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Facebook chiede di caricare foto del volto per verifica identità utenti


Facebook potrebbe chiedere all'utente di caricare una foto che mostra il suo viso per dimostrare che non è un bot. Nel caso di attività sospette del profilo, il social network potrebbe controllare l'account attraverso la conferma della propria identità, passando per un processo che può essere eseguito solo da una persona reale e non da un sistema automatico. La verifica tramite foto è uno dei diversi metodi, sia automatizzati che manuali, utilizzati per rilevare eventuali attività anomale. Facebook ad esempio può chiedere all'utente l'invio di un documento per confermare la sua identità. 

Checkpoint, Facebook sceglie per la sicurezza Trend Micro HouseCall


Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, annuncia di aver rinnovato ed esteso la sua partnership con Facebook. L’accordo prevede l’integrazione con il social network di Trend Micro HouseCall, la soluzione di sicurezza royalty-free, che aiuterà a rilevare i malware e a mantenere i dispositivi di più di 1 miliardo di utenti sicuri. Con oltre un triliardo di click al giorno, Facebook è un obiettivo molto allettante per gli spammer e i criminali. 

HouseCall completerà i sistemi di Facebook per mitigare le minacce, rilevando le attività maligne e allertando gli utenti a rischio sicurezza e privacy. “HouseCall fornirà agli utenti di Facebook un ulteriore livello di protezione contro gli attacchi maligni che le interazioni online possono veicolare.” Ha affermato Kevin Simzer, chief marketing officer, Trend Micro. “Siamo onorati di fare squadra con uno dei principali social network a livello mondiale, offrendo una soluzione gratuita che aiuterà a proteggere la sicurezza online e la privacy di un miliardo di utenti.”


Nel momento in cui i potenziali utenti infetti sono identificati, Facebook invia una notifica con l’opzione di scaricare la versione gratuita di HouseCall, che cercherà e rimuoverà i malware. HouseCall inizierà la scansione sugli account infetti degli utenti che scelgono di scaricare lo scanner, che potranno continuare nel mentre a utilizzare Facebook senza nessuna interruzione. Una volta che la scansione sarà completata, un messaggio comunicherà i risultati agli utenti. 

“Il processo di scansione permette agli utenti di continuare a lavorare online in un ambiente più sicuro, senza che vengano condivisi inconsapevolmente contenuti maligni o che si venga infettati da account insospettabili” Ha concluso Simzer. “Per proteggere i nostri utenti dalle minacce, come ad esempio i malware, utilizziamo una combinazione di sistemi. Implementando le capacità di scansione malware e pulizia di Trend Micro HouseCall in questi sistemi, abbiamo potenziato le nostre difese.” Ha affermato Chetan Gowda, Software Engineer di Facebook.




Fonte: Trend Micro

Eliminare richieste amicizia in sospeso per evitare blocco di Facebook


Per impostazione predefinita, chiunque su Facebook può inviare una richiesta di amicizia ad un altro utente. E' possibile però restringere il campo ad "Amici di amici". Per far ciò bisogna cliccare sulla rotella in alto a destra da qualsiasi pagina sul social network. Selezionare "Impostazioni" dal menù a discesa, cliccare su Privacy nel menu che si trova a sinistra, cercare l'impostazione "Chi può inviarti richieste di amicizia?" e cliccare su Modifica all'estrema destra. Scegliere quindi i destinatari dal menu a discesa.

Da qualche tempo, quando un utente invia una richiesta di amicizia colui che la riceve può scegliere di accettarla subito (approvandola) oppure in un secondo momento. Se si decide di non accettarla subito e si clicca sul pulsante "Non ora", Facebook mette la richiesta in "sospeso" (il mittente non verrà a saperlo). Il social network a questo punto pone una domanda ulteriore: "Conosci [Nome utente] al di fuori di Facebook?". Se si risponde "No" il sistema "apprende" che la richiesta è stata inviata da un utente sconosciuto.


Se troppe richieste vengono rifiutate (dunque considerate indesiderate) o messe in sospeso (e qualcuno risponde "No" alla domanda se si conosce l'utente all'esterno di Facebook), il sistema blocca l'invio di nuove richieste di amicizia per un certo numero di giorni. Se viene impedito in via temporanea di aggiungere nuovi amici, l'utente non potrà inviare richieste e dovrà attendere fino alla sospensione del blocco. Per prevenire il blocco è possibile vedere le richieste di amicizia inviate dal Registro delle attività

Per far ciò cliccare sui Collegamenti rapidi alla privacy nell'angolo in alto a destra della pagina e dal menù a discesa selezionare "Chi può vedere le mie cose?". Cliccare su Usa il registro attività, nella colonna sinistra clicca su ALTRO per visualizzare tutte le opzioni e dunque cliccare su Amici. In alternativa è possibile trovare le richieste inevase cliccando sul seguente link http://on.fb.me/1bCh6NA. Esiste anche l'applicazione "Pending Friend Requests", ma da un pò di tempo non risulta più funzionante.





Facebook blocca gli account in massa e chiede la verifica documento


Nella notte di Martedì 19 novembre, molti utenti di Facebook italiani e stranieri, in particolare giornalisti, scrittori e politici, hanno ricevuto dal social network la notizia della sospensione del proprio account sulla piattaforma. In un primo momento si è pensato ad una presunta azione politica che avesse portato a segnalare i profili degli account bloccati ma nella giornata di Mercoledì Facebook ha chiarito il motivo della sospensione.

Il social network ha infatti richiesto a centinaia di utenti di autenticare il proprio account: "Facebook ha chiesto ad alcuni suoi utenti di verificare i dettagli del proprio account. Si tratta di una procedura richiesta regolarmente a tutte le persone iscritte a Facebook, volta a garantire l'autenticità dei profili - sia che si tratti di persone comuni o di personaggi pubblici - e a mantenere alta la qualità dell'esperienza degli utenti sulla piattaforma".

La settimana scorsa, in seguito ad un attacco hacker ai danni di Adobe, Facebook aveva bloccato in via temporanea gli account le cui password corrispondevano con quelle sottratte alla nota software house statunitense. Sebbene si possa pensare ad un collegamento tra i due eventi, l'ufficio stampa italiano di Adobe contattato da Wired.it, ha detto che al "momento non esiste alcuna evidente correlazione tra i due fatti". 

Si tratterebbe, dunque, di un'operazione che Facebook periodicamente svolge su un numero notevole di utenti, piuttosto che compiere un'operazione mirata e specifica. Tra gli account bloccati in via temporanea alcuni esponenti del Partito Radicale, come Massimo Bordin, Rita Bernardini, Gianfranco Spadaccia e giornalisti di testate nazionali come Loredana Lipperini di Repubblica e Pierluigi Battista del Corriere della Sera.

Come si legge al Centro assistenza di Facebook: "Tutti gli utenti di Facebook devono fornire il proprio nome e cognome reale e la data di nascita reale. Quando veniamo a conoscenza di account che sembrano falsi o sembrano utilizzare informazioni false, chiediamo al proprietario di confermare che l'account è reale".  Dopo aver fornito un documento di identità accettato, Facebook lo eliminerà in modo permanente.

Via: Wired