La pubblicazione di foto sulla pagina Facebook di chi le ha scattate «non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici». E' quanto stabilito dalla IX sezione del Tribunale di Roma che riconosce il diritto d'autore anche per le foto pubblicate sul social network. La libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l'impostazione "Pubblica" «non riguarda infatti i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l'unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook», spiega il Tribunale.
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Tribunale Roma: foto pubblicate su Facebook, diritto d'autore valido
La pubblicazione di foto sulla pagina Facebook di chi le ha scattate «non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici». E' quanto stabilito dalla IX sezione del Tribunale di Roma che riconosce il diritto d'autore anche per le foto pubblicate sul social network. La libertà di utilizzo dei contenuti pubblicati dagli utenti con l'impostazione "Pubblica" «non riguarda infatti i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale degli utenti, rispetto ai quali l'unica licenza è quella non esclusiva e trasferibile concessa a Facebook», spiega il Tribunale.
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Facebook smentisce voci copyright violato, critiche contro governance
Facebook respinge le accuse di violazione del copyright degli utenti. "Qualcuno crede che Facebook stia adottando un cambiamento a riguardo, ma è tutto falso", ha dichiarato il social network in un post pubblicato sul sito. "Ogni utente ha il controllo di ciò che pubblica e di come viene condiviso: è la nostra politica da sempre".
Facebook ribadisce che non c'è bisogno di pubblicare un messaggio per dichiarare di voler proteggere il materiale online - come molti utenti del social network hanno fatto negli ultimi mesi, dichiarando di essere i soli possessori del materiale condiviso in rete e rifiutando a chiunque altro il diritto di utilizzarlo.
Le accuse di invasione della privacy contro Facebook, già in circolazione da mesi, sono riemerse la settimana scorsa in occasione di una revisione delle regole messa in opera dal social network, che in particolare vuole poter condividere le informazioni fornite dai suoi utenti con altre società del gruppo.
Due associazioni dei consumatori americane hanno criticato oggi le nuove regole, il CDD (Center for Digital Democracy) e l'EPIC (Electronic Privacy Information Center). Secondo queste associazioni, le nuove norme sono pensate soprattutto per Instangram, l'applicazione di condivisione di foto che il gruppo ha acquisito in aprile.
Le associazioni in una lettera all'Ad Mark Zuckerberg chiedono il ritiro delle nuove norme, citando rischi per la confidenzialità dei dai degli utenti, ma anche la violazione di un accordo firmato l'anno scorso dal social network: Facebook si era impegnato a chiedere l'esplicito consenso degli utenti prima di condividere le loro informazioni.
In sostanza, Facebook dovrebbe ripristinare il vecchio sistema basato sui feedback per eventuali modifiche alle policy sull'uso dei dati personali oltre che alla DDR. Le associazioni hanno sollevato la questione poco dopo che l'ufficio dell'Irish Data Protection Commissioner (DPC), aveva chiesto chiarimenti a Facebook sulla privacy.
È dall'anno scorso che i regolatori irlandesi si occupano della protezione dati di Facebook nell'UE.
A settembre scorso il DPC ha chiuso un'indagine aperta sul social network obbligandolo a rimuovere tutti i dati raccolti dagli utenti nell'ambito dell'Unione europea per i dispositivi di riconoscimento facciale.
Via: TMNews
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Pubblicare foto o musica di altri su Facebook senza permesso è reato
Pubblicare immagini su Facebook o caricare canzoni sul profilo del social network MySpace, senza indicarne la paternità, è un reato e può costare caro. La decisione è del Tribunale di Genova che ha condannato un musicista jazz di 26 anni a una multa di 1.200 euro per violazione della legge penale sul diritto d’autore. La vicenda risale al 2009 e vedeva coinvolti due musicisti e una fotografa professionista.
Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati, il musicista aveva messo a disposizione del pubblico, in particolare degli utenti di Facebook e del sito musicale MySpace, 15 foto che lo ritraevano senza chiedere il permesso alla fotografa che le aveva scattate. Inoltre aveva pubblicato alcuni brani musicali, registrati alla SIAE, composti da lui e da un altro collega, attribuendosene l’esclusiva paternità. È stato condannato.
"Chi carica foto, video o canzoni su Facebook o MySpace - ha spiegato l’avvocato David Maria Mascia - spesso e volentieri dimentica che, con l’adesione alle condizioni generali d’uso, ha già dichiarato, magari contro il vero, di esserne l’esclusivo proprietario e ha già autorizzato il social network a farne l’utilizzo che meglio ritiene. Ciò non toglie che il diritto del vero autore rimanga presidiato dalla normativa di settore, anche con sanzioni penali".
La recente legge 248/00, modificando la legge 633/41, sempre attuale in materia di diritto d'autore, ha introdotto ulteriori ipotesi al fine di combattere la pirateria e la contraffazione, anche quella che si realizza via Internet. In realtà, la distribuzione e lo scambio di materiale musicale che avviene tra utenti della rete è da considerarsi chiaramente illegittima se non espressamente autorizzata dall'autore o da chi detiene i diritti economici dell'opera.
Fonte: ANSA
Via: La Stampa
Foto dal web
Fonte: ANSA
Via: La Stampa
Foto dal web
Accesso abusivo dati, Facebook vince causa contro Power Ventures
Un altro esempio del veloce sistema di giustizia Usa, Facebook è stato infatti dichiarato vincitore di una causa originariamente depositata nel dicembre 2008 contro Power Ventures e power.com, che hanno avuto accesso alle informazioni degli utenti del social network e memorizzate le informazioni di login senza permesso. La sentenza di venerdì del giudice distrettuale James Ware apre la strada per le audizioni sui danni per Facebook.
"I fatti contestati stabiliscono che gli imputati hanno aggirato gli ostacoli tecnici" per accedere al sito di Facebook, Ware ha scritto in un parere di 19 pagine rilasciato senza processo. Nel frattempo, il sito power.com con base a Cayman Islands è in vendita. Facebook ha detto nella causa legale che Power.com ha permesso ai suoi utenti di accedere ai propri messaggi del social network e altre informazioni dai server di Facebook, senza permesso. Facebook ha bloccato tutti i contenuti da power.com.
Il social network ha anche accusato il sito di violazione del copyright, frode informatica e violazione delle leggi di concorrenza. "Siamo lieti che il giudice ha stabilito a nostro favore," ha detto in una e-mail informativa Craig Clark, avvocato del contenzioso per Facebook. "Continueremo a far valere i nostri diritti nei confronti dei cattivi attori che tentano di eludere la privacy di Facebook e le protezioni di sicurezza e spam utenti".
"Facebook ha stabilito un precedente pericoloso per il futuro dei diritti degli utenti a possedere e controllare i propri dati," ha affermato Steven Vachani, CEO di Power Ventures, in una e-mail informativa. "Abbiamo intenzione di continuare in maniera aggressiva questa lotta". Il caso è Facebook Inc. V. Potenza Ventures Inc., 08CV5780, US District Court, Northern District of California (San Jose).
Rihanna supera Lady Gaga, su Facebook la sfida dei Like
Lady Gaga non è più la regina di Facebook. Rihanna ha sbaragliato la concorrenza con ben 40,8 milioni di fan sul social network. La prima a raggiungere quota 10 milioni con la sua pagina ufficiale su Facebook era stata proprio Stefani Joanne Angelina Germanotta (il vero nome di Gaga) e aveva detenuto il titolo fin quando Rihanna non l'ha sorpassata di circa 20.000 clic.
La persona con più fan in assoluto su Facebook è però il rapper Eminem, che ne conta 43 milioni. Lady Gaga si può consolare con Twitter, dove è ancora la più seguita con 11,6 milioni di 'followers', incalzata dall'idolo delle adolescenti americane, Justin Bieber, con 11 milioni. Rihanna si deve accontentare del 13 posto, con "soli" 6,1 milioni di fan.
I fan di Lady Gaga non l'hanno presa bene: una volta subito il sorpasso hanno subito invitato gli utenti a togliere il segno "Like" dalla pagina Facebook di Rihanna, anche se con scarsi risultati. Si preannuncia dunque, l'ennesima guerra tar celebrità sui social network.
Ma non è l'unica botta per la popstar che ha dovuto scendere a patti con un'altra amara realtà: il suo canale ufficiale di YouTube era stato sospeso per la rivendicazione del diritto sul copyright da parte di una societa' giapponese. Inoltre, la sua casa discografica Universal ha fatto sapere che il sito ufficiale inglese della catante è stato attaccato dal gruppo di hacker americani SwagSec, già responsabile in passato di attacchi contro altri artisti della stessa etichetta.
Via: Virgilio
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