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni. A rischiare, pertanto, non sono solo i giornalisti, ma tutti coloro che offendono sui social network.
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Facebook Italia, Luca Colombo: generata economia per 2,5 miliardi euro
Facebook - che ha appena superato il miliardo di utenti nel mondo e dal 2009 ha una sede anche a Milano - per l'Italia è una vera e propria "macchina" che genera economia e lavoro. Ne è convinto il numero uno di Facebook Italia, Luca Colombo intervistato a Capri, in occasione della Between Italia+Smart.
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Padova, chattava su Facebook in ufficio: licenziata per scarso rendimento
Per un pò era sembrata a tutti la dipendente ideale. Inchiodata al pc anche di sera ben oltre l'orario di lavoro, la si vedeva spesso in ufficio anche al sabato mattina, a ditta chiusa. Con l'andare dei mesi si è scoperto invece che la ragazza era sì dipendente ma da social network.
''Facebook su tutti ma non solo'', spiega al Corriere del Veneto Patrizio Bernardo, legale di diritto del lavoro, che ha seguito il caso per conto dell'impresa. La ragazza, trentenne, funzioni e responsabilità di livello medio-alto all'interno di un'azienda commerciale del Padovano piuttosto importante, è stata licenziata.
''Il problema con la dipendente - spiega l'avvocato Bernardo - è emerso nel 2011. Abbiamo transato quest'anno, pochi mesi fa''. Di fatto azienda e impiegata hanno trovato un accordo e alla donna è stata riconosciuta una sorta di buona uscita, pari a un tot di mensilità.
Accordo, tra l’altro, che sta diventando la regola in questo tipo di cause, piuttosto complicate e molto frequenti dato che ormai Facebook, Twitter e amici virtuali hanno invaso la nostra vita.
Una tendenza che sta prendendo piede anche in Italia e che negli Usa è all’ordine del giorno: secondo l’ultimo studio dell’americana Proofpoint, l’8% delle società intervistate dichiara di aver licenziato dei dipendenti per colpa di Facebook e il 17% di aver effettuato dei richiami disciplinari per lo stesso motivo.
E se le aziende corrono ai ripari divulgando disciplinari interni con le indicazioni per l’uso corretto di internet e social network sui luoghi di lavoro, resta da capire come e se possano intervenire, ad esempio, sugli smartphone personali dei dipendenti, costantemente collegate alla rete.
Vie: Adnkronos | Libero Quotidiano
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Usa/ licenziato per un Like, Facebook: il pulsante è libertà di pensiero
Daniel Ray Carter Jr. deputato della Virginia, ha intentato una causa dopo che è stato licenziato dal suo datore di lavoro, per aver cliccato "like" nel 2009 sulla pagina di un candidato rivale nelle elezioni per la carica di sceriffo a Hampton, in Virginia. Quando ha dibattuto il caso, il giudice della Corte Distrettuale degli Stati Uniti Raymond Jackson ha dichiarato che il "like" di Facebook non è considerato libertà di parola.
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Password di Facebook per assunzione: condanna del social network
No alla violazione della privacy dei dipendenti: Facebook si schiera contro le aziende che chiedono i dati di accesso ai social network, password comprese, ai candidati per un posto di lavoro, in modo da studiarne il profilo. Una pratica sempre più diffusa negli Stati Uniti: è successo a Robert Collins, che in un colloquio al Department of Corrections del Maryland si è sentito chiedere la password di Facebook, e l'ha rivelata per paura di non avere il posto.
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BranchOut, applicazione su Facebook per utenti in cerca di lavoro
Facebook integra il 'social' con 'professional' e, di conseguenza, entra in competizione con Linkedin, nato dall'esigenza di creare un canale fondato proprio sull'e-recruitment. Al momento, infatti, solo l'1% della ricerca e selezione del personale avviene tramite Facebook, che pure conta 845 milioni di profili che rappresentano, potenzialmente, candidati da scovare: una vera e propria miniera di informazioni per le aziende e per i job seeker.
L'idea di conquistare anche il mercato del lavoro non è infondata: il social network di Zuckerberg può, infatti, contare, oltre che su un importante bacino di utenza, sullo sfruttamento di una serie di relazioni intrecciate senza paragoni sul web. A oggi, intanto, su Facebook sono nate, e continuano a spuntare, delle 'app', ovvero delle applicazioni preposte al recruiting on-line che sono utili per l'utente, per il datore di lavoro potenziale e persino per il fondatore del social network che, in cambio, riceve dei compensi.
Tali app permettono lo sdoppiamento del profilo: da una parte, dunque, pettegolezzi con le amiche o commenti sull'arbitraggio della partita in corso, dall'altra un'immagine di sé professionale che, se ammicca, lo fa solo a opportunità di lavoro. '500 amici si traducono in 15mila contatti professionali'. Questo il motto di BranchOut, applicazione nata su Facebook allo scopo di mettere in contatto head hunter e utenti alla ricerca di un'occupazione.
BranchOut permette di importare i propri contatti da Facebook, Linkedin e Twitter, aggiornare e ricostruire il percorso professionale, integrandolo con commenti di apprezzamento. BranchOut consente, inoltre, per 300 dollari al mese, di usufruire del servizio RecruiterConnect, in grado di effettuare la ricerca di un profilo specifico setacciando la rete.
Via: Adnkronos
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Inps: arriva su Facebook la pagina dedicata al lavoro domestico
Dopo la pagina dedicata al riscatto della laurea e quella dedicata ai buoni lavoro, l'Inps apre su Facebook una nuova pagina tematica dedicata al lavoro domestico. Continua cosi', da parte dell'Istituto, il processo di ricerca di ulteriori canali comunicativi in aggiunta a quelli istituzionali normalmente utilizzati, allo scopo di raggiungere tutti i possibili fruitori dei servizi Inps.
I dati relativi alle due pagine Facebook gia' esistenti evidenziano una grande attenzione da parte dei componenti del social network: la pagina ''Riscattare la Laurea'' ha totalizzato finora quasi 4.000 ''Mi piace'' e ''Utilizzare i buoni lavoro'' oltre 2.000. Per accedere alla pagina tematica e' necessario avere un profilo Facebook, dal quale digitare in ricerca ''Gestire il lavoro domestico'', e cliccare su ''Mi piace'' per ottenere le informazioni cercate.
La pagina contiene tutte le informazioni utili per la gestione di un rapporto di lavoro domestico, dall'assunzione fino alla cessazione del rapporto di lavoro, passando per il calcolo dei contributi dovuti e le modalita' di pagamento, e rappresenta una utile guida per non incorrere in errori ed omissioni, sia da parte del datore di lavoro sia da parte del lavoratore.
Sono lavoratori domestici coloro che prestano un’attività lavorativa continuativa per le necessità della vita familiare del datore di lavoro come ad esempio colf, assistenti familiari o baby sitter, governanti, camerieri, cuochi ecc.
Rientrano in questa categoria anche i lavoratori che prestano tali attività presso comunità religiose, presso caserme e comandi militari, nonché presso le comunità senza fini di lucro, come orfanotrofi e ricoveri per anziani, il cui fine è prevalentemente assistenziale. In ogni caso, si ricorda che per ulteriori approfondimenti, oltre alla pagina Facebook, e' disponibile il portale www.inps.it.
Via: Adnkronos
Facebook strumento fondamentale di supporto per chi cerca lavoro
"Il sistema dei social network è molto utilizzato nella ricerca di personale, perché è più rapido e permette di raccogliere una quantità di informazioni di vario tipo; incrociando i canali per la ricerca, infatti, si ottengono informazioni incrociate". E' quanto dice a LABITALIA Silvia Achilli, Hr specialist di Capgemini. E sono diverse le ricerche recenti a supportare la sua affermazione, dimostrando quanto il mondo dei social network sia diventato strumento fondamentale di supporto per chi cerca lavoro e per gli head hunters a caccia di potenziali candidati.
Tra i social network maggiormente utilizzati dai responsabili delle risorse umane ci sono Linkedin, specifico per il mercato del lavoro, e Facebook, social media orientato allo svago, che rispondono a esigenze diverse ma complementari, come afferma Achilli: "Sicuramente Linkedin è il social network specifico per ricerche di carattere professionale, ma viene supportato anche da altri canali.
Per esempio, si può ricevere un curriculum vitae tramite un canale tradizionale, approfondire le informazioni attraverso Linkedin e metterle a confronto con un eventuale profilo Facebook. In questo modo - sottolinea - è più facile ottenere una maggiore coerenza della candidatura, grazie, appunto, a una serie di elementi incrociati che funge da ulteriore filtro alla ricerca".
Facebook, invece, arriva in seconda battuta, per "integrare, confrontare, ampliare le informazioni raccolte", spiega Achilli. "E poi l'azienda lo può utilizzare - aggiunge - anche per inserire contenuti utili e interessanti per il target cui si rivolge, ovvero un target di giovani, neolaureati, il profilo che maneggia questo social network con maggiore confidenza. Dunque, se Linkedin è utilizzato per i profili più 'skillati', Facebook è l'ideale, invece, per la ricerca di profili junior".
Fonte: Adnkronos
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