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Facebook, Instagram e WhatsApp in down: ma non è cyber attacco


Facebook è andato giù in tutto il mondo mercoledì, così come Instagram e WhatsApp di proprietà del gruppo di Menlo Park. Sebbene il malfunzionamento di WhatsApp riguardasse solo l'invio di note vocali e di foto, Facebook e Instagram hanno registrato un blocco delle funzionalità, impedendo agli utenti di aggiornare il feed delle news. Il disservizio iniziato intorno alle 16 è finito dopo le 21, ma gli effetti dell'interruzione è proseguita per alcune ore. Come al solito, gli utenti di Facebook si sono riversati su Twitter, lamentandosi dell'ennesimo down delle piattaforme social più usate.

Cyber attacco a pagine Alpitour su Facebook per rubare dati bancari


Cyber attacco ad Alpitour, una delle maggiori agenzie di viaggi italiane. Nella notte tra l'11 e il 12 settembre la pagina del gruppo turistico italiano, infatti, ''è stata vittima di un furto d'identità che ci ha impedito il controllo su quanto veniva pubblicato''. Ora il problema è risolto e ''abbiamo ripreso possesso della pagina''. Così Alpitour in un post su Facebook dopo aver subito un attacco di hacker. 

Nella notte tra l'11 e il 12 settembre, rileva Alpitour, ''le pagine Viaggidea, Francorosso, Villaggi Bravo e Alpitour hanno subito un attacco da parte di alcuni hacker che hanno preso il controllo sulla pubblicazione dei contenuti e sulle risposte ai vostri messaggi''. Cliccando sugli annunci, link indirizzavano su pagine web che contenevano programmi pericolosi, progettati per impadronirsi delle coordinate bancarie di chi fa acquisti online.

Dopo l'attacco da parte di un hacker ''che ha escluso i nostri amministratori delle pagine, assumendone il controllo'', spiega Alpitour in una nota, l'azienda ''è prontamente intervenuta a tutela delle migliaia di clienti che quotidianamente visitano le pagine Facebook e interagiscono direttamente con il gruppo Alpitour e i suoi brand, avvisando gli utenti dell'attacco in corso e diffidando di tutti i contenuti pubblicati in queste ore''. 

E' stato infatti pubblicato, spiega Alpitour, ''un comunicato stampa sulla pagina Alpitourworld.com ed il tam tam mediatico si è viralizzato rapidamente anche grazie al supporto dei tanti fan che seguono i nostri brand. Abbiamo denunciato la vicenda agli organi di Polizia competente, anche perché riteniamo che l'azienda abbia subito un forte danno di immagine da questa situazione". 

"Abbiamo chiesto immediatamente a Facebook di ripristinare la normalità, cosa avvenuta solo nella tarda serata del 13 settembre''. Al momento, spiega all'Adnkronos un portavoce del gruppo ''non ci risulta alcuna conseguenza per i clienti'' anche grazie al fatto che la notizia ''si è viralizzata rapidamente e la rete ha reagito molto velocemente. Dopo 48 ore abbiamo risolto il problema''. L'azienda ha provveduto a denunciare la vicenda alla polizia postale.

Via: Adnkronos

Sette nuovi account al secondo su Facebook, cybercrime in aumento


Tra il 2009 ed il 2011, in media sono stati creati 7 nuovi account Facebook al secondo. Oggi il social network conta 800 milioni di utenti nel mondo, tra cui oltre 21 milioni di utenti in Italia, Paese che registra in percentuale più utilizzatori di social network al mondo, con l'86% dei navigatori stando al report Nielsen ''State of the Media: The Social Media Report'' del 2011. 

Gli italiani sono anche gli utenti che dedicano più tempo ad attività social online: quasi un terzo del tempo degli utenti internet italiani si qualifica come "social", mentre negli Stati Uniti questa percentuale scende ad un quarto. Inevitabile attirare le attenzioni di malintenzionati di ogni genere. 

In materia di cybercrime, il Rapporto Clusit 2012 prodotto da Clusit e Security Summit sulla situazione della sicurezza Ict in Italia, rileva che quello organizzato trans-nazionale segna una crescita esponenziale (+250% nel 2011 rispetto al 2010), con un giro d'affari stimato di 7 miliardi di dollari, per realizzare il quale sono stati inflitti danni diretti ed indiretti stimati a livello globale oltre 350 miliardi di dollari, una somma maggiore del Pil della Danimarca. 

Il social network è oggetto di malware, spam e frodi di ogni genere, ma anche di phishing, furto o sostituzione d'identità, furto dei dati sensibili, diffamazione e stalking. Ci sono poi le minacce specifiche derivanti dall'uso dei social media in ambito non privato (business, pubblica amministrazione, enti no profit) i cui rischio comprendono soprattutto social engineering e spear phishing, perdita o furto di dati riservati e della proprietà intellettuale, ma anche danni all'immagine e alla reputazione. 

Come proteggersi? Servono informazione e formazione a livello aziendale, con l'individuazione di procedure standard e strumenti organizzativi, oltre naturalmente alla necessità di implementare strumenti tecnologici efficaci di monitoraggio e controllo, considerando che firewall, proxy ed antivirus non sono più sufficienti.

Via: Adnkronos

Sondaggio rivela preoccupazione diffusa per il Diario Facebook


Una ricerca svolta da Sophos rivela che più del 50% degli utenti di Facebook è contrario a Timeline. ll diario di Facebook incoraggia gli utenti ad inserire un numero ancor più elevato di informazioni personali che vengono rese più facilmente visibili dagli altri. Ciò ha destato preoccupazioni in quanto aumenterebbe il rischio di furti di identità e stalking sui profili.

Scovati i cracker della gang di Koobface, colpivano su Facebook


Gli investigatori cibernetici e le autorità di Facebook sono riusciti a stanare alcuni esponenti della Koobface Gang. I cracker del gruppo, infatti, conducevano una vita in rete pressocché pubblica: pubblicavano i loro spostamenti su Foursquare e non avevano problemi a geolocalizzare le proprie vacanze su Facebook.

Università testa sicurezza, violati migliaia di profili Facebook


Oltre 46mila indirizzi e-mail e 14.500 recapiti domiciliari rubati su Facebook: non si tratta di un attacco in grande stile contro il popolare social network, ma dell'esperimento compiuto da quattro ricercatori della University of British Columbia di Vancouver che hanno voluto dimostrare la pericolosita' dei 'socialbot'. 

Questi 'robot sociali', un'evoluzione dei tradizionali programmi usati per inserirsi in una rete e governarla da remoto, si spacciano per utenti reali e penetrano nei profili, rubando dati e informazioni sensibili. Per l'esperimento sono stati creati 102 'socialbot' e un 'bootmaster' che li gestisse: in 8 settimane, riferisce la Bbc, i ricercatori hanno chiesto l'amicizia a 8.570 utenti, ottenendola da 3.055 di loro. 

Grazie a questi amici e alla loro rete di contatti, il gruppo di Vancouver ha potuto sottrarre migliaia di informazioni "di valore" che un criminale puo' utilizzare "per creare profili on-line, mandare spam su larga scala o campagne di sottrazione di dati". Il test, i cui risultati verranno presentati il mese prossimo alla conferenza annuale sulla sicurezza dei computer in Florida, ha gia' scatenato la dura reazione dell'azienda di Mark Zuckerberg che lo ha definito irrealistico, mettendo in discussione la scelta etica dei ricercatori. 

Il social network ha sottolineato che i ricercatori hanno utilizzato indirizzi IP provenienti dall'universita', che viene considerata dal sistema una fonte sicura. "Abbiamo numerosi sistemi per rilevare profili falsi e impedire la sottrazione di informazioni", ha affermato una portavoce, ribadendo che i mezzi vengono costantemente aggiornati per affrontare minacce sempre nuove.

Fonte: AGI

Rubata l'identità del capo Interpol su Facebook


Criminali informatici hanno rubato l'identita' del capo dell'Interpol, Ronald K. Noble, per carpire informazioni su operazioni di polizia. Lo ha rivelato lo stesso Noble a Hong Kong: "Il team per la sicurezza informatica ha scoperto due profili creati con l'obiettivo di assumere la mia identita' in qualita' di segretario generale dell'Interpol", ha detto Noble. "Uno dei criminali tentava di usare questo profilo per avere informazioni sui ricercati catturati durante l'operazione Infra Red". Con Operation Infra-Red l’Interpol ha lanciato un appello agli utenti del web per collaborare alla ricerca che ha lo scopo di individuare più di 450 ricercati in tutto il mondo.


Finora l'Interpol ha catturato già cento ricercati, come un ex modello colombiano, Angie Sanclemente Valencia, ricercato per traffico di stupefacenti, o Mouamba Munanga, della Repubblica democratica del Congo, ricercato da tempo per riciclaggio di denaro sporco. Ma davanti alla mole impressionante di lavoro per identificare e catturare i fuggiaschi, l'Interpol ha deciso di accelerare le operazioni ricorrendo alle informazioni che potrebbero essere fornite dai cittadini delle 29 nazioni coinvolte. E' anche possibile trasmettere informazioni, in modo anonimo, al sito http://www.csiworld.org/

Via: http://www.ansa.it/web/