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Università di California, Susan Desmond-Hellmann nel Cda Facebook


Facebook ha annunciato che Susan Desmond-Hellmann, MD, MPH, rettore della Università di California, San Francisco (UCSF), è stato eletto al consiglio di amministrazione dell'azienda. "Sue ha una grande esperienza di costruzione e gestione di un insieme eterogeneo di organizzazioni, per cui le sue intuizioni saranno preziose appena si continuerà a espandersi in nuovi settori" ha dichiarato Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook.

Arriva app Facebook per rilevare amici con malattie veneree e HIV


L’ultima frontiera di Facebook sarebbe la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Dopo app per tutte le esigenze, ne starebbe arrivando una anche contro queste malattie. Un gruppo di ricercatori sta concentrando infatti i propri studi sui social network, in particolare Facebook, come strumenti per la prevenzione delle malattia sessualmente trasmissibili. Tuttavia questa ipotetica applicazione pone problemi di privacy.

C’è infatti il rischio che una diagnosi diventi di dominio pubblico. Peter Leone, del Centro Malattie Infettive dell’Università della Carolina del nord, ha fatto notare - riporta Medical Day - che il rischio di contrarre l’HIV è esteso non solo ai partner sessuali, ma anche alla cerchia più vicina di amici. "Le persone della stessa cerchia sociale - ha detto Leone - spesso hanno comportamenti a rischio simili, dormono con gli stessi amici dando così al termine 'amici in comune' un nuovo significato".

Leone ha preso come esempio un’epidemia di sifilide scoppiata nella Carolina del nord: dopo aver chiesto ai pazienti chi avessero frequentato, Leone è stato in grado di mettere in relazione l’80% dei casi. Il passo successivo è stato chiedere ai pazienti, ai quali è stato di recente diagnosticato l’HIV, di elencare una lista di amici a rischio. Dietro autorizzazione del paziente, alcune persone sono state informate che a un loro conoscente è stato diagnosticato l’HIV e quindi anche loro potevano essere a rischio.

Un altro metodo considerato dal team si basa su un'applicazione esistente, realizzata dal professor di genetica James Fowler dell'Università della California a San Diego, per tracciare la diffusione dell'influenza. L'app funziona passando al setaccio gli aggiornamenti di stato e le parole chiave e notifica all'utente se l'attività dei loro amici indica che possono essere a più alto rischio di infezione.

La gente però può anche ammettere di avere l’influenza, mentre la questione diventa complicata se si parla di malattie sessualmente trasmissibili. Purtroppo, come confermato da Fowler, è difficile convincere la gente a cambiare i propri atteggiamenti. "Un conto è mandare messaggi, un conto è cambiare comportamenti". In genere le persone postano un giorno sì e l’altro pure dei messaggi del tipo "indossate i profilattici", ma nella vita privata non lo fanno. "Bisognerebbe stimolare la gente a cambiare il loro comportamento".

Via: Blitz Quotidiano

Usa, uomo chiede aiuto su Facebook e trova rene per trapianto


Damon Brown, un uomo di 38 anni residente a Seattle negli Usa, ha trovato un rene per il trapianto tramite Facebook dopo aver raccontato la sua storia su un profilo creato appositamente da lui e dalla moglie, confidando nella possibilità che la richiesta raggiungesse il maggior numero di persone possibili. I siti di social networking sono diventati, specialmente negli Stati Uniti, un forum dove pubblicare richieste di aiuto e sono sempre di più le persone con malattie renali a sfruttarlo per cercare una soluzione. Amici e familiari di Brown hanno condiviso il link tra i loro conoscenti ampliando il bacino della ricerca fino a raggiungere rapidamente oltre 1.400 persone. Tra di loro, Jacqueline Ryall, una donna che Brown e la moglie conoscono da anni ma che non è un'amica stretta, la quale si è offerta volontaria per la donazione. "Sono contenta della mia vita, ho ricevuto molto e ora ho la possibilità di regalare qualcosa a qualcuno" ha spiegato la 45enne Ryall, che ha poi aggiunto: "Spero che la mia decisione convinca altre persone a fare una scelta simile". Dimostrazioni di solidarietà di questo tipo non sono isolate", ha spiegato April Pashke dello United Network for Organ Sharing, un'ong privata che gestisce il sistema di trapianti per il governo federale americano. "Vediamo sempre più persone che trovano una soluzione tramite siti di social networking", ha riferito Paschke. "È un'estensione del modo in cui comunichiamo". Ogni giorno negli Usa hanno luogo 46 trapianti, mentre 13 persone in attesa di un rene muoiono. Le nuove e pressoché illimitate potenzialità comunicative di strumenti come Facebook possono forse aiutare a ridurre questo numero e ad accorciare i tempi di attesa per un trapianto, oltre che favorire una maggiore conoscenza fra le persone della materia.

Fonte: TG Com
Foto dal Web

Lo psicologo arriva su Facebook, gratis due sere a settimana


Il Servizio italiano di psicologia online (Sipo) inaugura il 15 settembre lo sportello di ascolto, informazione e orientamento a disposizione degli utenti di Facebook che si trovano in difficoltà psicologiche e relazionali. In un primo momento riservato ai maggiorenni, il servizio sarà fruibile gratuitamente per due sere a settimana, dalle 21.00 alle 22.30. Per prenotare un appuntamento (sul sito www.psicologi-online.it è consultabile il calendario delle disponibilità) è necessario inviare un messaggio al profilo Facebook 'Sipo sportello di ascolto'. 

Per vincere imbarazzi o pregiudizi culturali, che spesso frenano il ricorso allo psicologo, il Sipo ha pensato di strutturare il proprio sportello su Facebook come un insieme di gruppi di discussione, per approfondire e discutere diverse tematiche psicologiche, quali l'ansia e le fobie, la relazione di coppia, l'insonnia, il mobbing, le problematiche alimentari e altre ancora. 

Questi gruppi, attivati assieme a un servizio chat gratuito, rappresenteranno un'opportunità per informarsi su tematiche psicologiche, per confrontarsi con gli altri utenti e, se necessario, per parlare via webcam con uno psicologo regolarmente iscritto all'albo professionale, per di più esperto in consulenza psicologica a distanza. 

"Le problematiche delle persone sono spesso, prima di tutto, legate alla comunicazione e alle relazioni con chi le circonda - afferma Matteo Radavelli, uno dei responsabili del progetto - in un momento in cui entrambi questi fattori si evolvono a grande velocità, è dovere degli psicologi monitorarli e rendersi presenti anche attraverso gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie". Il nuovo servizio consentirà anche un notevole sviluppo della ricerca.

Fonte: Adnkronos Salute

Il latte materno si scambia via Facebook, ma è rischioso


Una pratica che si sta diffondendo rapidamente attraverso Facebook, sia in Europa che in America e Giappone, sono le donazioni di latte materno alle mamme che ne hanno poco, ma comportano dei rischi, anche gravi, perche' avviene senza controlli sanitari. Si chiama Human Milk 4 Human Babies la rete mondiale creata su Facebook per raccogliere e distribuire il latte materno. E sono alcune migliaia le persone iscritte alla pagina principale, che si scambiano consigli e suggerimenti sull'allattamento. Ma sono numerose anche le pagine nazionali del network, ognuna con diverse centinaia di iscritti. ''Il diffondersi di questo tipo di donazione - afferma il professor Jean-Claude Picard, presidente delle Banche del latte materno in Francia - significa che le mamme comprendono sempre di piu' l'importanza e i vantaggi del latte materno, ma non i rischi che questa pratica comporta''. Un recente studio americano condotto su 1.091 donatrici volontarie ha rilevato che il 3,3% del latte materno donato e' risultato alle analisi positivo a sifilide, epatite B e C, HTLV e Hiv. Esiste poi il problema di trasmettere eventuali allergie o intolleranze e degli stupefacenti, se le madri ne fanno uso. ''Una buona pastorizzazione permette di eliminare la maggior parte di batteri e virus - afferma un esperto della Banca del latte materno francese -, ma mai al 100%. E far bollire il latte materno fa perdere la maggior parte delle sue qualita'''.

Facebook e YouTube influenzano la ricerca sulla Ccsvi


La cura Zamboni viaggia su Facebook e Youtube e trova due validi alleati. Il tam tam mediatico si diffonde viralmente, al punto che dà origine ad un vero e proprio dibattito nazionale in Canada sulla necessita' di avviare studi clinici sulla cura made in Italy che intende combattere la sclerosi multipla. Sul presunto "people power" evidenziato da questo caso - il potere dei cittadini di influenzare la ricerca e le decisioni delle Istituzioni sanitarie - riflettono Roger Chafe e i suoi colleghi della Memorial University of Newfoundland, in un commento apparso questa settimana sulla rivista Nature. Nel 2008 Paolo Zamboni, chirurgo vascolare ferrarese, ha ipotizzato una nuova concausa della sclerosi multipla ravvedendola in un'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, nome in codice Ccsvi, che puo' essere risolta, a detta dello studioso, intervenendo sull'ostruzione con un opportuno intervento chirurgico. Cosi', senza l'uso di farmaci, la sclerosi multipla retrocederebbe dal suo implacabile e progressivo avanzare. Lo studio targato Zamboni era di modeste dimensioni, riflettono i ricercatori guidati da Chafe, non condotto in cieco ne' tantomeno randomizzato, ma e' stato ampiamente pubblicizzato in Canada, grazie al passaparola sul Web. Tant'e' che su Facebook i gruppi pro-Zamboni sono spuntati numerosi con decine di migliaia di fan all'attivo, anche se nessun ricercatore del Paese Nord americano ne' tantomeno la locale Multiple Sclerosis Society hanno sostenuto la necessita' di finanziare con fondi pubblici gli studi clinici sul trattamento della Ccsvi.

Giovani malati di Facebook: 150 casi soltanto a Roma in un anno


Facebook crea dipendenza, anzi provoca addirittura una malattia. È quanto emerge da un'indagine pubblicata oggi dal Messaggero, che ha scoperto già ben 150 casi di "malati di Facebook"; ragazzi ricoverati all'ospedale Gemelli solo nell'ultimo anno, che hanno evidenziato i sintomi della dipendenza da social network.

Mi piace sulla sedia o dove capita, unite contro il cancro


Migliaia di donne italiane in queste ore stanno modificando il loro stato su Facebook con un messaggio personale dai toni maliziosi che incuriosisce molti, soprattutto uomini: "Mi piace… lì". E al posto del lì, la fantasia si sbizzarrisce a elencare quei luoghi in cui le donne coinvolte in questo progetto lasciano... la loro borsa. Il motivo di tanto successo virale per questa operazione su Facebook è presto detto e per nulla ludico: 

è il supporto che le donne italiane stanno dando, volontariamente, alla promozione del mese (ottobre) della prevenzione del cancro al seno, grazie alla campagna "Nastro Rosa" voluta dalla Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori. Per attirare l'attenzione sul mese della lotta contro il cancro al seno, l'anno scorso era stato il colore del reggiseno. Era sempre il mese di ottobre, comparso accanto al nome nel profilo femminile di milioni di pagine Facebook, aveva incuriosito gli iscritti maschi su cosa fosse mai quell'epidemia di 'nero', 'avorio', 'rosso' e 'rosa' che accompagnava lo 'status' delle loro amiche. 

Il mese di prevenzione è arrivato alla sua diciassettesima edizione: in questi giorni, contattando le sedi provinciali della Lilt, è possibile prenotare la visita gratuita di controllo in uno dei quasi 400 ambulatori presenti sul territorio nazionale. Sensibilizzare l’universo femminile sui controlli e sul come sconfiggere la malattia attraverso le visite e l’autoanalisi è un passo fondamentale in un Paese in cui ogni anno viene diagnosticato il cancro al seno a 40mila donne e dove una donna su 33 muore per un carcinoma mammario. Ancor più grave, una proiezione sul 2010 dice che a fine anno i nuovi casi di tumori saranno stati 42mila.


Via: Adnkronos