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Spionaggio, fake del comandante Nato Stavridis inganna ufficiali Gb


Un falso profilo Facebook del comandante supremo della della Nato, l'ammiraglio statunitense James Stavridis, ha inviato richieste d'amicizia a decine di persone - tra cui membri dei vertici militari britannici e del ministero della Difesa - che hanno accettato convinte che si trattasse davvero di lui. Questo tipo di "social engineering", è una delle truffe Web sempre più comuni. I militari diventati amici del finto Stavridis si sono così esposti al rischio di venire “profilati”. 

Sebbene la Nato non voglia rivelare nessun dettaglio, il Sunday Telegraph riporta che nelle comunicazioni con i militari e i diplomatici ingannati si ipotizza che dietro ci siano "individui sponsorizzati dallo stato cinese". Si tratterebbe quindi di un grossolano tentativo di spionaggio, che sebbene non abbia messo a repentaglio alcun segreto militare, ha causato non poco imbarazzo. I generali e attaché militari diventati "amici" del finto Stavridis hanno rivelato agli hacker probabilmente molto più di quanto volevano che si sapesse sul loro conto, esponendoli al rischio di spionaggio o di ricatto. 

Un portavoce della Nato ieri ha confermato che il suo comandante era stato preso di mira, ma ha dichiarato che non si è trattato ne di spionaggio né di un episodio di hacking e che le "discussioni, le chat e i post su Facebook sono ovviamente tutti su temi non segreti. Dopo che il profilo è stato segnalato da noi è stato rimosso". Resta inteso che Facebook usa tecniche molto sofisticate per identificare gli account fasulli che, si dice, hanno impronte molto diverse rispetto a veri e propri utenti di Facebook. 

Funzionari ieri sera al SHAPE, il quartier generale supremo delle potenze alleate in Europa, a malincuore hanno confermato che il suo comandante era stato preso di mira. I timori centrano sul funzionamento delle agenzie di spionaggio cinese di intelligence - che si rivolgono non solo ai segreti militari, ma ad ogni aspetto della vita occidentale. Tra gli oggetti rubati si dice che vi siano i segreti dei velivoli stealth, tecnologia dei sottomarini, il programma spaziale e dell'energia solare.

Via: TG Com
Foto dal Web

Rasmussen su Facebook: "Impedire a Gheddafi di prevalere"

http://www.ilgiornale.it/

Operazione Odyssey Dawn, Odissea all'alba: dalla terra e dal mare, bombe su Tripoli, Misurata, Bengasi. Forze americane ed europee hanno lanciato ieri contro il regime di Muammar Gheddafi un pesante attacco aereo e missilistico, la prima fase del più vasto intervento internazionale nel mondo arabo dall'invasione dell'Iraq. Un'operazione autorizzata contro le postazioni antiaeree integrate libiche e contro le forze di terra di Gheddafi che nella notte di sabato avevano proseguito l'avanzata verso Bengasi, in violazione del cessate il fuoco richiesto dalla risoluzione 1973 dell'Onu. Gli obiettivi dell'attacco sono stati chiariti da fonti della Nato e del Pentagono: la missione imporrà il rispetto della "no-fly zone" decisa dalle Nazioni Unite e impedirà al raìs di usare gli aerei per colpire le forze ribelli nella Cirenaica, la Libia orientale. Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, aveva chiesto nei giorni scorsi al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di trovare rapidamente un accordo sulla risoluzione in merito alla Libia, dove - aveva detto - "il tempo sta scadendo" se si vuole impedire che Muammar Gheddafi abbia la meglio. "Se Gheddafi prevale, si mandera' un segnale chiaro che la violenza paga; il che sarebbe inaccettabile da un punto di vista umanitario e democratico", aveva scritto Rasmussen sulla sua pagina Facebook. Rasmussen aveva ripetuto che la Nato e' pronta a proteggere la popolazione civile se ci sono "una necessita' dimostrabile, una base legale chiara e un forte sostegno regionale". E l'accordo è stato raggiunto in tempi brevi.