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BranchOut, applicazione su Facebook per utenti in cerca di lavoro


Facebook integra il 'social' con 'professional' e, di conseguenza, entra in competizione con Linkedin, nato dall'esigenza di creare un canale fondato proprio sull'e-recruitment. Al momento, infatti, solo l'1% della ricerca e selezione del personale avviene tramite Facebook, che pure conta 845 milioni di profili che rappresentano, potenzialmente, candidati da scovare: una vera e propria miniera di informazioni per le aziende e per i job seeker. 

L'idea di conquistare anche il mercato del lavoro non è infondata: il social network di Zuckerberg può, infatti, contare, oltre che su un importante bacino di utenza, sullo sfruttamento di una serie di relazioni intrecciate senza paragoni sul web. A oggi, intanto, su Facebook sono nate, e continuano a spuntare, delle 'app', ovvero delle applicazioni preposte al recruiting on-line che sono utili per l'utente, per il datore di lavoro potenziale e persino per il fondatore del social network che, in cambio, riceve dei compensi. 

Tali app permettono lo sdoppiamento del profilo: da una parte, dunque, pettegolezzi con le amiche o commenti sull'arbitraggio della partita in corso, dall'altra un'immagine di sé professionale che, se ammicca, lo fa solo a opportunità di lavoro. '500 amici si traducono in 15mila contatti professionali'. Questo il motto di BranchOut, applicazione nata su Facebook allo scopo di mettere in contatto head hunter e utenti alla ricerca di un'occupazione. 

BranchOut permette di importare i propri contatti da Facebook, Linkedin e Twitter, aggiornare e ricostruire il percorso professionale, integrandolo con commenti di apprezzamento. BranchOut consente, inoltre, per 300 dollari al mese, di usufruire del servizio RecruiterConnect, in grado di effettuare la ricerca di un profilo specifico setacciando la rete.



Via: Adnkronos

Facebook strumento fondamentale di supporto per chi cerca lavoro


"Il sistema dei social network è molto utilizzato nella ricerca di personale, perché è più rapido e permette di raccogliere una quantità di informazioni di vario tipo; incrociando i canali per la ricerca, infatti, si ottengono informazioni incrociate". E' quanto dice a LABITALIA Silvia Achilli, Hr specialist di Capgemini. E sono diverse le ricerche recenti a supportare la sua affermazione, dimostrando quanto il mondo dei social network sia diventato strumento fondamentale di supporto per chi cerca lavoro e per gli head hunters a caccia di potenziali candidati. 

Tra i social network maggiormente utilizzati dai responsabili delle risorse umane ci sono Linkedin, specifico per il mercato del lavoro, e Facebook, social media orientato allo svago, che rispondono a esigenze diverse ma complementari, come afferma Achilli: "Sicuramente Linkedin è il social network specifico per ricerche di carattere professionale, ma viene supportato anche da altri canali. 

Per esempio, si può ricevere un curriculum vitae tramite un canale tradizionale, approfondire le informazioni attraverso Linkedin e metterle a confronto con un eventuale profilo Facebook. In questo modo - sottolinea - è più facile ottenere una maggiore coerenza della candidatura, grazie, appunto, a una serie di elementi incrociati che funge da ulteriore filtro alla ricerca". 

Facebook, invece, arriva in seconda battuta, per "integrare, confrontare, ampliare le informazioni raccolte", spiega Achilli. "E poi l'azienda lo può utilizzare - aggiunge - anche per inserire contenuti utili e interessanti per il target cui si rivolge, ovvero un target di giovani, neolaureati, il profilo che maneggia questo social network con maggiore confidenza. Dunque, se Linkedin è utilizzato per i profili più 'skillati', Facebook è l'ideale, invece, per la ricerca di profili junior".

Fonte: Adnkronos