Facebook sta sperimentando un nuovo modo per gli utenti di promuovere a pagamento i loro post nella parte superiore del News Feed degli amici. Il test, che è limitato ad una piccola percentuale di utenti tra cui alcuni in Nuova Zelanda, pone un pulsante Highlight accanto al Mi piace. Dopo aver cliccato su Highlight, gli utenti saranno informati del prezzo attraverso una finestra popup che consentirà loro di acquistare la funzione.
Visualizzazione post con etichetta File sharing. Mostra tutti i post
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Facebook Highlight, evidenziare gli aggiornamenti previo pagamento
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Facebook lancia Groups for Schools, nuova funzione per file sharing
Facebook ha appena lanciato il suo strumento collaborativo per i campus chiamato "Groups for Schools" ("gruppi per le scuole"). La nuova funzionalità permette a college e università americani di creare gruppi per qualsiasi entità, dormitori, classi e organizzazioni studentesche rilevanti. Ogni studente registrato sul social network avrà a disposizione una mail con indirizzo .edu grazie al quale potrà accedere allo spazio e visionare il materiale condiviso dai suoi colleghi di istituto.
Si tratta d'un sistema di file-sharing molto simile a Dropbox ma limitato nell’utilizzo ai soli studenti iscritti nello stesso istituto. L'idea è di "rendere ancora più semplice condividere appunti delle lezioni, programmi sportivi, o compiti in classe", secondo l'annuncio di Facebook. TechCrunch è stato in grado di testare la funzionalità e le dimensioni del file, riferendo che questi ultimi sono limitati a 25 MB.
File .exe non possono essere caricati in modo da evitare la diffusione di programmi dannosi. Facebook si aspetta anche di monitorare le violazioni del copyright per evitare di diventarne la sorgente. Gli utenti potranno vedere le notifiche di file nel proprio newsfeed dove possono accedere direttamente ai downloads. Sarà possibile inoltre condividere documenti in modo molto simile a quello adottato da piattaforme che operano nel settore come Google Docs.
Attualmente, solo scuole e università americane selezionate hanno accesso a gruppi per le scuole. L'esclusività della scuola si riallaccia ai primi giorni di Facebook, così come la condivisione di file. Mark Zuckerberg ha lavorato su un progetto denominato Wirehog, consistente in una rete peer-to-peer di file-sharing, fin dall'inizio del 2006. Gli studenti che vogliono accedere a Groups for Schools per la loro università possono farlo collegandosi a questo link.
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Una chat tra Zuckerberg e D'Angelo svela la nascita di Facebook
A rivelare cosa sarebbe diventato Facebook è una conversazione in chat tra Mark Zuckerberg e il suo migliore amico del liceo, Adam D'Angelo. È il 2004 e discutono su internet. Insieme avevano progettato tra i banchi di scuola un software per gestire brani musicali. Nei testi pubblicati sul sito per tecnoappassionati Business Insider, è Zuckerberg, diventato in seguito amministratore delegato di Facebook, a raccontare i suoi dubbi.
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Adescava minori su Facebook fingendosi 16enne, arrestato
Gli uomini del Commissariato di Ventimiglia e della Polizia Postale di Imperia hanno arrestato Massimo Trifarò, 40 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Genova, in quanto era stato denunciato dalla Polizia di Stato alcuni mesi or sono per la propria attività su Facebook. L'uomo, residente a Ventimiglia, di professione macellaio, era stato oggetto di oltre 40 denunce per aver adescato altrettante minorenni, selezionate tra gli oltre 200 contatti sul proprio profilo di Facebook. Sul social network si faceva chiamare Davide Balestra, 16 anni, ed il suo avatar era una foto di un ignaro e sconosciuto adolescente. Chiacchierava con ragazzine tra i 12 e i 16 anni fino ad entrarci in confidenza e poi chiedeva loro di spedirgli fotografie che le ritraevano nude o in biancheria intima che poi scambiava in rete sui siti pedopornografici. Quando non riusciva ad ottenere quello che chiedeva, minacciava le giovani incappate nella sua ragnatela. Dopo essere stato raccolto, il materiale pedopornografico finiva condiviso in rete con un noto programma di file-sharing, come è stato appurato dalla Polizia Postale. In una occasione ha costretto una ragazza di 14 anni ad avere rapporti sessuali, minacciandola di raccontare ai genitori di "avere avuto una storia con lui". Trifarò è stato condotto nel carcere genovese di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere delle accuse di estorsione, minacce, violenza sessuale, sostituzione di persona e detenzione di materiale pedopornografico.
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