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Facebook diffida lo sviluppatore di Steifscript, rimosso lo script dal sito


Lo studio legale di Facebook (Perkins Coie) ha contattato Flavio De Stefano chiedendo di rimuovere immediatamente Steifscript di Kopiro (http://www.kopiro.it/steifscript). Lo script consentiva di inviare un unico messaggio ai propri amici su Facebook, selezionandoli con i criteri che si ritenevano più idonei. Per funzionare, Steifscript utilizzava le API native di Facebook per l'invio di messaggi, quindi era del tutto invisibile al sistema di controllo antispam di Facebook.

"E' con mio grande rammarico che ammetto di non poter combattere una battaglia già persa in partenza, data la potenza legale/economica della società in questione", scrive il developer sul suo sito. De Stefano ha allegato l'email che gli è stata inviata e che abbiamo tradotto e sintetizzato: "Noi rappresentiamo Facebook Inc., con sede a Menlo Park, California. Facebook ha raccolto prove che viene offerto e venduto uno script che consente agli utenti di automatizzare la creazione e l'invio di messaggi di Facebook".


"Facebook vieta script automatizzati sul suo sito senza il suo esplicito consenso (...). Si capisce chiaramente che lo script Facebook viola i termini, perché si include una consulenza specifica sul vostro sito che spiega come gli utenti possono evitare di innescare meccanismi Facebook di rilevamento dello spam (...) Facebook tiene particolarmente alla privacy e alla protezione delle esperienze dei propri utenti sul serio e si impegna a tenere Facebook un luogo sicuro per gli utenti per interagire e condividere".

"In particolare, i termini di Facebook vietano, tra l'altro: accesso Facebook con strumenti automatizzati senza l'espresso consenso preventivo di Facebook; fare tutto ciò che può disabilitare, sovraccaricare, o mettere in pericolo il buon funzionamento di Facebook; facilitare o incoraggiare alcune violazione dei termini di Facebook e le politiche; uso di Facebook per fare qualsiasi cosa illegale, fuorviante o dannosa. Cfr. Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, www.facebook.com/terms.php".


Via: Kopiro

Bambina posta la foto nuda su Facebook, indagine della Postale


Nei giorni scorsi è comparsa su Facebook un profilo e una fan page di una ragazzina di al massimo 12 o 13 anni che mostrava la sua foto profilo in primo piano e altre foto album tratte dal Web. Era stata pubblicata anche una foto che la ritraeva nuda d'innanzi allo specchio probabilmente del bagno di casa. In molti siti e blog hanno gridato allo scandalo per quella bambina che si faceva chiamare D. C. I. (queste le iniziali del suo nome o pseudonimo).

Si finge calciatore su Facebook, scoperto dalla Polizia Postale


Aveva creato un falso profilo su Facebook spacciandosi per un calciatore del Benevento un giovane di 27 anni di Bari identificato e denunciato dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per sostituzione di persona. Sfruttava la notorietà e l'aspetto fisico per ottenere su Facebook l'amicizia di giovani fan dello sportivo, prevalentemente ragazze, che altrimenti non avrebbe mai avuto. 

Grazie alle sue competenze informatiche, il giovane aveva creato un falso profilo dell'atleta, con la sicurezza di non essere identificato. Utilizzando i server violati di una multinazionale svedese, aveva realizzato una connessione ponte alla rete Internet, non rintracciabile. In pratica il collegamento al falso profilo risultava da una connessione all'estero. 

Ma gli uomini della polizia postale di Benevento, dopo qualche mese di indagini, sono riusciti a scoprire il trucco e ad individuare il computer dal quale avveniva il collegamento, denunciando il giovane per sostituzione di persona. È stato il fratello del calciatore che si è accorto di quanto stava accadendo: dopo aver ottenuto l'amicizia sul social network, durante una conversazione in chat si è reso conto che si trattava di un impostore. Ha avvisato il vero fratello che, dopo aver verificato, ha subito denunciato la cosa. 

I riscontri telematici della Polizia Postale, condotti in collaborazione con gli uffici legali di Facebook sono durati alcuni mesi ed hanno avuto una decisiva svolta solo nelle ultime ore, quando gli investigatori hanno acquisito una “inequivocabile traccia online” lasciata dall' autore del falso profilo per eccesso di sicurezza, che ha condotto gli investigatori fino al responsabile. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare eventuali complici del giovane.

Via: Polizia di Stato