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Esulta su Facebook dopo accoltellamento, tre fermi a Milano
Ha esultato su Facebook per l'accoltellamento di un coetaneo di una gang rivale, e cosi' e' stato scoperto e bloccato dalla polizia. In stato di fermo sono finiti in tre, due minorenni e un maggiorenne, tutti ecuadoriani, con l'accusa di tentato omicidio. Il primo ottobre scorso, a Milano, avevano aggredito un peruviano di 16 anni colpendolo con cinque coltellate e una bottigliata alla testa, perche' colpevole di far parte di una banda avversaria, militanti dei famigerati Latin King-Chicago. Le indagini sono partite da una denuncia dei genitori del peruviano, che avevano saputo che uno dei feritori del figlio, su Facebook, inveiva contro la banda di cui faceva parte il ragazzo ed esultava per il suo ferimento. I Latin King sono giovani di origini latinoamericane, prevalentemente ecuadoregni, che si raggruppano in piccole o grandi baby gang. Esistono in buona parte d’Europa, in tutti gli Stati Uniti e ovviamente nei paesi di origine. La città in ogni caso dovrebbe cominciare a domandarsi come mai dinamiche di gang arrivano e prolificano anche nel nostro Paese. Questo problema potrebbe infatti essere facilmente legato alla difficoltà di integrazione, al razzismo o alla diffidenza in generale dello "straniero", specialmente in zone periferiche già di per sè problematiche. Il fatto di entrare a far parte in una gang è legato al desiderio di appartenenza a un gruppo e specialmente a un determinato gruppo etnico. Ma dall'altra parte le logiche della vita di gang trascinano con sè anche la delinquenza, le "prove" di iniziazione e le lotte per il controllo del territorio, che spesso sfociano in violenti episodi di cronaca come questo.
Fonti: ANSA, Blogosfere
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Ragazzini si vantavano delle rapine su Facebook, incastrati
I carabinieri della stazione Gratosoglio, estrema periferia sud del capoluogo lombardo, hanno eseguito mercoledì due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani incensurati di 15 e 16 anni, autori di almeno quattro rapine consumate tra le strade del proprio quartiere nel gennaio e febbraio scorso. Un 13enne, che agiva insieme ai due destinatari delle ordinanze, è stato segnalato al Tribunale dei Minori. I militari hanno anche denunciato a piede libero altri 15 giovani incensurati italiani tra i 15 e i 16 anni, tra cui 5 ragazzine, responsabili in un totale di 40 episodi di bullismo, per i reati di lesioni personali, violenza privata e rapina. I carabinieri hanno precisato che i ragazzi coinvolti da queste bravate sarebbero almeno una cinquantina, tra cui anche svariate ragazze. E' stato proprio uno dei ragazzi rapinati a dare il via alle indagini: è stato lui a fare ricerche su Facebook fino a quando ha trovato il profilo di uno dei «bulli» che lo avevano aggredito un mese prima, soprannominato «Diabolik». È così emerso uno scenario inquietante: decine di ragazzi tra i 13 e i 17 anni che si vantavano delle rapine postando messaggi sul social network, che inneggiavano a boss come Totò Riina e «Il Barone» di Cosa Nostra Salvatore Lo Piccolo, che frequentavano molto poco gli istituti scolastici in cui erano iscritti e che davano vita a continui episodi di bullismo e violenza privata. I messaggi su Facebook non lasciavano dubbi: «Oggi lo abbiamo pestato di brutto», «Siamo i numeri uno», «Distruggiamo tutto», scrivevano i «bulli». I ragazzini lanciavano anche insulti alle forze dell’ordine («Sbirri maledetti, se vi acchiappo vi distruggo»). Il gruppo di 5 ragazze era solito prendersela con le coetanee, che venivano picchiate e in alcuni casi rapinate.
Fonte: Corriere della Sera
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Rubano e caricano i video su Facebook e YouTube, arrestati
Individuavano le loro vittime nei parchi e nelle stazioni della metropolitana nelle periferie di Milano per massacrarle di botte e derubarle in gruppo, poi caricavano foto e filmati dei loro colpi su Facebook e YouTube. 20 provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato Mecenate nei confronti di altrettanti minorenni sudamericani, mentre altri 6 maggiorenni sono stati fermati. "Ma stimiamo - spiega Francesca Fusto, dirigente del commissariato - che almeno altrettante persone possano essere coinvolte nelle due bande". Le rapine avvenivano tutte in maniera particolarmente violenta, e i baby criminali caricavano in rete le immagini per acquistare credibilità nei confronti dei componenti più anziani. "Latin Dangerz" e "Los Brothers": questi i nomi che si erano date le due pandillas latinoamericane sgominate. L’indagine ha avuto inizio nel maggio 2010, a seguito di una serie di rapine portate a termine dai giovani sudamericani, principalmente all’interno delle stazioni del metrò. Della gang facevano parte anche 4 ragazze minorenni. Le appartenenti alla banda erano sottoposte a un "rito di iniziazione", in cui venivano prese a cinghiate da altre giovani. Le donne inserite nella gang avevano un ruolo attivo anche durante le rapine: entravano in azione insieme ai propri fidanzati, incitandoli a colpire e impossessarsi dei cellulari delle vittime. Le ragazze si riprendevano a vicenda in metropolitana durante esibizioni di lap dance improvvisate sui pali delle carrozze.
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