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Polpost: Facebook tra i social network più insidiosi per i minori


Spetta ai social network l'infelice primato della realta' virtuale piu' insidiosa per i minori. E' su Facebook e simili che corrono piu' rischi, potenziali vittime di pedofili pronti ad adescarli. Ma anche piu' esposti al bullismo, diventato ormai sempre più 2.0: dai banchi di scuola ha finito per infettare e contagiare la Rete. 

"Sicuramente - riconosce Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, intervenendo a un congresso organizzato oggi a Roma da Telefono Azzurro in occasione della giornata mondiale per la sicurezza su internet - i social network sono la realta' che ormai cela piu' insidie. Stanno diventando uno dei percorsi abituali, battuto dai pedofili per adescare vittime". A renderli piu' rischiosi, anche il fatto che i ragazzi abbassano le difese quando si trovano a navigare sui loro profili. 

"Si sentono piu' sicuri, al riparo - spiega Apruzzese - e con le nuove tecnologie basta un telefonino per accedervi, dunque sono sempre connessi". La nota positiva "e' che sta aumentando la sensibilita', la conoscenza del fenomeno - precisa il direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni - quindi abbiamo segnalazioni preventive, che arrivano prima e ci consentono di tagliare i tempi degli interventi a difesa dei minori". Pedofili online, a caccia delle loro prede sul web. 

Nel mirino ragazzini da adescare sfruttando le potenzialita' della Rete. Un fenomeno in allarmante crescita, come mostrano i numeri dei pedofili stanati online e finiti in manette. E se da un lato è la piaga della pedofilia a preoccupare, dall'altra c'e' il bullismo 2.0 con cui la Polizia Postale è chiamata a fare i conti. Un fenomeno di cui si è spesso parlato negli anni recenti, legato ad episodi di cronaca in cui i ragazzi erano sia attori che vittime e che oggi ha nuovi confini con l’avvento dei social network che, a loro volta, ridefiniscono i concetti di amicizia, di relazione e di comunità.

Via: Adnkronos
Foto dal Web

Medici di famiglia su Facebook: profili raddoppiati in un anno


I social network conquistano sempre piu' medici di famiglia. Ed e' Facebook-mania tra questi camici bianchi. In un anno e' raddoppiata la percentuale dei professionisti che hanno aperto un profilo: si e' passati dal 26% al 53%. Sono i dati di un sondaggio realizzato dal centro studi della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) per il 66° congresso nazionale in corso a Villasimius, sulla costa sud orientale della Sardegna. Un'indagine su un campione di oltre mille medici di medicina generale. 

L'aumento ha riguardato in particolare le donne: passate dal 24 al 34% in 12 mesi. Sono invece ancora pochi i camici bianchi che si connettono a internet attraverso il cellulare, il 63% dichiara di non farlo mai e il 10% lo fa raramente. Pochi anche i medici che possiedono un tablet, che arrivano appena al 10%. Tra i browser fa la parte del leone Internet Explorer usato dal 63% del campione, seguito da Mozilla Firefox (19%) e Google Chrome (13%). 

"Questo rapido e significativo incremento del numero di colleghi che utilizzano i social network - spiega Paolo Misericordia, responsabile del centro studi della Fimmg - indica l'attenzione e la disponibilita' della nostra categoria verso le nuove tecnologie della comunicazione. Un fenomeno, ovviamente in crescita, soprattutto nelle fasce piu' giovani della professione". 

Un ulteriore segno, quindi, dell’utilizzo, sempre più consistente, delle nuove tecnologie online, anche da parte dei professionisti nel settore della medicina. La Fimmg, rappresenta la principale organizzazione sindacale di categoria. Ad essa sono iscritti oltre il 50 per cento dei circa 59.000 medici di medicina generale italiani.

Via: Adnkronos Salute

Rewired: overdose Facebook può portare a disturbi psicologici


Una ricerca sugli effetti dei social media sull'interazione umana ha rivelato lo sviluppo di comportamenti antisociali, il narcisismo e una serie di difetti caratteriali e altri negativi derivati. Lo studio di Larry Rosen, professore di psicologia all'università della California e autore del libro Rewired: Understanding the iGeneration and the Way They Learn, sintetizza gli effetti dell'abuso di Facebook sugli adolescenti. 

Presentato al 119esimo congresso dell'Associazione americana di psicologi (Apa), lo studio analizza l'impatto delle tecnologie sulle capacità di apprendimento della cosiddetta iGeneration. La ricerca è stata condotta su un campione di 1000 adolescenti e sull'osservazione di 300 teenagers impegnati a studiare. 

"Nessuno può negare che Facebook abbia in qualche modo alterato la modalità di interazione sociale in particolare fra i più giovani - ha dicharato nel corso del suo intervento -. Ma solo adesso che cominciano ad arrivare robusti studi di psicologia possiamo affermare che le conseguenze sono sia negative che positive". I dati raccolti da Rosen indicano che una overdose di social network può avere effetti sull'attenzione, generare comportamenti narcisisti, ansia e tendenze aggressive. Sono tuttavia emersi anche effetti positivi. 

Come ad esempio lo sviluppo nei ragazzi di una sorta di empatia virtuale. Sentire la vicinanza di amici (reali o virtuali) può avere un impatto positivo in termini di miglioramento dell'umore. I social media inoltre potrebbero aiutare gli adolescenti introversi a trovare nuove forme di socializzazione e possono diventare per gli insegnanti strumenti utili per stimolare gli studenti.

Via: Il Sole 24 Ore
Immagine: Amazon

Facebook spopola tra gli anziani e fà bene alla memoria


Secondo le stime diffuse nel corso del Congresso nazionale dell'Associazione italiana di psicogeriatria (Aip), a Gardone Riviera (Brescia), nel nostro Paese sono già circa un milione e mezzo gli anziani con un profilo su Facebook. Uno studio condotto in due Residenze sanitarie assistite italiane in provincia di Cremona e di Brescia, presentato in occasione del congresso, ha dimostrato che collegarsi quotidianamente a Facebook per un'ora ha un effetto benefico sulla memoria, la conserva attiva perché stimolata e migliora l'umore dei navigatori della rete dalle tempie grigie.

"Negli ultimi anni il numero di anziani che si sono avvicinati al web è cresciuto dell'80% - spiega Marco Trabucchi, presidente Aip - I dati mostrano che gli anziani rappresentano la fascia di utenti di internet cresciuta di più; basti pensare che oggi gli iscritti a social network come Facebook o MySpace con oltre 65 anni sono circa l'8% del totale". 

4 su 10 si sono fatti insegnare i segreti del web dai nipoti: questo contribuisce a rinsaldare i rapporti. I risultati del progetto nelle Rsa dimostrano che il web e le nuove tecnologie tengono viva la curiosità culturale degli anziani, migliorano le prestazioni cognitive e mantengono 'giovane' il cervello, stimolando l'attenzione, la memoria, la percezione". 

"Inoltre l'uso della rete - conclude il presidente dell'Aip - riduce i sintomi di ansia, stress e depressione ed è un valido aiuto nel creare 'reti di supporto' per gli anziani con disabilità che avrebbero altrimenti relazioni sociali molto limitate; il mondo virtuale è per loro un'occasione di condivisione, di trasmissione, di scambio e di aggiornamento, un mezzo per interagire con gli altri ed essere maggiormente autonomi".

Fonte: Adnkronos