Facebook è andato giù in tutto il mondo mercoledì, così come Instagram e WhatsApp di proprietà del gruppo di Menlo Park. Sebbene il malfunzionamento di WhatsApp riguardasse solo l'invio di note vocali e di foto, Facebook e Instagram hanno registrato un blocco delle funzionalità, impedendo agli utenti di aggiornare il feed delle news. Il disservizio iniziato intorno alle 16 è finito dopo le 21, ma gli effetti dell'interruzione è proseguita per alcune ore. Come al solito, gli utenti di Facebook si sono riversati su Twitter, lamentandosi dell'ennesimo down delle piattaforme social più usate.
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Facebook, Instagram e WhatsApp in down: ma non è cyber attacco
Facebook è andato giù in tutto il mondo mercoledì, così come Instagram e WhatsApp di proprietà del gruppo di Menlo Park. Sebbene il malfunzionamento di WhatsApp riguardasse solo l'invio di note vocali e di foto, Facebook e Instagram hanno registrato un blocco delle funzionalità, impedendo agli utenti di aggiornare il feed delle news. Il disservizio iniziato intorno alle 16 è finito dopo le 21, ma gli effetti dell'interruzione è proseguita per alcune ore. Come al solito, gli utenti di Facebook si sono riversati su Twitter, lamentandosi dell'ennesimo down delle piattaforme social più usate.
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Facebook affronta le notizie false sul News Feed con nuovi strumenti
Nelle settimane scorse, Mark Zuckerberg ha annunciato la volontà di arginare la piaga delle bufale e dei falsi allarmi che circolano sul social network da oltre 1,8 miliardi di utenti. Ora, Facebook ha detto che lavorerà con le organizzazioni fact-checking indipendenti di terze parti per aiutarlo ad affrontare il problema delle fake news sul suo News Feed. Inoltre, il gigante dei social media renderà la loro segnalazione molto più semplice. Se la notizia sarà classificata come falsa, questa continuerà ad apparire su Facebook ma avrà visibilità limitata ed un'etichetta che la contrassegna.
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Facebook prova tag Satira per proteggere gli utenti dalle notizie fake
Facebook sta testando una funzionalità che etichetta le false notizie da siti come The Onion con "satira" nel suo News Feed, una caratteristica richiesta da parte di alcuni utenti, ha confermato il social network a Mashable. La cattura principale di questa codifica automatica apparirà soltanto nel box "articoli correlati". The Onion pubblica notizie inventate, le "fake news" e Facebook ha provato per un mese a taggare i suoi post perché le persone desideravano un sistema più chiaro per distinguere articoli satirici da quelli reali.
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La bufala su Facebook del microchip canino trovato nel piatto cinese
Sulla bacheca del suo profilo Facebook aveva postato una delle leggende metropolitane più diffuse: un suo amico aveva trovato un microchip canino in una pietanza che gli era stata servita durante una cena in un ristorante cinese a Vigevano, in provincia di Pavia e, per questo, l'uomo era dovuto andare in ospedale per una lavanda gastrica. Ma in realtà la notizia era una bufala e per questo la donna è stata denunciata.
Il racconto della donna, colmo di particolari usati per rendere credibile la vicenda, aveva sollevato sul social network le proteste degli animalisti e indignazione da più parti. Qualcuno aveva persino minacciato di apporre uno striscione "Qui si mangia carne di cane". Il clamore attorno alla storia era diventato tale che, com'era prevedibile, la voce arrivasse anche all'orecchio del proprietario del ristorante.
E' stato a quel punto che Antonio Zang, 39 anni, titolare dell'Amico Wok, ristorante cinese di Vigevano, si è presentato ai carabinieri della locale stazione, disperato per la bufera che si era abbattuta sul suo locale e ha sporto denuncia. Gli investigatori hanno verificato i verbali dei Nas nel locale, che sono risultati del tutto regolari nei due anni di attività, ed hanno controllato i ricoveri in ospedale in quei giorni.
I carabinieri di Vigevano hanno quindi verificato l'infondatezza della notizia e ascoltato la donna B.T., 31 anni, artigiana di Vigevano, che all'inizio ha confermato la storia, ma poi ha ceduto: "Mi sono inventata tutto". E' per questo che è stata denunciata per diffamazione aggravata a mezzo Internet. Attenzione dunque alle bufale su Facebook che vengono diffuse attraverso post a tal punto da diventare certezze.
La vicenda del "microchip canino" nei piatti dei ristoranti cinesi gira su Internet da diversi anni. Cambiano i dettagli ma i contenuti della storia sono sempre gli stessi. Tra le bufale più recenti quella che aveva preso a circolare nel marzo 2013 ad Este, in provincia di Padova: anche qui la notizia era stata opportunamente smentita e i gestori del locale avevano presentato denuncia per diffamazione a carico di ignoti.
Via: Il Giornale
Foto: Wikimedia
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Vasco Rossi ritorna su Facebook e posta il clippino di Un gran bel film
Vasco Rossi torna a parlare al suo pubblico e lo fa ancora una volta con le parole della sua musica. E' riapparso così su Facebook il "Komandante", per la prima volta dopo il ricovero e dopo essere uscito il 3 ottobre scorso da Villalba di Bologna per tornare a casa, ma contro il parere dei medici. Blasco ha postato il video del suo concerto ad Hammersmith Apollo e in particolare di "Un gran bel film".
Un pezzo che tra l'altro dice "è una fortuna che sono.. oooh! oooh! ancora 'vivo'!". Nel giro di un'ora sono arrivati quasi mille messaggi di fan sostanzialmente di bentornato. Il rocker di Zocca era stato ricoverato il 12 settembre. Il ricovero a Villalba era stato deciso per il riacutizzarsi di un'infezione alle vie respiratorie. Era lì in seguito al miniconcerto alla discoteca Cromie di Castellaneta (Taranto).
I medici al momento delle dimissioni gli avevano fatto presente che non era il caso, ma lui aveva preferito firmare e tornarsene a casa, dove, comunque, ha proseguito le terapie che gli hanno consigliato. Il giorno delle dimissioni, avvenute nel primo pomeriggio, si si era anche diffusa, per l'ennesima volta, la voce, infondata, della sua morte. Una notizia immediatamente smentita dalla portavoce del rocker, Tania Sachs:
"In merito alle voci impazzite, senza fondamento e totalmente fuori controllo, che circolano sulle sue condizioni di salute, concediamogli una toccatina scaramantica e una battuta: 'Leggere o sentirti dire che sei morto la migliore prova della propria esistenza in vita'..." ha scritto l'ufficio stampa del cantante. L'ultimo dei clippini di Vasco, risale ai giorni appena precedenti al ricovero. "Un gran bel film" è il primo brano dell'album del 1996 "Nessun pericolo...per te".
Via: LEGGO
Foto da video
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Bufale dei bimbi malati su Facebook, lettera aperta al social network
Il 4 febbraio 2012, una lettera aperta è stata presentata a Facebook in riferimento al numero crescente di foto di "bambini malati", o "truffe di carità a bambini". La lettera ha dichiarato che diversi siti web avevano fatto sforzi collettivi per prevenire la diffusione di queste fotografie, e ha chiesto la loro rimozione. Ha inoltre chiesto di aumentare la consapevolezza pubblica del problema Facebook. Fino ad oggi questo non è avvenuto. Facebook ha contattato E. Protalinski di ZDNet, per una dichiarazione dopo che la lettera aperta è stata pubblicata.
Un portavoce di Facebook ha citato una serie impressionante di strumenti e software progettati per "Proteggere le persone che utilizzano Facebook da spam e contenuti dannosi". E' stato inoltre raccomandato di usare lo strumento Facebook "Segnala". Il portavoce ha poi continuato affermando che Facebook sta "guardando alcune soluzioni tecniche che renderanno la loro rimozione più veloce e più completa (vale a dire la cattura di più istanze delle immagini uguali o simili)".
L'attuale strumento di Facebook reporting non dà delle opzioni che permettano di coprire i casi di sfruttamento minorile e dei diritti di privacy violata dei bambini raffigurati nelle fotografie condivise. "L'opzione più vicina è "Spam / Scam", ma questo problema non è menzionato. Si tratta di sfruttamento minorile, contenuto fuorviante, e / o furto di IP. "Riteniamo che potrebbe essere utile per Facebook di modificare il suo strumento di relazione per aggiungere un'opzione che 'Contiene materiale che coinvolge i bambini'".
"Tutte le relazioni presentate con questa opzione devono essere immediatamente presentate al personale Facebook per le indagini", si legge sul blog Facebook Privacy & Security. Facebook è stato spesso costretto a smentire false voci che inizierà a far pagare per l'utilizzo del sito o che è destinato a chiudere. "Chiediamo che Facebook informi immediatamente tutti i suoi utenti in modo diretto e conciso, che non ha alcuna parte in nessuna di queste truffe di carità per i bambini", aggiunge il blog. Tale notifica sicuramente fermerebbe la diffusione e minimizzerebbe il problema ad un livello più gestibile.
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Tassa sugli animali domestici, bufala Facebook sul governo Monti
“Ci mancava solo questa: Il governo Monti sta emanando nuove leggi da approvare, una tra le quali la legge sugli animali domestici. Ogni famiglia dovrà pagare una tassa su ogni animale domestico in quanto il signor Monti li definisce beni di lusso, non beni affettivi. La ringraziamo, professor Monti, perchè in questo modo, lei sarà complice dell’aumento degli abbandoni, delle uccisioni, e della sofferenza di tante povere bestie, che o saranno abbandonati da chi non può permettersi ulteriori spese, o che non verranno mai e poi mai adottati da un canile. Copia e incolla”.
Questo è il testo della nuova catena di Sant’Antonio che ha fatto il giro del Web tramite Facebook e che subito ha suscitato non poche polemiche. Gli articoli pubblicati sulla rete riguardanti la notizia sono ormai moltissimi, ma in realtà si tratta di una bufala, che non riporta nessun riferimento attendibile. «A quanto mi risulta, al momento non c’è alcuna “legge sugli animali domestici” emanata o ipotizzata dal governo Monti», così scrive sul suo blog Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale all’interno del Web.
Il giornalista, come anche altri siti internet, tra i quali Protezione Account, ha ipotizzato che tutta la questione sia nata da un’interpretazione erronea di un articolo del Corriere scritto l’ottobre scorso, nel quale Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari, segnalava che «tra le sette categorie del nuovo redditometro sperimentale presentato all’Agenzia delle Entrate comparirebbero le spese veterinarie per gli animali una volta detti da compagnia e che oggi si preferisce chiamare d’affezione». Condividere sul Web notizie del genere, prive di fonti attendibili, non fa altro che suscitare rabbia nei confronti della classe politica.
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Bufala per evitare esami riparazione, aiutata dagli amici Facebook
Si è presentata con la mamma davanti alla preside del Liceo linguistico Fusinato di Padova la quindicenne romena che, per dribblare l'esame di riparazione, ha finto di essere rimasta ferita in un incidente stradale a Sharm el Sheikh, in cui sarebbe morto (cosa rivelatasi assolutamente inventata) un presunto fratello diciottenne.
La responsabile dell'istituto Antonella Visentin - che aveva ricevuto nei giorni scorsi la telefonata di una persona, che, spacciandosi per la madre, aveva raccontato dell'incidente per giustificare l'assenza alle tre prove di riparazione - è riuscita a mettersi in contatto con i genitori della ragazzina, rientrati dalla Romania dopo una vacanza, e li ha convocati nel proprio ufficio.
Il complicato castello di bugie costruito dalla giovane è caduto in pochi secondi: la madre era all'oscuro del fatto che la quindicenne fosse stata rimandata in tre materie e che proprio Venerdì avrebbe dovuto affrontare la prima prova. «La studentessa è stata per un'ora muta davanti a me - racconta la prof. Visentin - mentre riferivo alla madre, sempre più costernata, l'accaduto. Solo dopo ha cominciato a dire qualcosa, fino a quasi ammettere di essere lei l'autrice della telefonata incriminata che denunciava l'incidente».
La parziale ammissione delle colpe non salverà, comunque, Luisa Maria dalla bocciatura e dagli accertamenti che saranno compiuti dai Carabinieri per verificare se nell'intera vicenda si configurino reati di natura penale. «Resta il fatto - commenta la preside - che per un anno la giovane ha continuato a raccontare una sequenza infinita di bugie, a partire dal suo rendimento scolastico». Invenzioni a cui potrebbero essersi prestati, secondo gli insegnanti, anche alcuni degli oltre 2000 amici che la ragazzina aveva in Facebook.
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Vasco smentisce su Facebook: mai avuta macchia nera, è una bufala
Vasco Rossi, il rocker dalla vita spericolata non risparmia nessuno e ogni giorno dice, ridice e si contraddice. Ieri se l’è presa con il critico musicale del Corriere che aveva raccolto lo sfogo del cantante il giorno prima. "La macchia nera di cui parla Fegiz è una bufala.
L’unica macchia nera è dentro la sua coscienza". Vasco, secondo quanto riportato da Fegiz, gli aveva confidato che i medici gli avrebbero trovato "una macchia nera sopra i polmoni che non pare un tumore". E che avrebbe un dolore "come se avessi una palla di grasso fra le scapole".
"Dolori terribili fra le scapole. E mentre me ne sto tranquillo... voglio cambiare le regole del gioco nel mondo del rock: voglio essere libero di parlare di cantare di suonare di volare. Chiudere una carriera. Aprirne un’altra. Dici che non ti telefono mai, eccomi qua". La querelle è continuata con vari mezzi on line. "Macchia che non macchia la mia coscienza.
Vasco smettila di mentire a te stesso", ha replicato Mario Luzzatto Fegiz sul sito del Corriere. Mentre su Facebook è intervenuta la portavoce del rocker Tania Sachs affermando che l’articolo di Fegiz sul Corriere "ci ricama un pò su e riapre una questione sulla salute di Vasco Rossi che sembrava conclusa".
Ma il finale registra una nuova polemica, sempre su Facebook. Questa volta fra Vasco e Massimo Poggini della rivista Max che gli rimprovera le 'battutacce' su Ligabue. Il rocker risponde per le rime: "Mi sono rotto di questo modo (tutto italiano) di rispondere sempre con ipocrite e frasi buoniste. Ho deciso di esprimere sinceramente il mio pensiero. Ti dispiace?".
Via: Il Giornale
Facebook non sarà mai a pagamento e per sempre gratuito
Dopo il falso gruppo "No a facebook a pagamento nel 2010, servono 10.000.000 iscritti!" che conta oltre 1.800.000 iscritti ed il cui amministratore è stato recentemente bannato, ecco arrivarne un altro (appartenente al circuito-truffa "Ricevi una notifica quando qualcuno visita il tuo profilo").
Quest'ultimo promette, seguendo una fantomatica procedura indicata in bacheca, di evitar la trasformazione nel 2010 del proprio account facebook da gratuito a pagamento o addirittura la sua disattivazione.
Nulla di più falso! Al gruppo sono già iscritti oltre 85000 membri ai quali è inibita, tra l'altro, la possibilità di scrivere sulla stessa bacheca del gruppo. Stavolta, a differenza di altri gruppi simili, nelle le info troviamo il sito di riferimento che rimanda ad una pagina di lotterie on-line, descritta come la "lotteria natalizia ufficiale di Facebook"e che promette un guadagno fino a 1.500 euro!
Cliccando sul banner pubblicitario presente nella pagina veniamo rimandati alla pagina ufficiale della lotteria, dove siamo invitati ad inserire la nostra mail e, successivamente, in nostri dati anagrafici «indispensabili per partecipare all'estrazione on-line» .
Oltre alla possibile(?) vincita in denaro si potranno ricevere vincite in punti (convertibili in fantomatici premi), che aumenteranno nel caso in cui inviterete altri ad iscrivervi. Insomma, una catena infinita da considerare vero e proprio spam!
Fonte: Inside Faccialibro
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