Facebook ha adottato una difesa aggiuntiva contro la diffusione di fake news e falsi allarmi virali. Se una pagina di Facebook condivide storie false più volte, l'azienda vieterà alla pagina di pubblicare ulteriormente sul sito. La piattaforma si avvale di organizzazioni fact-checking di terze parti per contrassegnare le storie come false, cioè che vengono contestate non per motivi di opinione ma perché bufale. Secondo le regole di Facebook, gli inserzionisti non possono già pubblicare annunci che puntano a storie false, ma questo nuovo update porta a un ulteriore passo in avanti tale divieto.
Visualizzazione post con etichetta Hoax. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hoax. Mostra tutti i post
Facebook blocca ads da pagine che diffondono false notizie e bufale
Facebook ha adottato una difesa aggiuntiva contro la diffusione di fake news e falsi allarmi virali. Se una pagina di Facebook condivide storie false più volte, l'azienda vieterà alla pagina di pubblicare ulteriormente sul sito. La piattaforma si avvale di organizzazioni fact-checking di terze parti per contrassegnare le storie come false, cioè che vengono contestate non per motivi di opinione ma perché bufale. Secondo le regole di Facebook, gli inserzionisti non possono già pubblicare annunci che puntano a storie false, ma questo nuovo update porta a un ulteriore passo in avanti tale divieto.
Etichette:
Ads Policy,
Advertising,
Condivisione,
Facebook aggiornamenti,
Facebook bufale,
Facebook Policy,
Fake news,
Hoax,
Pagine,
Pagine fake,
Post sponsorizzati,
Satwik Shukla,
Tessa Lyons
Facebook affronta le notizie false sul News Feed con nuovi strumenti
Nelle settimane scorse, Mark Zuckerberg ha annunciato la volontà di arginare la piaga delle bufale e dei falsi allarmi che circolano sul social network da oltre 1,8 miliardi di utenti. Ora, Facebook ha detto che lavorerà con le organizzazioni fact-checking indipendenti di terze parti per aiutarlo ad affrontare il problema delle fake news sul suo News Feed. Inoltre, il gigante dei social media renderà la loro segnalazione molto più semplice. Se la notizia sarà classificata come falsa, questa continuerà ad apparire su Facebook ma avrà visibilità limitata ed un'etichetta che la contrassegna.
Etichette:
Adam Mosseri,
Bufale,
Condivisione,
Facebook bufale,
Facebook reporting,
Facebook Spam,
Fake news,
Hoax,
IFCN,
Intelligenza artificiale,
News feed,
News Feed FYI,
News Feed Ranking,
Post sponsorizzati
Facebook smentisce voci copyright violato, critiche contro governance
Facebook respinge le accuse di violazione del copyright degli utenti. "Qualcuno crede che Facebook stia adottando un cambiamento a riguardo, ma è tutto falso", ha dichiarato il social network in un post pubblicato sul sito. "Ogni utente ha il controllo di ciò che pubblica e di come viene condiviso: è la nostra politica da sempre".
Facebook ribadisce che non c'è bisogno di pubblicare un messaggio per dichiarare di voler proteggere il materiale online - come molti utenti del social network hanno fatto negli ultimi mesi, dichiarando di essere i soli possessori del materiale condiviso in rete e rifiutando a chiunque altro il diritto di utilizzarlo.
Le accuse di invasione della privacy contro Facebook, già in circolazione da mesi, sono riemerse la settimana scorsa in occasione di una revisione delle regole messa in opera dal social network, che in particolare vuole poter condividere le informazioni fornite dai suoi utenti con altre società del gruppo.
Due associazioni dei consumatori americane hanno criticato oggi le nuove regole, il CDD (Center for Digital Democracy) e l'EPIC (Electronic Privacy Information Center). Secondo queste associazioni, le nuove norme sono pensate soprattutto per Instangram, l'applicazione di condivisione di foto che il gruppo ha acquisito in aprile.
Le associazioni in una lettera all'Ad Mark Zuckerberg chiedono il ritiro delle nuove norme, citando rischi per la confidenzialità dei dai degli utenti, ma anche la violazione di un accordo firmato l'anno scorso dal social network: Facebook si era impegnato a chiedere l'esplicito consenso degli utenti prima di condividere le loro informazioni.
In sostanza, Facebook dovrebbe ripristinare il vecchio sistema basato sui feedback per eventuali modifiche alle policy sull'uso dei dati personali oltre che alla DDR. Le associazioni hanno sollevato la questione poco dopo che l'ufficio dell'Irish Data Protection Commissioner (DPC), aveva chiesto chiarimenti a Facebook sulla privacy.
È dall'anno scorso che i regolatori irlandesi si occupano della protezione dati di Facebook nell'UE.
A settembre scorso il DPC ha chiuso un'indagine aperta sul social network obbligandolo a rimuovere tutti i dati raccolti dagli utenti nell'ambito dell'Unione europea per i dispositivi di riconoscimento facciale.
Via: TMNews
Etichette:
CDD,
Copyright,
DDR,
DPC,
Face recognizer,
Facebook and Privacy,
Facebook bufale,
Facebook hoax,
Facebook Policy,
Facebook Privacy,
Fb Site Governance,
Hoax,
Ue,
Utenti
Bufale dei bimbi malati su Facebook, lettera aperta al social network
Il 4 febbraio 2012, una lettera aperta è stata presentata a Facebook in riferimento al numero crescente di foto di "bambini malati", o "truffe di carità a bambini". La lettera ha dichiarato che diversi siti web avevano fatto sforzi collettivi per prevenire la diffusione di queste fotografie, e ha chiesto la loro rimozione. Ha inoltre chiesto di aumentare la consapevolezza pubblica del problema Facebook. Fino ad oggi questo non è avvenuto. Facebook ha contattato E. Protalinski di ZDNet, per una dichiarazione dopo che la lettera aperta è stata pubblicata.
Un portavoce di Facebook ha citato una serie impressionante di strumenti e software progettati per "Proteggere le persone che utilizzano Facebook da spam e contenuti dannosi". E' stato inoltre raccomandato di usare lo strumento Facebook "Segnala". Il portavoce ha poi continuato affermando che Facebook sta "guardando alcune soluzioni tecniche che renderanno la loro rimozione più veloce e più completa (vale a dire la cattura di più istanze delle immagini uguali o simili)".
L'attuale strumento di Facebook reporting non dà delle opzioni che permettano di coprire i casi di sfruttamento minorile e dei diritti di privacy violata dei bambini raffigurati nelle fotografie condivise. "L'opzione più vicina è "Spam / Scam", ma questo problema non è menzionato. Si tratta di sfruttamento minorile, contenuto fuorviante, e / o furto di IP. "Riteniamo che potrebbe essere utile per Facebook di modificare il suo strumento di relazione per aggiungere un'opzione che 'Contiene materiale che coinvolge i bambini'".
"Tutte le relazioni presentate con questa opzione devono essere immediatamente presentate al personale Facebook per le indagini", si legge sul blog Facebook Privacy & Security. Facebook è stato spesso costretto a smentire false voci che inizierà a far pagare per l'utilizzo del sito o che è destinato a chiudere. "Chiediamo che Facebook informi immediatamente tutti i suoi utenti in modo diretto e conciso, che non ha alcuna parte in nessuna di queste truffe di carità per i bambini", aggiunge il blog. Tale notifica sicuramente fermerebbe la diffusione e minimizzerebbe il problema ad un livello più gestibile.
Etichette:
Bufale,
Donazioni,
Facebook bufale,
Facebook hoax,
Facebook Privacy,
Facebook reporting,
Facebook Scam,
Facebook Spam,
Hoax,
Lettere
Ragazza si tatua 152 amici del profilo Facebook, ma è un falso
L’ultima frontiera dell’assurdo concepita dalla mente umana pare sia essere il tatuaggio di una ragazza che ha scelto di farsi imprimere per sempre sul braccio destro le facce dei suoi contatti di Facebook. Una ragazza olandese ha deciso, infatti, di farsi tatuare le foto degli amici Facebook anche sul braccio per avere un ricordo di loro sempre con sé, anche quando non può connettersi al social network. 152 immagini che le ricoprono interamente il braccio destro.
"Dopo due mesi di lavoro - spiega Suzyj87 su YouTube - voglio mostrare a tutti i miei social tattoo. Carini no? sono molto oregogliosa, spero che vi piacciano". Tanti piccoli quadrati quanti sono i suoi contatti sul social network. Questo gesto, che a prima analisi poteva essere inteso come un gesto di "pura follia da dipendenza da Facebook", è in realtà una delle tante bufale in giro per il Web o meglio una trovata pubblicitaria.
Come spiega il giornale olandese Telegraaf infatti, il tatuaggio utilizzato è una decalcomania che scompare dopo un paio di giorni, grazie a comune acqua. In realtà dietro si cela un esempio di Viral Marketing. Infatti nella parte finale del messaggio la ragazza continua ringraziando il creatore del disegno Pretty social, che si è rivelata essere un’azienda olandese specializzata nella stampa su diversi materiali delle foto dei propri amici di Facebook e Hyves, social network dei Paesi Bassi.
Etichette:
Facebook bufale,
Hoax,
Marketing Virale,
Social Tattoo
Iscriviti a:
Post (Atom)




