Mentre insegnanti e studenti si preparano a tornare a scuola, Facebook ha svelato una nuova iniziativa volta a servire (e migliorare) il settore dell'istruzione. A seguito degli ambiziosi piani per collegare il mondo attraverso Internet.org, il prossimo progetto del social network è quello di rinnovare l'esperienza scolastica tradizionale. Il team di ingegneri di Facebook ha rivelato la collaborazione con Summit Public Schools, una organizzazione non-profit con base nella Silicon Valley con le scuole K-12 che operano in California e nello stato di Washington.
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Facebook collabora con scuola pubblica attraverso programma pilota
Mentre insegnanti e studenti si preparano a tornare a scuola, Facebook ha svelato una nuova iniziativa volta a servire (e migliorare) il settore dell'istruzione. A seguito degli ambiziosi piani per collegare il mondo attraverso Internet.org, il prossimo progetto del social network è quello di rinnovare l'esperienza scolastica tradizionale. Il team di ingegneri di Facebook ha rivelato la collaborazione con Summit Public Schools, una organizzazione non-profit con base nella Silicon Valley con le scuole K-12 che operano in California e nello stato di Washington.
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Amicizia su Facebook tra professori e studenti, soltanto per far numero
L’amicizia con il prof sbarca su Facebook: una questione che più volte ha sollevato spinose polemiche. In molti si sono pronunciati sull’etica della questione e, spesso, si è arrivati alla decisione di vietare i rapporti tra insegnanti e alunni nel mondo virtuale con tanto di circolari. Ma i ragazzi rispondono con un sorriso: all’amicizia sui social network danno, infatti, scarso valore.
Molto spesso, però, ci si dimentica che le azioni fatte nel mondo virtuale hanno delle conseguenze, anche pesanti, su quello reale. Secondo quanto emerso da un sondaggio realizzato da Skuola.net, sebbene ci sia fra gli studenti un 40% che ha fra le sue amicizie virtuali sia insegnanti che genitori, c'è poi solo un 8% che ha fra gli amici di Facebook i suoi professori.
A chiarire maggiormente le idee sono stati gli stessi ragazzi che sulla pagina Facebook di Skuola.net hanno espresso il loro punto di vista sull’argomento: “Fra gli amici ho solo due ex prof. delle medie e non ci chatto mai”. Sono pochi i ragazzi che con i loro insegnanti hanno dei rapporti virtuali e, quando li hanno, si fermano alla scuola, come confessa un’altra utente.
Non sono pochi quei ragazzi che hanno anche confessato, liberamente, di non aver aggiunto i loro insegnanti fra gli amici di Facebook: “Perchè dovrei averli come amici? Per fare numero nella lista degli amici come fanno quasi tutti? Non mi va che leggano i fatti miei” racconta una studentessa, ma non è la sola.
Anche altri ragazzi affermano: “Non li aggiungo perché se leggessero le cose che pubblico mi boccerebbero a prescindere”. Questo conferma che, nel nostro Paese, i social network sono utilizzati principalmente per fini ricreativi. Coloro che ne fanno un uso costruttivo, con gruppi di classe e condivisione di file e informazioni, sono veramente dei casi piuttosto rari.
Fonte: Skuola.net
Via: Tg Com
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Niente amicizia su Facebook tra prof e studenti, infuria la polemica
Proibite le amicizie su Facebook tra professori e studenti, per "mantenere la distanza" tra i due ruoli. Protagonista della decisione, racconta il Messaggero Veneto, è il preside dell'Isis Malignani, Aldo Durì di Cervignano, in provincia di Udine. Oltre al fatto, sul web è montata la polemica anche per la durezza con cui il dirigente scolastico ha esposto le sue ragioni:
"Trovo insopportabile e vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola".
Inoltre, continua il preside sul Messaggero Veneto: "Il professore non è l'amico e non deve essere un confidente. Fare confusione in merito alla diversità dei ruoli è un elemento di assoluto disorientamento che può provocare uno scompenso psicologico ai ragazzi. Nel momento in cui un professore metta a rischio il prestigio dell'istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni con i ragazzi, ne risponderà personalmente".
Ma Durì si tradisce quando gli vengono chiesti quali siano questi "episodi disdicevoli", di cui sono stati protagonisti i social network che hanno scatenato una così drastica presa di posizione: "Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Sconsiglio nel modo più fermo l'apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni. E' bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell'interesse della tutela di una corretta relazione docente-alunno che non può essere paritaria".
Mentre non è chiaro come questo preside possa attuare le sue minacce, la polemica impazza sul web, tra chi trova giusta la sua presa di posizione e chi invece sia convinto che i social network siano anche loro importanti canali educativi per facilitare il rapporto studente-professore, se usati correttamente. In Liguria è stata emanata la prima circolare scolastica che impone il divieto agli alunni e agli insegnanti di diventare amici sul social network.
Fonte: La Stampa
Insegnante liceo minaccia su Facebook strage ebrei e immigrati
"Torino, professore su facebook minaccia stragi di ebrei e immigrati": e' il titolo dell'articolo di Repubblica.it che il professore citato nel pezzo, Renato Pallavidini, di Torino, ha linkato sulla sua bacheca di Facebook, cliccando sul tasto "mi piace". La strage di ebrei minacciata nella sinagoga di Torino se gli amministratori di Facebook avessero tolto alcune foto di Hitler e del Duce da lui pubblicate online, oggetto del titolo e dell'articolo del giornale, oggi sono sparite.
Ma restano le foto e altri post e commenti di stampo neonazista del professor Pallavidini, 55 anni, insegnante di liceo che in passato era gia' stato accusato di negazionismo. Sul suo profilo, inoltre, si leggono anche minacce xenofobe e antisemite. "Americani e servi di sion che mi state controllando dalla California! E che cancellate ogni mio scritto sulla bacheca! Arrivera' anche per voi il momento di pagare con il sangue il vostro essere!", scrive in un post datato 14 settembre.
Sulla bacheca del gruppo dal nome "Commemorazione morte del nostro amato duce", scrive: "Occorre organizzare una straripante e ben inquadrata manifestazione per il 28 ottobre 2012 che accomuni, senza divisioni, tutti i gruppi che si richiamano ai valori del Fascismo. E occorre muoversi con tempestivita' e discrezione!".
Facebook non e' forse il luogo migliore per agire "con discrezione", ma proprio oggi Pallavidini aggiunge un commento che insuna il dubbio di essere "spiato": "Per quale motivo alcune pagine della mia bacheca, che contengono affermazioni forti, sono visibili a tutti, sul web, digitando il mio nome? Dovrebbero essere visibili solo dagli amici, non dai giornalisti di Repubblica che poi telefonano per chiedertene spiegazione!". In realtà molti contenuti della sua bacheca sono pubblici.
Via: AGI
Foto dal Web
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Facebook vietato tra prof e alunni, psicoterapeuta: non condizionante
Vietate le amicizie su Facebook tra alunni e docenti della scuola media De Andrè di Albisola superiore, in provincia di Savona. La circolare emanata dal preside della scuola è chiara: nessuna amicizia informatica tra educatori ed educandi. La decisione è giunta dopo gli insulti di uno studente sulla bacheca di Facebook di una docente. Il provvedimento è il primo in Italia ed ha aperto una discussione. C’è chi sostiene che l’amicizia sui social network annienti l’autorità dei professori, mentre c’è chi la incoraggia come il preside di un liceo di Torino, che tra gli amici di Facebook conta 899 dei suoi studenti.
"Lo strumento della comunicazione (lettera scritta con inchiostro, messaggi cellulari, dialoghi post-lezione) non condiziona il rapporto". Lo dichiara all'Adnkronos lo psicoterapeuta Francisco Mele commentando il divieto per alunni e professori della scuola media di Albisola superiore, in Liguria, di stringere amicizia virtuale su Facebook. "Se Facebook viene usato come una qualunque altra forma di trasmissione da un soggetto all'altro - continua - come deve essere, non è il suo linguaggio web a definire il rapporto fra professore e studente."
"Anzi, tale rapporto può acquisire un livello di maggior positività pedagogica, se il professore mantiene la sua posizione di maestro, insegnante, persona di maggiore maturità a cui il giovane si indirizza per averne risposte". "Se invece il professore - conclude - illudendosi di una nuova giovinezza, diventa l'amico e il pari del ragazzo o se il ragazzo si illude di una maggiore confidenza rispetto al maestro, allora viene meno quel tipo di rapporto che deve sussistere fra le due parti". Il caso non è nuovo negli Stati Uniti, dove questa estate lo stato del Missouri ha approvato un simile provvedimento, seguito da ricorsi e proteste.
Fonte: Adnkronos
Via: Blitz Quotidiano
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Prof molestava allieve su Facebook, chiesto rinvio a giudizio
Il pubblico ministero di Milano Tiziana Siciliano ha chiesto il rinvio a giudizio del supplente di una classe quarta di un istituto alberghiero che nei mesi scorsi era stato denunciato alla preside da alcune studentesse perché avrebbe molestato alcune di loro su Facebook. Per lui l'accusa è di abuso d'ufficio e abuso dei mezzi di correzione. Secondo quanto ricostruito dal pm, l'insegnante, arrivato in classe aveva chiesto per prima cosa alle ragazze chi fosse maggiorenne, contattandole poi su Facebook per chiedere l'amicizia. Molte hanno accettato il contatto perché, hanno spiegato al magistrato una volta sentite, non si poteva dire di no a un professore. Scherzoso con tutte, il professore avrebbe preso di mira una 18enne. Lei ha fatto scattare la denuncia. Dopo aver stampato le conversazioni intrattenute su Facebook, le ha fatte vedere alla preside che ha allertato la procura. «Dammi del tu, puoi chiamarmi anche Max», ha esordito il prof, che poi ha proseguito lodando le foto della ragazza («Sono bellissime») e snocciolando svariati complimenti («Sei davvero speciale», «Sei una ragazza dolce e molto bella»). Fino ad arrivare a una delle frasi forse più ambigue, «Mi piacerebbe metterti un bel voto», poco dopo seguita dall'invito: «Lo sai che potremmo passare un sabato sera insieme? Non parleremmo di storia, ma di noi due (...). Mi sa che come uomo ti potrei interessare (...). Non è la prima volta che un professore si innamora di un'allieva». Tuttavia gli atteggiamenti equivoci del prof non sarebbero avvenuti solo sulla rete. Le allieve hanno raccontato che in classe venivano interrogate mentre lui ne fissava platealmente il seno e che lanciava frecciate a sfondo sessuale, invitandole a coprirsi di più. Atteggiamenti confermati anche dall'unico ragazzo, che al pm ha detto di non sopportare di veder piangere le sue compagne.
Fonti: Tm News, Il Giornale
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Usa: studenti e insegnanti non possono far amicizia su Facebook
Studenti e insegnanti nel Missouri non possono dialogare né via sms né via social network, e chi lo farà verrà punito dalla legge. Dietro la decisione dello stato americano si nasconde il timore di violenze sessuali nei confronti di minori e un tentativo di proteggere dal pericolo i più giovani. Qualche anno fa un giovane studente fu molestato ripetutamente da parte di un insegnante fuori dalla scuola. Uno studente non potrà essere "amico" del suo professore in un social network, come invece avviene normalmente in tutto il mondo. Mentre resta aperta la possibilità di diventare "fan" della pagina pubblica di un professore su Facebook.
"L'unica cosa che stiamo vietando è la comunicazione nascosta tra docenti ed ex studenti, per lo più minorenni, che non si sono laureati", ha detto il senatore dello Stato Jane Cunningham, sponsor principale della legge. Ma l’associazione degli educatori del Missouri dichiara guerra alla nuova legge, in vigore dal prossimo 28 agosto, e accusa lo stato di non rispettare il primo emendamento della Costituzione americana: quello che garantisce a ogni cittadino il diritto di parola, associazione e religione.
La legge viene anche chiamata Amy Hestir Student Protection Act, in riferimento al caso di cronaca legato alla donna - Amy Hestir - che qualche anno fa venne ripetutamente molestata da un giovane insegnante della scuola superiore che frequentava, fuori e dentro l’istituto, via sms e di persona. In quel caso, l’insegnante vantava un curriculum insospettabile, con diversi impieghi nello stato e pure una nomina a "insegnante dell’anno". Gli insegnanti del Missouri, attraverso la loro associazione di categoria, la Missouri State Teachers Association, hanno portato in tribunale lo stato e chiesto che la nuova legge venga dichiarata incostituzionale almeno nella parte relativa a Facebook.
Via: Corriere della Sera
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Liceali diffamano professoressa su Facebook, denunciati
Immortalano la professoressa mentre gesticola durante la lezione, tenendo le mani intorno alla bocca come se stringesse un megafono. L'immagine fa prima il giro dei cellulari di tutta la scuola, ma il successo fra gli studenti è tale che qualcuno pensa di pubblicarla sulla propria bacheca di Facebook. Qui fioccano commenti irripetibili, fino a quando la docente non se ne accorge e sporge querela.
Si tratta di una quindicina di allievi di un liceo Brindisi: quasi tutte ragazze, in netta minoranza i ragazzi, la gran parte alla vigilia dell'esame di maturità. Il gioco in rete, costato caro alle giovanissime studentesse, si è scatenato qualche settimana fa. Il gioco dura fino a quando il marito della donna, anche lui insegnante, non si accorge delle foto.
Il magistrato inquirente dovrà vagliare se vi siano delle responsabilità a carico di amministratori e legali rappresentanti del social network, che avrebbero forse dovuto oscurare il turpiloquio ai danni della docente. Il fascicolo carico di ipotesi di diffamazione, ingiuria e violazione della privacy è sulla scrivania del pubblico ministero di turno, al quale toccherà vagliare se vi siano gli estremi per un processo a carico dei quattordici studenti denunciati.
Alle indagini della procura potrebbero sommarsi infatti, da qui a breve, i provvedimenti disciplinari del consiglio d'istituto a carico delle studentesse. Docenti e dirigente scolastico stanno infatti vagliando quale tipo di provvedimenti adottare per le ragazzine terribili, tutte alla vigilia dell'esame di maturità.
Via: La Repubblica
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Prende in giro la prof su Facebook e dopo i rimproveri si lancia dal balcone
E' in condizioni disperate un ragazzino di 14 anni che si è lanciato dalla finestra di casa a Genova. A indurre il giovane al tentato suicidio è stata la vergogna per essere stato scoperto dai genitori e dal preside della sua scuola mentre dal suo profilo di Facebook prendeva in giro un'insegnante. Nel video postato sul social network si vedeva il giovane mentre faceva delle smorfie durante un'interrogazione.
L'insegnante l'aveva visto e mercoledì scorso lo studente era stato convocato dal preside e rimproverato. A casa i genitori lo avevano nuovamente rimproverato. In serata, oppresso dallo sconforto e dalla vergogna, si è gettato dalla finestra. Un volo di 8 metri, per fortuna attutito dagli alberi del giardino della sua casa di corso Italia. Le piante hanno salvato la vita al quattordicenne, che, comunque, precipitando sulle scale dell'edificio, ha riportato gravi ferite e diversi traumi.
Le urla hanno richiamato la mamma e sul posto il "118" ha inviato l'automedica e un'ambulanza. La veloce corsa all'ospedale San Martino e l'intervento chirurgico, eseguito nella notte dall'équipe del professore Alessandro Faggioni, hanno tenuto in vita il ragazzo. Il quattordicenne ha riportato lo spappolamento della milza, che gli è stata asportata, lesioni al fegato e la frattura della quinta vertebra.
Stando a quanto dicono i medici, non avrebbe danni midollari, anche se ha rischiato di rimanere paralizzato. Pare che il preside non abbia rimproverato lo studente in maniera pesante, tantomeno lo ha sospeso, ma gli ha ricordato che caricare su Internet foto o video, senza autorizzazione, può comportare provvedimenti disciplinari ed anche penali.
Via: La Repubblica
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