Visualizzazione post con etichetta Facebook hoax. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facebook hoax. Mostra tutti i post

Facebook smentisce voci copyright violato, critiche contro governance


Facebook respinge le accuse di violazione del copyright degli utenti. "Qualcuno crede che Facebook stia adottando un cambiamento a riguardo, ma è tutto falso", ha dichiarato il social network in un post pubblicato sul sito. "Ogni utente ha il controllo di ciò che pubblica e di come viene condiviso: è la nostra politica da sempre". 

Facebook ribadisce che non c'è bisogno di pubblicare un messaggio per dichiarare di voler proteggere il materiale online - come molti utenti del social network hanno fatto negli ultimi mesi, dichiarando di essere i soli possessori del materiale condiviso in rete e rifiutando a chiunque altro il diritto di utilizzarlo. 

Le accuse di invasione della privacy contro Facebook, già in circolazione da mesi, sono riemerse la settimana scorsa in occasione di una revisione delle regole messa in opera dal social network, che in particolare vuole poter condividere le informazioni fornite dai suoi utenti con altre società del gruppo. 

Due associazioni dei consumatori americane hanno criticato oggi le nuove regole, il CDD (Center for Digital Democracy) e l'EPIC (Electronic Privacy Information Center). Secondo queste associazioni, le nuove norme sono pensate soprattutto per Instangram, l'applicazione di condivisione di foto che il gruppo ha acquisito in aprile. 

Le associazioni in una lettera all'Ad Mark Zuckerberg chiedono il ritiro delle nuove norme, citando rischi per la confidenzialità dei dai degli utenti, ma anche la violazione di un accordo firmato l'anno scorso dal social network: Facebook si era impegnato a chiedere l'esplicito consenso degli utenti prima di condividere le loro informazioni.

In sostanza, Facebook dovrebbe ripristinare il vecchio sistema basato sui feedback per eventuali modifiche alle policy sull'uso dei dati personali oltre che alla DDR. Le associazioni hanno sollevato la questione poco dopo che l'ufficio dell'Irish Data Protection Commissioner (DPC), aveva chiesto chiarimenti a Facebook sulla privacy.

È dall'anno scorso che i regolatori irlandesi si occupano della protezione dati di Facebook nell'UE. A settembre scorso il DPC ha chiuso un'indagine aperta sul social network obbligandolo a rimuovere tutti i dati raccolti dagli utenti nell'ambito dell'Unione europea per i dispositivi di riconoscimento facciale.


Via: TMNews

Bufale dei bimbi malati su Facebook, lettera aperta al social network


Il 4 febbraio 2012, una lettera aperta è stata presentata a Facebook in riferimento al numero crescente di foto di "bambini malati", o "truffe di carità a bambini". La lettera ha dichiarato che diversi siti web avevano fatto sforzi collettivi per prevenire la diffusione di queste fotografie, e ha chiesto la loro rimozione. Ha inoltre chiesto di aumentare la consapevolezza pubblica del problema Facebook. Fino ad oggi questo non è avvenuto. Facebook ha contattato E. Protalinski di ZDNet, per una dichiarazione dopo che la lettera aperta è stata pubblicata.

Un portavoce di Facebook ha citato una serie impressionante di strumenti e software progettati per "Proteggere le persone che utilizzano Facebook da spam e contenuti dannosi". E' stato inoltre raccomandato di usare lo strumento Facebook "Segnala". Il portavoce ha poi continuato affermando che Facebook sta "guardando alcune soluzioni tecniche che renderanno la loro rimozione più veloce e più completa (vale a dire la cattura di più istanze delle immagini uguali o simili)".

L'attuale strumento di Facebook reporting non dà delle opzioni che permettano di coprire i casi di sfruttamento minorile e dei diritti di privacy violata dei bambini raffigurati nelle fotografie condivise. "L'opzione più vicina è "Spam / Scam", ma questo problema non è menzionato. Si tratta di sfruttamento minorile, contenuto fuorviante, e / o furto di IP. "Riteniamo che potrebbe essere utile per Facebook di modificare il suo strumento di relazione per aggiungere un'opzione che 'Contiene materiale che coinvolge i bambini'".

"Tutte le relazioni presentate con questa opzione devono essere immediatamente presentate al personale Facebook per le indagini", si legge sul blog Facebook Privacy & Security.  Facebook è stato spesso costretto a smentire false voci che inizierà a far pagare per l'utilizzo del sito o che è destinato a chiudere. "Chiediamo che Facebook informi immediatamente tutti i suoi utenti in modo diretto e conciso, che non ha alcuna parte in nessuna di queste truffe di carità per i bambini", aggiunge il blog. Tale notifica sicuramente fermerebbe la diffusione e minimizzerebbe il problema ad un livello più gestibile.

Chiusura imminente di Facebook, ma si tratta d'una bufala


Una voce incontrollata diffusa ieri su Internet, relativa alla imminente chiusura di Facebook, ha costretto il noto social network a smentire ufficialmente la falsa notizia, non senza umorismo. Con un aggiornamento di status sulla propria bacheca, il team di Facebook ha così posto fine all’incredibile voce che stava prendendo il largo sullo stesso social network e su Twitter in seguito ad un ironico annuncio di un sito satirico. "Non abbiamo ricevuto il comunicato relativo alla chiusura, dovremo continuare a lavorare come al solito", ha scritto il social network sul proprio sito. "Non chiudiamo - ha aggiunto - anche perché abbiamo appena cominciato". Il semplice fatto che Facebook si sia trovato costretto a smentire ufficialmente un rumor di questo tipo dovrebbe far riflettere.


Responsabile dello scherzo il sito satirico Weekly World News, che ieri ha persino riportato presunte dichiarazioni del fondatore Mark Zuckerberg: "lo stress per la gestione del gruppo mi sta rovinando la vita. Dopo il 15 marzo chiuderemo il sito. Quindi se volete vedere ancora le vostre immagini, vi raccomando di salvarle fuori da Internet. Non sarà possibile riaverle quando avremo chiuso l’attività", avrebbe detto Zuckerberg in una conferenza stampa mai tenuta. Migliaia di commenti sul sito WWN, l’effetto virale del passaparola ed il gioco è fatto. Migliaia di commenti ulteriori hanno fatto seguito alla smentita del team Facebook. C'è qui una lezione importante - non credete a tutto quello che leggete su internet, e pensateci due volte prima di passare una storia ai vostri amici.

Falsa pagina su Facebook annuncia il ritrovamento di Yara


Su Facebook è attiva una pagina intitolata “Yara Gambirasio è stata ritrovata”. La pagina poi offre un link a un filmato che invita a vedere una presunta intervista con Yara al momento del ritrovamento dei carabinieri. Per vedere il filmato bisogna cliccare su un link. Il link però ovviamente non offre alcuna intervista con Yara ma indirizza piuttosto a un sito italiano dedicato al cinema. 

Una trovata - di pessimo gusto - pubblicitaria, dunque, proprio come già successo con Sarah Scazzi. “FINALMENTE! Yara Gambirasio e’ stata ritrovata!! Guarda l’intervista al momento della cattura dei Carabinieri!!” recita il link (http://filmlinko.com/free-yara/) su cui gli utenti sono invitati a cliccare, per poi finire sulla pagina del suddetto sito. 

Il coordinatore dell’Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, ha invitato il Ministero dell’Interno e la Polizia delle Comunicazioni, ad intervenire urgentemente sulla questione: “Invito ad intervenire con urgenza per individuare i responsabili dell’iniziativa, tanto deprecabile quanto di cattivo gusto, ed oscurare sia la pagina web che il gruppo da Facebook”. 

Per fortuna, se da un lato troviamo i soliti sciacalli, dall’altro vi sono migliaia di volontari che parteciperanno alle ricerche per la giovane Yara, scomparsa il 26 novembre scorso, anche durante le feste. Nel frattempo ieri c’è stata una fiaccolata nel paese di Brembate di Sopra dedicata a Yara, cui hanno partecipato circa seicento persone. Il tragitto degli abitanti sono stati quei 700 metri percorsi per l’ultima volta da Yara, stando ad alcune testimonianze, per dirigersi al centro sportivo.

Il virus su Facebook dell'albero di Natale, ma si tratta d'una bufala


Migliaia di utenti di Facebook sono stati avvisati circa la vicenda su un presunto virus chiamato Christmas Tree o Albero di Natale, che si sta diffondendo sotto forma di una falsa applicazione sul social network. Sophos avverte che si tratta d'una burla. Gli utenti pensano di fare la cosa giusta quando mandano avvertimenti come questi - ma purtroppo non verificano realmente i fatti. Sarebbe più opportuno controllare presso una affermata azienda anti-virus. Anche se qualcuno potrebbe in qualsiasi momento creare una falsa applicazione con il nome di "Christmas Tree", ovviamente, non siamo a conoscenza di malware che utilizzano questo travestimento.