Visualizzazione post con etichetta Facebook fake. Mostra tutti i post
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Facebook chiude 652 account fake di cybercrime e disinformazione


Facebook ha preso provvedimenti per combattere ciò che definisce "Coordinated Inauthentic Behavior" (Cib) dopo aver chiuso centinaia di pagine e profili falsi che erano stati creati allo scopo di diffondere disinformazione e influenzare opinioni politiche. La decisione del social network, annunciata martedì, arriva dopo dopo la vicenda di Cambridge Analytica e il tentativo di influenzare le elezioni presidenziali Usa del 2016. La massiccia operazione di rimozione ha avuto inizio in seguito all'indagine condotta da FireEye, società specializzata nella cybersecurity.

Facebook aggiunge nuova opzione per segnalare anche notizie false


Stop alle bufale sul social media. Facebook sta testando una nuova opzione, tra le possibilità di segnalazione di un post indesiderato, che permette agli utenti di marcare notizie false e bufale online. L'opzione consente di segnalare le notizie che si ritengono "deliberatamente false" oppure "truffe smascherate da una fonte affidabile". Lo scopo è ovviamente quello di cercare di limitare lo spam e le hoax che circolano continuamente sul social network. Al momento, però, la nuova funzionalità è disponibile solo per 700.000 degli oltre 1 miliardo e 400 utenti registrati.

Facebook blocca gli account in massa e chiede la verifica documento


Nella notte di Martedì 19 novembre, molti utenti di Facebook italiani e stranieri, in particolare giornalisti, scrittori e politici, hanno ricevuto dal social network la notizia della sospensione del proprio account sulla piattaforma. In un primo momento si è pensato ad una presunta azione politica che avesse portato a segnalare i profili degli account bloccati ma nella giornata di Mercoledì Facebook ha chiarito il motivo della sospensione.

Il social network ha infatti richiesto a centinaia di utenti di autenticare il proprio account: "Facebook ha chiesto ad alcuni suoi utenti di verificare i dettagli del proprio account. Si tratta di una procedura richiesta regolarmente a tutte le persone iscritte a Facebook, volta a garantire l'autenticità dei profili - sia che si tratti di persone comuni o di personaggi pubblici - e a mantenere alta la qualità dell'esperienza degli utenti sulla piattaforma".

La settimana scorsa, in seguito ad un attacco hacker ai danni di Adobe, Facebook aveva bloccato in via temporanea gli account le cui password corrispondevano con quelle sottratte alla nota software house statunitense. Sebbene si possa pensare ad un collegamento tra i due eventi, l'ufficio stampa italiano di Adobe contattato da Wired.it, ha detto che al "momento non esiste alcuna evidente correlazione tra i due fatti". 

Si tratterebbe, dunque, di un'operazione che Facebook periodicamente svolge su un numero notevole di utenti, piuttosto che compiere un'operazione mirata e specifica. Tra gli account bloccati in via temporanea alcuni esponenti del Partito Radicale, come Massimo Bordin, Rita Bernardini, Gianfranco Spadaccia e giornalisti di testate nazionali come Loredana Lipperini di Repubblica e Pierluigi Battista del Corriere della Sera.

Come si legge al Centro assistenza di Facebook: "Tutti gli utenti di Facebook devono fornire il proprio nome e cognome reale e la data di nascita reale. Quando veniamo a conoscenza di account che sembrano falsi o sembrano utilizzare informazioni false, chiediamo al proprietario di confermare che l'account è reale".  Dopo aver fornito un documento di identità accettato, Facebook lo eliminerà in modo permanente.

Via: Wired

Facebook introduce fan page e alti profili verificati come per Twitter


Anche Facebook si apre alle pagine e ai profili "verificati". Da oggi il colosso di Menlo Park, California, ha infatti dato la possibilità a "un piccolo gruppo di personaggi pubblici di spicco (celebrità, giornalisti, funzionari di governo, i marchi popolari e imprese) con un grande pubblico" di porre un marchio ben visibile per garantire l'autenticità. 

"Oggi stiamo lanciando Pagine verificate per aiutare le persone a trovare gli account autentici delle celebrità  e le altre persone di alto profilo e imprese su Facebook. Le Pagine verificate hanno un piccolo segno di spunta blu accanto al nome sulla timeline, nei risultati di ricerca, e altrove su Facebook", ha comunicato il social network.


Tra qualche giorno  la possibilità sarà estesa anche ai profili. Come scrive Tech Crunch, la mossa di Facebook è una copia degli account verificati di Twitter, che da tempo mostra sulle pagine originali un simbolo ben riconoscibile. Facebook ha una nuova sezione nel suo help center che descrive le caratteristiche di pagine e profili verificati.

L'icona del segno di spunta si comporta come un tooltip, che fornisce ulteriori informazioni sulla verifica quando si passa sopra con il cursore del mouse. Facebook spiega che non c'è modo per gli utenti di richiedere la verifica degli account. È invece possibile segnalare gli account falsi o impostori, chi rappresenta falsamente un'azienda o marchio.

Facebook ha già avviato un programma di verifica, permettendo alle persone cdi verificare il proprio account con un documento di identità valido. Il social network fondato da Mark Zuckerberg - che nell'ultimo periodo sta perdendo utenti - sta cercando di diventare un canale di trasmissione per i media, i giornalisti e celebrità, come ha già fatto Twitter.


Fonte: TMNews
Via: Tech Crunch
Immagine: Freepik

Cento milioni account Facebook non sono umani ma animali e marchi


Gatti, cani, cavalli e anche marchi di abbigliamento gli utenti di Facebook. eMarketer ha pubblicato un'analisi del pubblico di Facebook, e si scopre più del 10 per cento degli utenti mensili di Facebook non sono umani. Degli oltre un miliardo di utenti, 889 milioni sono persone, mentre tra gli oltre 100 milioni milioni rimanenti ci sono animali domestici (tra cui Beast, il cane di Zuckerberg), aziende, e anche parodie di individui in carne ed ossa.

Namoro Fake, servizio online vende falsa fidanzata a utenti Facebook


Aumentare l'autostima, far ingelosire una ex fidanzata o semplicemente diventare popolare tra gli amici sono gli obiettivi di un nuovo servizio per gli utenti di Facebook: Namoro, l'affitto di amiche false. Pagando una certa somma, il sito brasiliano offre incontri con falsi falsi profili di donne che inviano messaggi e fanno nuove amicizie nella rete sociale degli utenti a scadenza.

Carolyn Everson parla su impegno Facebook per eliminare profili fake


Nonostante le iniziative di Facebook volte a soffocare falsi profili e Pagine, il processo è stato lento, e le questioni rimangono ancora. Il Vice Presidente del Global Marketing Solutions Carolyn Everson ha parlato con Business Insider su ciò che il social network sta facendo sul problema.

Germania, sostenitori privacy su Facebook chiedono uso pseudonimi


La Germania, come già accaduto in altre occasioni, si schiera in difesa della privacy dei suoi consumatori ed esige da Facebook la possibilità di ricorrere a nomi di fantasia. Il Sueddeutsche racconta la battaglia tedesca per ottenere la possibilità di utilizzare pseudonimi su Facebook. Thilo Weichert combatte per la privacy e con lo Stato dello Schleswig-Holstein  si è scagliato contro il social network. 

"La politica di Facebook viola la legge tedesca" e Facebook ha due settimane per mettersi in riga, altrimenti scatta una multa di 20 mila euro. In sostanza, si ritiene inopportuno accedere al sito con i dati reali ma Facebook blocca i profili che non ritiene reali. "Abbiamo temporaneamente disattivato il suo account, perché abbiamo stabilito che il tuo profilo non contiene il tuo vero nome".

"Si prega di lasciare le seguenti informazioni in modo che possiamo confermare il tuo vero nome e aggiornare l'account di conseguenza", l'avviso che si riceve. "Facebook è una comunità in cui le persone usano le loro identità reali. Tutti devono fornire i propri nomi reali, in modo che ogni utente sappia con chi si sta connettendo", si legge nelle linee guida per i nomi su Facebook.

"I nomi non possono contenere: simboli, numeri, lettere maiuscole, caratteri ripetuti o segni di punteggiatura usati in modo scorretto; caratteri appartenenti a più alfabeti Titoli di qualsiasi tipo (ad esempio professionali, religiosi, ecc.); parole, frasi o soprannomi al posto del secondo nome; contenuto offensivo o esplicito di qualsiasi tipo". Facebook ha risposto alla lettera inviata da Thilo Weichert:

"Crediamo che le ingiunzioni sull'anonimato siano infondate. Inoltre, il pagamento sarebbe uno spreco di denaro. Facebook ha sempre seguito la policy dei dati reali, poiché crediamo che l'uso della vera identità comporti sicurezza di cui possono godere gli utenti". L'anno scorso le autorità dello Schleswig-Holstein avevano cercato di dissuadere dall'uso del pulsante Like, con scarso successo.


Fonte: Sueddeutsche
Via: Giornalettismo

Facebook modifica il Browser Page e consiglia quelle di proprio interesse


Facebook sta testando un nuovo design per una sezione del proprio sito precedentemente chiamata "Scopri le Pagine più richieste di Facebook" (Discover Facebook’s Popular Pages) nel quale gli utenti possono trovare le nuove pagine ordinate. Adesso la sezione si chiama "Clicca su "Mi Piace" sulle tue Pagine preferite" (Like Your Favorite Pages).

Come per le pagine preferite, "il sito si concentra su come aiutare gli utenti che si collegano a pagine alle quali sono più probabilmente interessati, non solo ciò che è più popolare".  Alcuni utenti stanno vedendo i collegamenti al sito di Facebook dalla loro bara preferiti. Dopo aver cliccato sul link "Pagine consigliate", agli utenti vengono presentate alcune decine di pagine raccomandate.


Queste sembrano essere suggerite in base a recenti check-in, le pagine che visitate, l'attività Open Graph e le connessioni degli amici. Per esempio, Inside Facebook ha visto alcuni suggerimenti per gli artisti ascoltati di recente su Spotify e film cercati su Rotten Tomatoes. Gli utenti possono semplicemente esprimere il loro "Mi Piace" ad una pagina facendo clic su di essa.

Affinché gli annunci di Facebook siano pertinenti, gli utenti devono avere profili completi, compresi i loro gusti e interessi. Il browser pagine è utile, ma fino a poco tempo era per lo più nascosto sul sito. Lo scorso anno, però, Facebook ha promosso il suo browser pagine in diversi modi. Oltre alla nuova formulazione e l'aspetto leggermente diverso, il sito mette in evidenza anche gli amici collegati a una pagina.

Tuttavia, Facebook sembra aver rimosso la vecchia barra laterale che ha usato per mostrare agli utenti con quali amici avevano il maggior numero di pagine in comune. Questo è un modo per le pagine Facebook di recuperare un pò di iscritti persi da quando il sito ha iniziato la rimozione di falsi profili. Il link al browser delle pagine reindirizza ora alla nuova versione www.facebook.com/pages.


Via: Inside Facebook

Facebook chiede agli utenti se gli amici stanno usando i loro veri nomi


Facebook non consente agli utenti di utilizzare nomi falsi. Sebbene la gente continui ad usarli, tecnicamente è contro le clausole del social network, e la società sembra avere una nuova strategia in corso per verificare gli utenti che potrebbero celarsi dietro ad un nickname o pseudonimo. Facebook conta attualmente 955 milioni di utenti iscritti, ma una certa percentuale dei profili risulta essere falsa.

Virus, false e-mail Facebook avvisano che un amico vi ha taggato in foto


Un nuovo attacco malware agli utenti di Facebook attraverso false e-mail provenienti da mittente @facebookmail.com. Gli esperti della società di sicurezza Sophos, mettono in guardia gli utenti di computer Windows raccomandando loro di prestare attenzione all'apertura di allegati di posta elettronica non richiesti. Un cavallo di Troia maligno si trasmette come una notifica di Facebook dove si avvisa il destinatario che un amico ha appena caricato una fotografia.

Test Users, account Facebook fittizi per provare App e individuare bug


Creare profili falsi su Facebook è vietato dalle policy del social network. Come leggiamo nei Termini di servizio: "gli utenti di Facebook forniscono il proprio nome e le proprie informazioni reali (...). Per quanto riguarda la registrazione e al fine di garantire la sicurezza del proprio account, l'utente si impegna a non fornire informazioni personali false su Facebook o creare un account per conto di un'altra persona senza autorizzazione; non creare più di un account personale (...)".

Ricatta donna conosciuta su Facebook, arrestato dopo inseguimento


Ricatta una giovane conosciuta su Facebook e finisce in carcere per tentato omicidio, tentata estorsione, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. L'uomo arrestato ha 36 anni ed è sposato con prole, mentre la donna ha 23 anni. Sul social network l'uomo si è presentato con un nome falso, vantando solo il suo fisico da palestra. 

Lei è rimasta affascinata dalla bellezza del suo interlocutore e così i due hanno cominciato a scambiarsi e-mail fino a quando la ragazza ha inviato all'uomo alcune sue fotografie riservate. L'uomo è riuscito ad ottenere un appuntamento, ma per la giovane è stata una delusione vedere l'uomo dal vivo. 

A quel punto la 23enne ha cercato di limitare i contatti, ma l'uomo si sarebbe invaghito di lei cominciando a ricattarla, ovvero inviando per e-mail alla sorella della sua amica virtuale quelle foto che in lui avevano scatenato l'urgenza di fissare l'incontro. 

Foto che se fossero finite nelle mani dei genitori della ragazza avrebbero potuto procurarle seri problemi. La 23enne, quindi, si è rivolta alla polizia. Gli agenti del commissariato di Corato (Bari) hanno consigliato alla giovane di fissare con l'uomo un appuntamento e i due si sono incontrati nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di Barletta. 

Lui l'ha invitata a salire a bordo dell'auto; lei, invece, a scendere dal mezzo per andare al bar. L'uomo ha capito ed è partito investendo un sovrintendente di polizia che stava per intervenire. L'inseguimento si è concluso a Zapponeta (Foggia), paese di residenza dell'uomo, operaio dipendente di un salottificio a Cerignola.

Spionaggio, fake del comandante Nato Stavridis inganna ufficiali Gb


Un falso profilo Facebook del comandante supremo della della Nato, l'ammiraglio statunitense James Stavridis, ha inviato richieste d'amicizia a decine di persone - tra cui membri dei vertici militari britannici e del ministero della Difesa - che hanno accettato convinte che si trattasse davvero di lui. Questo tipo di "social engineering", è una delle truffe Web sempre più comuni. I militari diventati amici del finto Stavridis si sono così esposti al rischio di venire “profilati”. 

Sebbene la Nato non voglia rivelare nessun dettaglio, il Sunday Telegraph riporta che nelle comunicazioni con i militari e i diplomatici ingannati si ipotizza che dietro ci siano "individui sponsorizzati dallo stato cinese". Si tratterebbe quindi di un grossolano tentativo di spionaggio, che sebbene non abbia messo a repentaglio alcun segreto militare, ha causato non poco imbarazzo. I generali e attaché militari diventati "amici" del finto Stavridis hanno rivelato agli hacker probabilmente molto più di quanto volevano che si sapesse sul loro conto, esponendoli al rischio di spionaggio o di ricatto. 

Un portavoce della Nato ieri ha confermato che il suo comandante era stato preso di mira, ma ha dichiarato che non si è trattato ne di spionaggio né di un episodio di hacking e che le "discussioni, le chat e i post su Facebook sono ovviamente tutti su temi non segreti. Dopo che il profilo è stato segnalato da noi è stato rimosso". Resta inteso che Facebook usa tecniche molto sofisticate per identificare gli account fasulli che, si dice, hanno impronte molto diverse rispetto a veri e propri utenti di Facebook. 

Funzionari ieri sera al SHAPE, il quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa, a malincuore hanno confermato che il suo comandante era stato preso di mira. I timori centrano sul funzionamento delle agenzie di spionaggio cinese di intelligence - che si rivolgono non solo ai segreti militari, ma ad ogni aspetto della vita occidentale. Tra gli oggetti rubati si dice che vi siano i segreti dei velivoli stealth, tecnologia dei sottomarini, il programma spaziale e dell'energia solare.

Via: TG Com
Foto dal Web

Facebook lancia account verificati con pseudonimi per celebrità


Nel tentativo di sradicare impostori, Facebook ha riferito che presto permetterà alle celebrità e altre figure pubbliche di verificare i loro account più o meno allo stesso modo in cui fà Twitter. Il social network inizierà la notifica a personaggi pubblici con molti abbonati che potranno verificare i loro account presentando l'immagine di un valido documento d'identità  del governo, consentendogli di visualizzare uno pseudonimo preferito al posto del loro nome di battesimo, secondo un rapporto di TechCrunch.

Facebook poi approverà manualmente i "nomi alternativi" per confermare che sono i nomi d'arte reali o pseudonimi. Gli utenti di Facebook dovranno essere scelti per partecipare al programma, non c'è modo di essere volontari per la verifica. Tuttavia, a differenza di Twitter, gli account verificati non riceveranno uno speciale badge che indica lo stato verificato. 

La verifica consentirà a celebrità come Stefani Germanotta di essere più facilmente accessibili per i fan quando il suo nome è ufficialmente indicato come Lady Gaga, invece di  iscriversi ad un'altra persona con lo stesso nome di nascita. Il programma prevede anche di ottenere un posizionamento più prominente nella funzione "persone di iscriversi a". Il social-networking gigante ha lanciato la sua caratteristica Iscriviti lo scorso ottobre, consentendo agli utenti di seguire gli aggiornamenti pubblici di altre persone che non sono necessariamente amici. 

Il collegamento verrà visualizzato solo sui commenti pubblici fatti da utenti di Facebook che hanno permesso ad altri utenti a sottoscrivere i loro aggiornamenti. Tuttavia, come su Twitter, l'afflusso di impostori è diventato un inconveniente sia per Facebook ed i fan. Mentre il programma è destinato a ridurre questo problema, i fan potrebbero essere confusi dalla mancanza di qualsiasi indicazione di legittimità dell'account.

Via: CNet

Uomini vittime di truffe su Facebook, meno prudenti rispetto donne


Inutile dire che ci sono molte truffe veicolate su Facebook. Una parte di queste iniziano tramite una semplice richiesta di amicizia ricevuta da parte di sconosciuti. Accettano amicizie da persone sconosciute con maggiore frequenza, soprattutto se sono di bell'aspetto, sono meno prudenti nei contatti che instaurano e, in generale, hanno livelli di protezione della propria privacy più bassi: gli uomini, su Facebook, possono cadere "prede" di estranei e di frodi informatiche più facilmente delle donne che, invece, si dimostrano più caute nel cedere le proprie informazioni personali.

Un finto profilo Gabriel Garko su Facebook adesca le ragazzine


Uno stalker, ovvero un maniaco compulsivo seriale si accanisce su Gabriel Garko, "perseguitandolo" con piccoli gesti su Facebook. Il noto attore sul settimanale Grazia ha dichiarato, infatti, di essere perseguitato sul social network. Qualcuno ha creato dei falsi account a nome Gabriel Garko con l’unico scopo di adescare ragazze sprovvedute.

Escozul: truffa malati di cancro su Facebook, denunciato


Aveva tentato di truffare un giovane lancianese facendo leva sulla grave malattia del padre, affetto da tumore: per questo è stato denunciato dai carabinieri G.B., un uomo di mezza età del Bresciano, senza fissa dimora e già protagonista di diverse truffe in passato. Alla base del raggiro c'era l’escozul, una sorta di medicinale omeopatico estratto dallo scorpione, che contrasterebbe le tossine tumorali del veleno. 

Il farmaco è un estratto di veleno dello scorpione blu ed è prodotto dalla Labiofam, un’azienda con sede a L’Avana. Nonostante i pareri divergenti, l'escozul da qualche tempo è entrato a pieno titolo tra le più estreme speranze dei malati terminali. Il problema però è che si produce solo a Cuba, dove viene distribuito gratuitamente a chi è in grado di produrre la documentazione di malato di cancro in stadio avanzato. 

Da qui l’idea del bresciano, alias Stefano Maggi, a fornire un aiuto su Facebook, dove il truffatore aveva costruito le proprie ottime referenze virtuali, e si offriva per fare il viaggio dietro rimborso e contributo delle spese. E proprio su Facebook presto è stato contattato da un ragazzo di Lanciano che ha il padre malato di cancro.  

Ma dopo aver visto le coordinate bancarie per il versamento di 400 euro il giovane lancianese si è reso contro che qualcosa non andava. Il conto infatti era intestato a una persona diversa da quella segnalata, così come la mail che l’uomo aveva fornito per inviare la ricevuta del bonifico. Infine, dopo aver riscontrato che anche altre persone su Facebook avevano cominciato a definire l'uomo un impostore e truffatore, è arrivata la decisione di sporgere denuncia.

Apre falso profilo Consonni e diffama compagni e avversari


La Polizia Postale ha individuato la ragazza di 13 anni che aveva aperto un profilo Facebook a nome del giocatore del cuore, Luigi Consonni, calciatore professionista che milita nel Grosseto calcio in serie 'B' del campionato italiano. Lo stesso Consonni, nel mese di ottobre aveva sporto denuncia presso gli uffici della Polizia Postale di Grosseto, lamentando il fatto che ignoti avevano creato un profilo su Facebook, utilizzando indebitamente i suoi dati personali ed una sua foto. 

Sulla bacheca del profilo, visibile a tutti, venivano riportati dei commenti sull'andamento delle partite di calcio, attribuiti allo stesso Consonni, che mettevano in cattiva luce i suoi compagni di squadra, diffamandoli, nonche' frasi ingiuriose nei confronti degli avversari. 

La Polizia Postale ha fatto immediatamente oscurare il profilo che solo apparentemente era riconducibile al giocatore del Grosseto, quindi ha effettuato accertamenti telematici presso Facebook, nonche' sull'indirizzo di posta elettronica utilizzato per la sua creazione. Così è stato possibile individuare chi si celava dietro il falso profilo, ovvero una giovane tifosa dell'Us Grosseto, di 13 anni, accanita fan del capitano della squadra di calcio cittadina. 

La ragazzina non sarà denunciata: ha meno di 14 anni e dunque non è punibile. La Polizia Postale coglie l’occasione per lanciare un appello, indirizzato specialmente ai giovani, al fine di sensibilizzarli sul fatto che chi compie un atto del genere credendo solo di fare una bravata od uno scherzo, in realtà può incorrere in conseguenze penali.

Via: Il Tempo

Yara: Marta Casile e il fidanzatino erano solo dei fake


Marta Casile, l'amica di Yara - o almeno chi si è dichiarata tale su Facebook, facendo ipotizzare di poter essere a conoscenza di segreti sull'assassino, è soltanto un fake. I carabinieri del Ros hanno dato un volto al profilo su Facebook di Marta Casile, la ragazzina tredicenne sul cui profilo aveva pubblicato dei messaggi riguardanti l’assassino di Yara.