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Facebook respinge le accuse formulate da Assange di spiare utenti


Facebook è "il più terrificante strumento di spionaggio mai inventato", una fonte inesauribile di informazioni per l’intelligence americana, che si avvale gratuitamente di dati che altrimenti richiederebbero grandi sforzi in termini di tempo e denaro. 

In un’intervista rilasciata all’emittente moscovita Russia Today, Julian Assange ha preso di mira il social network più popolare del pianeta, ma non ha risparmiato nemmeno Google e Yahoo, per poi affrontare i temi di attualità come le rivoluzioni che hanno cambiato la fisionomia del mondo arabo, la situazione di Guantanamo e i suoi rapporti con i media. 

La risposta di Facebook non s'è fatta attendere: "il social web non è una macchina di spionaggio, anzi, per accedere ai dati di un indagato le forze dell'ordine devono avere il mandato della Corte e compilare un modulo interno". Forbes ha riportato le dichiarazioni difensive di Facebook, che ha smentito categoricamente l'esistenza di una interfaccia ad hoc ad esclusivo uso dell'intelligence americana. 

Facebook ha precisato, infatti, che per entrare in possesso di tutte le informazioni sugli iscritti (compresi elenco contatti, posta e quant'altro) CIA e FBI devono presentare un mandato firmato dalla Corte, come previsto dalla legislatura vigente. 

Secondo il portavoce di Facebook, la procedura in caso di indagini prevede che gli investigatori compilino un ulteriore modulo interno che viene valutato da un ufficio preposto alle funzioni legali, prima di poter procedere. L'azienda ha già messo in discussione almeno un mandato e che spera di stabilire un precedente legale per poter rifiutare in futuro richieste dello stesso genere.

Donald Rumsfeld critica Wikileaks e parla del suo libro


L'ex Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld si rivela un appassionato di social network, tanto da usare indifferentemente Twitter e Facebook per pubblicizzare il suo libro di prossima uscita a Gennaio e commentare i fatti del momento. In uno dei suoi più recenti 'tweet', Rumsfeld scrive: "In occasione dell'uscita del mio libro ('Known and Unknown') diffonderò sul web centinaia di documenti a sostegno di quanto scrivo, molti dei quali erano precedentemente classificati, ma a differenza di Wikileaks, tutti autorizzati dal governo".

Facebook non chiuderà la pagina fan di Wikileaks


Facebook non bloccherà la fan page di Wikileaks. Resta online, con un milione di sostenitori iscritti, la 'fan page' del sito su Facebook, uno degli ultimi a sostenere che Wikileaks non viola alcuna regola interna. Lo ha reso noto lo stesso social network, che ha pubblicato sul sito questa dichiarazione: “La Wikileaks Facebook Page non viola i nostri contenuti standard, e non abbiamo riscontrato nel materiale pubblicato nulla che sia in contrasto con le nostre regole“. La pagina che Facebook riserva a Wikileaks ha superato il milione di sostenitori e contiene - ovviamente - migliaia di messaggi di solidarietà per Juelien Assange, l’hacker australiano fondatore di Wikileaks arrestato ieri mattina dopo alcuni giorni di latitanza. Il 18 novembre 2010 il tribunale di Stoccolma aveva spiccato un mandato d’arresto in contumacia nei suoi confronti con l’accusa, sulla base della testimonianza di due donne, di stupro, molestie e coercizione illegale. Due giorni dopo è stato spiccato un mandato di arresto internazionale tramite Interpol dalla forza di polizia svedese. Gli utenti di tutto il mondo gridano al complotto e inneggiano ad Assange come un paladino della libertà di espressione e di informazione. “Libero per la democrazia!“, dice qualcuno su Facebook. “Non fermerete Wikileaks… i documenti sono sempre pronti x essere pubblicati…false accuse a Julian Assange. Su Wikileaks, intanto, si legge: l'arresto di Julian non ci ferma, in suo soccorso arriva un esercito di 'Jedi' contro siti nemici.

Via: http://www.giornalettismo.com/

Facebook si divide sul mandato di cattura per Julian Assange



Il mandato di cattura internazionale, emesso dall'Interpol, su richiesta della Svezia, lo scorso 20 novembre, nei confronti di Julian Paul Assange, fondatore di Wikileaks, sta animando e dividendo il popolo di Facebook. Sono moltissimi infatti i gruppi pro e contro nati in tutto il mondo nei confronti del mandato d'arresto internazionale del ex-hacker australiano. Numerosi sono i gruppi e le pagine che lo sostengono e che sono a favore del suo sito, Wikileaks nella convinzione che grazie ad Assange sono stati diffusi documenti che hanno rivelato lati nascosti dei potenti della terra.

Facebook e Belen Rodriguez le parole più ricercate del 2010‎


Facebook si conferma al primo posto delle ricerche su internet degli italiani. Lo rivela la classifica pubblicata da Yahoo! Italia sui termini più caldi del 2010. A seguire due classici del web, 'giochi' e 'oroscopo', mentre la quarta posizione è occupata da 'superenalotto' che - complice anche il mega jackpot da 177 milioni di euro a ottobre - è salito in quarta posizione. 

I dati sottolineano che le ricerche su internet riguardano soprattutto argomenti più leggeri: nella top ten si piazzano 'Grande Fratello' (5° posto), 'Calciomercato' (6°), 'meteo' (7°), 'Belen Rodriguez' (8°), 'Mappe' (9°) e 'Tarocchi' (10°). Guardando con più attenzione il settore celebrità, si scopre che è Belen la donna più ricercata dagli italiani. 

La showgirl occupa il primo gradino di un podio su cui salgono anche Elisabetta Canalis e Nina Senicar. New entry 2010 sono Veronica Ciardi (dal Grande Fratello, al 6° posto) e Sara Carbonero, la giornalista spagnola fidanzata del portiere della nazionale campione del mondo Iker Casillas. 

Capitolo scandali: al primo posto c'è il caso Ruby, la giovane marocchina che ha raccontato le feste a casa del premier Berlusconi, seguito dai tradimenti del golfista Tiger Woods e le polemiche sulla casa di Montecarlo dove abita il cognato di Gianfranco Fini. Appena fuori dal podio, ma forse penalizzato perché troppo recente, i documenti segreti resi pubblici da Wikileaks. Le priorità degli italiani cambiano in maniera rilevante quando ci si connette da cellulare, dove la top ten si riempie di termini sportivi.

Fonte: La Repubblica