Il presidente russo, Dmitry Medvedev, ha ordinato una indagine sulle accuse di violazioni nelle elezioni per la Duma. Lo si apprende dal suo profilo di Facebook all'indomani delle manifestazioni di protesta avvenute in tutto il Paese. Medvedev ha pero' espresso il suo dissenso nei confronti dei manifestanti che in piazza hanno chiesto la ripetizione delle elezioni per la Duma.
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Censis: giovani italiani sempre su Facebook, ignorano informazione
L'Italia della crisi è un Paese fragile e isolato che vede scricchiolare la famiglia e aumentare il disinteresse per le regole; ostaggio dei mercati e dei poteri finanziari. A fotografare l'immagine del Bel Paese è il rapporto annuale del Censis dove si può notare una situazione preoccupante per i giovani che, sospesi e demoralizzati, trascorrono il loro tempo su Facebook e ignorano l'informazione.
Solo per gli immigrati che vivono nel nostro Paese, l'Italia del futuro sarà più coesa e benestante, a dispetto della crisi economica. Secondo il Censis, "nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una 'good reputation' internazionale. Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico".
In generale, sottolinea il Censis, cresce l'idea di responsabilità collettiva e la richiesta di una classe dirigente onesta in privato e in pubblico. Con il profondo cambiamento delle tipologie familiari, in Italia nell'ultimo decennio sono nati nuovi format relazionali, delle 'reti' che in qualche modo suppliscono alla famiglia e tengono insieme la società italiana.
Inoltre nella società si afferma con sempre maggiore prepotenza la supremazia dell'ego e la convinzione che le regole, anche quelle scritte, siano relative. Ne deriva una crescente litigiosità, che si manifesta in tutti i livelli della società, dalla famiglia (aumento di separazioni e divorzi), al condominio (le aule dei tribunali sono intasate dalle controversie civili e penali tra condomini), alle manifestazioni di piazza (quelle con disordini sono cresciute in un anno del 53,5%).
Fonte: TM News
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Givi su Facebook, l'iniziativa "Viaggia con GIVI, arriva all'EICMA"
Per la 69^ edizione del Salone Internazionale del Motociclo (EICMA), la web agency Intesys rinnova la pagina Facebook di Givi integrandola con tre nuove sezioni. Una sezione è stata inserita appositamente per l’evento EICMA 2011, a cui Givi parteciperà come espositore. La sezione descrive l’iniziativa "Viaggia con GIVI, arriva all'EICMA". Givi intende premiare i clienti più fedeli che si presenteranno allo Stand con la stampa della propria foto caricata sulla bacheca Facebook della pagina Givi. La foto deve avere come oggetto un proprio viaggio con equipaggiamento Givi. Le restanti sezioni sono invece permanenti e sono: "Rivenditori", che consente all’utente di conoscere il rivenditore Givi più vicino sul territorio; "Per la tua Moto", che consente all'utente di collegarsi ai prodotti Givi in base alla marca della moto posseduta. La 69^ edizione del Salone Internazionale del Motociclo è alle porte e l'evento si conferma ricco di sorprese. Dal 10 al 13 novembre 2011, Milano si trasformerà nella capitale delle due ruote. Sono attesi in Fiera Milano tutti i marchi del settore, che presenteranno anteprime mondiali, europee e nazionali, nell'unica vetrina in grado di richiamare la stampa e gli appassionati di tutto il mondo. Givi è azienda internazionale leader nelle produzione di accessori per moto. Givi è azienda internazionale leader nelle produzione di accessori per moto. Con 9 sedi nel mondo e più di 150 addetti nelle unità produttive in Italia, Europa, America.
Fonti: Comunicati Stampa, Expomilanofiera
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Indignatos, Er Pelliccia cita Hitler su Facebook: sono in guerra
"Emarginato perché odio lo Stato". E’ una delle frasi che appaiono sulla bacheca del profilo Facebook di Fabrizio Filippi, alias "Er pelliccia", fermato dalla Digos dopo aver partecipato agli scontri di sabato tra forze dell'ordine e Black Bloc (era il ragazzo che lanciava l'estintore la cui foto ha fatto il giro di mezzo mondo), e' un campionario di frasi fatte, citazioni, smargiassate e provocazioni. A partire dalla citazione di Hitler, postata il 6 ottobre, pochi giorni prima della manifestazione degli indignados: "L'attivita' della cosiddetta stampa liberale e' opera dei becchini del popolo. E non e' il caso di parlare dei bugiardi fogli marxisti: per essi la bugia e' una necessita' vitale, come per il gatto i topi". E poi: "Nessuna sfida in corso, sanno gia' come arrendersi", il 7 ottobre. E lo stesso giorno, l'urlo "emarginato perche' odio lo stato!". Filippi scrive tantissimo su Facebook prima degli scontri, si dichiara "in guerra con qualcuno", anche se ammette: "non so con chi". Ma non parla di quello che accadra', se si esclude la pubblicazione di un video che presenta la manifestazione del 15. Nella notte tra venerdi' e sabato, una citazione filosofica a poche ore dalla drammatica manifestazione romana: "L'unica cosa che ci rimane e' la vita: se sei disperato non fare lo sbaglio di buttarla via per paura di affrontare una vita da umile". E alle nove di sera, quando tutto e' finito, il giovane torna su Facebook: "Preferisco soffrire piano piano...". Il suo profilo si riassume nel suo motto, scritto con orgoglio tra le informazioni di base: "Il valore della vita non sta nella lunghezza dei suoi giorni, ma nell'uso che se ne fa: si puo' vivere molto a lungo, ma molto poco".
Via: AGI
Foto: Il Giornale
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Indignati contro la violenza, su Facebook la rabbia dei pacifisti
Sulle pagine di Facebook è tanta la rabbia dei giovani indignati pacifisti per gli episodi di violenza, scatenati durante la protesta dagli incappucciati. "Se questi sono gli indignati italiani io ne ho schifo" si legge sul social network aggiornato da continui post. E ancora altri commenti: "La cosa giusta sarebbe denunciare chi ferisce la causa con la violenza gratuita".
Anche su Twitter e altri siti web giovani condannano i violenti che durante la protesta hanno dato fuoco ad auto e blindati della polizia, preso a sassate forze dell'ordine e manifestanti, assaltato banche. "Avevano annunciato una manifestazione pacifica. Vergogna", "solo in Italia non è possibile lottare con giustizia", incalzano dalle pagine di Twitter.
Ed ancora: "Furbi quelli che spaccano tutti hanno tutti la testa e il viso nascosto io dico solo una cosa: l'Italia deve essere più severa, deve punire seriamente questa gente di m***a senza cervello e buttare le chiavi. Mi dispiace ma questa gente non ha cervello, gente da eliminare da questa terra... vergogna!". C'è chi si chiede chi pagherà i danni, causati alla città, mentre si protesta per una crisi che coinvolge il Paese intero, e i più sdegnati constatano che "oggi il movimento degli indignados è finito".
E qualcuno aggiunge: "Sarebbe un grave errore far passare il messaggio di un fallimento della manifestazione degli Indignati a causa degli scontri verificatisi. Politici e quanti altri sarebbero i veri 'oggetti' dell'indignazione così massiccia nei loro confronti s'interroghino e scuotino la loro coscienza (semmai ne hanno ancora un po'), piuttosto che fermarsi alla semplice condanna (inopinabilmente condivisa) dei Black Bloc... da un Indignato".
Via: Adnkronos
Foto: Tgcom
Siria, militanti su Facebook: "onore agli uomini liberi dell'esercito"
I militanti filo-democratici manifestano per sostenere i soldati che si sono uniti alla contestazione, con le organizzazioni di difesa di diritti umani che segnalano numerosi casi di defezione di militari contrari alla repressione, che secondo le Nazioni Unite ha provocato più di 3.000 morti. I militanti hanno invitato sulla loro pagina Facebook a manifestare in onore degli "uomini liberi dell'esercito", all'indomani della morte di 36 persone, tra cui 25 soldati, in bombardamenti e combattimenti in tutto il Paese. "Gli uomini liberi dell'esercito non uccidono gli uomini liberi del popolo che rivendicano la libertà", si può leggere sulla pagina Facebook "The Syrian Revolution". "Vi abbiamo inviato dall'esercito per proteggerci e proteggere la vostra e la nostra terra di fronte ai nemici, ma ci avete ingannato e (avete) ingannato la patria", ha proseguito il testo. Un appello che arriva mentre numerosi casi di defezione sono stati segnalati ultimamente e sempre più soldati sono stati uccisi nelle violenze nel Paese, dove l'esercito e le forze di sicurezza fronteggiano ormai una resistenza armata. La spirale di violenza nel paese mediorientale è ormai senza controllo, e l'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha detto di temere una "guerra civile". Secondo Abdel Rahmane, il presidente dell'Osservatorio siriano dei diritti umani (Odh), i siriani sono scesi a migliaia nelle strade in numerose città del Paese nonostante l'imponente dispiegamento delle forze di sicurezza. Rispondevano all'appello dei militanti pro-democrazia che su Facebook invitavano a manifestare per rendere omaggio agli "uomini liberi dell'esercito che non uccidono gli uomini liberi del popolo che rivendica la libertà", una allusione ai disertori.
Via: Tm News
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Occupiamo Bankitalia, su Facebook protesta stile Wall Street
Un gruppo di attivisti italiani ha lanciato su Facebook una manifestazione di protesta per la prossima settimana davanti alla sede della Banca d'Italia, sulla scia delle proteste a Wall Street contro il sistema finanziario. Il 12 ottobre gli Indignati italiani si sono dati appuntamento davanti alla sede della Banca d'Italia, per protestare "contro le banche e le speculazioni finanziarie e per difendere i diritti comuni".
Quello stesso giorno palazzo Koch ospiterà l'apertura del convegno "L'Italia e l'economia mondiale, 1861-2011" al quale parteciperà il presidente di Bankitalia, Mario Draghi, ed il capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L'organizzazione viaggia sulla rete sfruttando i social network, Facebook in primis, raccogliendo già un migliaio di partecipanti.
"In sintonia con le acampadas e le libere occupazioni in Spagna, negli Usa e in tanti altri paesi - affermano gli organizzatori - costruiamo uno spazio pubblico di incontro e di protesta prolungata. Esprimiamo la nostra voglia di giustizia sociale e di cambiamento attraverso una semplice rivendicazione: non paghiamo il debito! Riscuotiamo il credito sociale!". I movimenti si ritroveranno alle 16 in Via Nazionale pronti a sostenere a gran voce il loro slogan: "Siamo il 99%, abbiamo un mondo intero da reinventare".
Il governatore Draghi, insieme al presidente della Bce Jean-Claude Trichet, è nel mirino dei contestatori per la lettera al governo italiano resa pubblica giorni fa dal Corriere della Sera, in cui si chiedevano misure drastiche "per ristabilire la fiducia degli investitori". Tra i provvedimenti richiesti, tagli di spesa su pensioni e pubblico impiego.
Fonti: ANSA, Reuters
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Vasco vs Giovanardi su Facebook e Codacons interpella Postale
'La vita è': è il titolo di un 'corto' anti droga presentato nell'ambito della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nato da un'idea del sottosegretario Carlo Giovanardi.
"Giovanardi si è inventato uno spot tv (già on air) in cui una bella donna si trasforma in un vampiro che morde un ragazzo, con piccolo quantitativo di marjia, al collo e rappresenta in questo modo la 'droga che ti uccide'. (Non e' mai morto nessuno a causa di uso o abuso di marjia!!). I radicali a Venezia stanno manifestando contro questo spot oltretutto misogino, odia pure le donne Giovanardi se le vede come vampiri...".
E' quanto ha postato sulla sua pagina Vasco Rossi. E dopo la "sparata odierna di Vasco Rossi", che su Facebook contesta una pubblicità contro la droga, affermando che "non è mai morto nessuno a causa di uso o abuso di marjia", il Codacons ha deciso di rivolgersi alla Polizia Postale, chiedendo la chiusura della pagina Facebook dell'artista.
"Non vogliamo essere nè bigotti, nè censori - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi in una nota - ma Vasco Rossi non è certo un intoccabile, e riteniamo eccessiva la sua ultima esternazione sulla droga".
Per l'associazione, "si tratta di una dichiarazione diseducativa e addirittura pericolosa, specie se si considera che il pubblico del cantante è composto in larga parte da giovanissimi. Un artista del suo calibro, proprio per l'elevato seguito di fan, non puo' abbandonarsi con tanta superficialità ad affermazioni a favore della droga, e soprattutto non può scrivere che l'abuso di marijuana non porta alla morte, perchè così facendo lancia un messaggio sbagliato e pericoloso".
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Londra, istigavano alla rivolta su Facebook: condannati a 4 anni
Due giovani che avevano istigato alla rivolta su Facebook durante i disordini della scorsa settimana a Londra e in altre città sono stati condannati a quattro anni di carcere. Nelle rivolte di Londra i social network hanno giocato un ruolo importante, tanto da far ipotizzare un blocco di Facebook e Twitter da parte delle autorità britanniche. Il giro di vite, alla fine, ha riguardato l'uso che è stato fatto dei social network in quei giorni di guerriglia. Jordan Blackshaw, 20 anni, aveva infatti creato un evento su Facebook intitolato "Distruggere la città di Northwich", che si trova nel nordovest dell’Inghilterra. Secondo il procuratore Martin McRobb, la pagina era stata creata il 9 agosto. Allo stesso modo Perry Sutcliffe-Keenan, 22 anni, aveva creato una pagina intitolata "Disordini a Warrington", quartiere nel nordovest di Londra, per fomentare una sommossa. I due ragazzi ora sono accusati di aver "utilizzato Facebook per organizzare e orchestrare gravi disordini nel momento in cui tali incidenti si verificavano in altre regioni del Paese", ha dichiarato il procuratore di fronte al tribunale di Chester, nel nordovest dell’Inghilterra. Ma se il web e i social network aiutano il passaparola, è ugualmente semplice per la polizia conoscere luoghi ed eventi programmati dai rivoltosi e intervenire tempestivamente. Ecco quindi che in questi casi Scotland Yard è riuscita a chiudere rapidamente le pagine incriminate, a bloccare i profili dei due fomentatori e ad assicurarsi che nessuno partecipasse a questi eventi progettati. "Tuttavia, questi messaggi hanno provocato notevole panico e una sensazione di rivolta nell’ambito dei quartieri", ha affermato il procuratore, motivando gli arresti.
Fonte: Il Giornale
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Rivolta in Inghilterra, Cameron ipotizza stop a Facebook e Twitter
Le violenze degli ultimi giorni a Londra e in altre città inglesi impongono di rivedere il ruolo svolto dai social network come Facebook e Twitter. "Stiamo lavorando con polizia, intelligence e aziende per capire se sia giusto bloccare le comunicazioni attraverso questi siti e servizi on line quando è chiaro che si stanno progettando violenze, disordini e atti di criminalità", ha detto il premier britannico David Cameron, citato dal Guardian, nel dibattito in corso in Parlamento.
Oltre ai social network, protagonista delle violenze dei giorni scorsi è stato il BlackBerry, lo smartphone più usato dalla maggioranza (37%) dei teenager britannici, con cui si possono spedire messaggi all'intera rete dei contatti Blackberry. Durante i disordini, il BlackBerry ha garantito ai violenti un aggiornamento live su spostamenti e punti d'incontro, con il vantaggio che i messaggi scritti attraverso il suo sistema di messaggeria istantanea (il "Bbm") non sono rintracciabili dalla polizia, al contrario di quanto avviene con Twitter e Facebook.
Cameron ha precisato che entro poche settimane il ministro degli Interni, Theresa May, incontrerà i vertici di Facebook, Twitter e Blackberry per affrontare l’argomento. Inoltre, in collaborazione con la polizia e i servizi segreti si sta valutando se impedire la comunicazione tramite questi siti in casi del genere. La mossa di scollegare i potenziali rivoltosi segnerebbe un grande cambiamento in Gran Bretagna, terra tradizionalmente legata più di altre alla libertà di parola. Cameron, intanto, ha già esortato Twitter e Facebook a rimuovere messaggi, immagini e video che possano incitare ai disordini: "Tutti devono pensare alla loro responsabilità".
Via: TMNews
Foto: TopNews
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Motor Show, utenti di Facebook per la campagna adversting
Motor Show, la kermesse bolognese giunta alla sua 36esima edizione, per la campagna pubblicitaria firmata Armando Testa, ha pensato di utilizzare Facebook e le idee degli utenti per trovare lo slogan giusto. Tutti possono partecipare ed esprimere la loro creatività. Le foto con le varie proposte sono pubblicate online e sottoposte a votazione popolare. Motor Show chiama quindi a raccolta tutti i creativi, in una semplice operazione di user generated advertising. Tradotto, la possibilità per chiunque lo desideri di cimentarsi nella creazione di un contenuto Below The Line che racconti il “dietro le quinte di Motor Show” e supporti la tradizionale campagna pubblicitaria.
Proporsi è semplice: basta possedere un profilo su Facebook e cliccare "mi piace" sulla pagina dedicata all'iniziativa. Si entra così a far parte del gioco. Attraverso un commento si potrà inserire il proprio slogan sotto alla nota dell'argomento e pubblicarlo. A quel punto, gli amministratori della pagina creeranno un'immagine in una gallery dedicata che riporterà la frase proposta e il nome dell'autore. Le foto che raccoglieranno più like entreranno nella Top List, poi votata da una giuria tecnica formata da professionisti ed esperti di settore. I migliori slogan riceveranno un premio speciale targato Motor Show. Per tutti l'appuntamento è a Bologna dal 3 all'11 dicembre.
Women2drive: donne saudite in piazza per diritto a guida
Il vento del cambiamento che ha investito negli ultimi mesi il mondo arabo sembra essere giunto anche in Arabia Saudita, dove è prevista per oggi la prima azione ufficiale, dopo quella del 1991, per chiedere al re Abdullah l'abolizione della norma che proibisce alle suddite del regno di guidare. Nonostante l'arresto della sua principale organizzatrice, Manal Al Sharif, e le numerose intimidazioni ricevute, il movimento Women2drive non si è dato per vinto, sostenuto da una vivace mobilitazione. La campagna deve proseguire "fino alla pubblicazione di un decreto reale che autorizzi le donne a guidare", si legge sulla pagina Facebook degli organizzatori. Nessuna legge in particolare vieta alle donne di guidare, ma le autorità si basano su un editto religioso (fatwa), promulgato nel regno le cui leggi si ispirano ad una versione rigorista dell'islam, e invocano l'opposizione dei potenti religiosi conservatori per mantenere il divieto. Le donne pertanto sono costrette a servirsi di un autista o, se non ne hanno i mezzi, a dipendere dai maschi della loro famiglia. Le attiviste hanno chiesto alle donne di prendere delle iniziative individuali. E in una serie di raccomandazioni su Facebook, hanno chiesto loro di indossare umilmente il velo e di esibire "la bandiera saudita e il ritratto di re Abdallah a riprova del loro nazionalismo". Le promotrici della campagna chiedono inoltre alle donne di "avere preferibilmente un uomo accanto per proteggerle. Se sarete arrestate, non abbiate paura, dovrete solo firmare un impegno scritto". Già pronto su YouTube un canale dedicato all'evento dove potranno confluire i video di quanti sceglieranno di appoggiare la sfida delle saudite.
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Corteo pro referendum organizzato su Facebook, bloccato
La polizia ha impedito la singolare manifestazione "Nudi x 4 sì" propagandata su Facebook che prevedeva una sorta di corsa senza veli con meta Montecitorio e i ''Palazzi del potere''. Una forma di protesta pubblica contro quello che viene definito ''il silenzio globale'' contro l'appuntamento referendario del 12 e 13 Giugno. Alcuni ragazzi che avevano aderito alla forma di protesta, si sono cosi' raggruppati, Giovedì scorso, all'interno del Centro sociale ''Rialto'', nei pressi di piazza Argentina ma la loro marcia nudista, è stata impedita dalle forze dell'ordine che si sono schierate nelle strade adiacenti, per impedire il passaggio dei giovani. Dopo una breve trattativa tra i funzionari di polizia e i ragazzi, l'iniziativa non si è tenuta. Solo una donna, in topless, ha voluto percorrere circa un centiniaio di metri in direzione di piazza Mattei, seguita da un folto gruppo di fotografi, prima di far rientro al Rialto. "Quello che e' accaduto ha dell'incredibile. - ha commentato il responsabile del 'Comitato quattro si' per i referendum', Ciro Pesacane - perche', in modo pacifico, questi ragazzi volevano solo protestare contro il silenzio che avvolge i referendum. Sono ragazzi indignati per un boicottaggio alla democrazia su temi che sentono molto come quelli dell'acqua e del nucleare. Mi auguro che la ragione prevalga perchè questo schieramento di forze dimostra solo la paura che qualcuno ha rispetto a questo nuovo appuntamento La scelta poi, era certo provocatoria, ma assolutamente pacifica e non poteva, quindi, essere fatta per forza e in modo violento".
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Siria: pagina Facebook contro Bashar incita all'intifada
Sale la tensione in Siria dove ieri si sono registrati 30 morti durante le proteste contro il regime di Bashar al-Assad. La mobilitazione contro il regime al potere dal luglio 2000 prosegue e fa proseliti anche su Facebook. "Non ci fermeremo fino a quando le nostre richieste saranno soddisfatte e non crediamo nelle vostre false promesse. Scenderemo in piazza oggi pacificamente, e così ogni giorno fino libertà": è quanto si legge oggi sulla pagina di Facebook intitolata alla "Rivoluzione siriana 2011", dove si rivolge un appello a nuove manifestazioni per oggi. Il gruppo, che conta quasi 87 mila fan e che contiene alcuni video delle proteste a Daraa, annuncia che ''l'intifada e' appena cominciata'' e che l'obiettivo degli insorti e' ''la liberta'''. Ieri centinaia di persone hanno contestato Bashar in oltre 10 città: almeno 10 le vittime negli scontri contro le forze di sicurezza. "Le autorità hanno risposto duramente alle manifestazioni pacifiche che chiedevano libertà e dignità, in quando vogliono ancora una volta intimidire i siriani", ha spiegato lo scrittore Fayez Sara, esponente dell'opposizione. Nel tentativo di placare le manifestazioni di piazza, vietate secondo la legge di emergenza in vigore dal 1963, giovedì Bashar aveva promesso timide riforme, oltre al rilascio di tutti i detenuti politici del carcere di Daraa, la città al Sud del Paese dov'è iniziata l'ondata di proteste. Si stima che siano almeno 55 le persone che sono state uccise questa settimana a Daraa e dintorni, come riferisce Amnesty International, precisando che restano poco chiare le dinamiche di queste morti.
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Siria: attivisti organizzano su Facebook nuove manifestazioni
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| http://info.rsi.ch/ |
La rivolta araba inizia a contagiare anche la Siria. Sulla pagina Facebook del gruppo "La rivoluzione siriana 2011", e' apparso un appello a manifestare a Homs, a nord di Damasco, sfidando le rigidissime misure di sicurezza. Lo stesso gruppo, che ha oltre 55mila fan, e' impegnato da giorni in appelli simili per organizzare proteste in varie citta' del Paese. L'appello giunge dopo che venerdi' la Giornata della dignita' proclamata attraverso i social network e' finita nel sangue con quattro manifestanti uccisi e centinaia feriti a Deraa. Nella citta' meridionale ci sono stati violenti scontri con sassaiole e auto bruciate tra manifestanti anti-regime e le forze speciali della polizia che hanno aperto il fuoco. Venerdi' nella capitale poliziotti in abiti civili hanno fermato due attivisti che avevano urlato "liberta'" all'uscita dalla moschea dopo la preghiera del venerdi'. Manifestazioni simili si sono tenute anche nella citta' costiera di Banias e a Homs, ma senza fare vittime. Un gruppo soprannominato 'La rivoluzione del 15 Marzo' ha accusato il governo di essere responsabile dei morti di Deraa in un messaggio postato su facebook, nel quale chiama a manifestazioni in tutte le piazze e mercati del Paese per oggi alle 12. Le proteste sono iniziate il 15 marzo dopo un raduno nel cuore di Damasco per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici del Paese, alla fine del quale sono stati arrestati 32 attivisti. L'Onu ha condannato la repressione definendola "inaccettabile".
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Croazia: un giovane leader e 'Fejsbukovci' per far cadere governo
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| http://www.osservatorioitaliano.org/ |
Giovedì 17 febbraio "erano solo in tre, il martedì successivo trecento, due giorni dopo, giovedì 24 febbraio circa mille persone si sono radunate a Zagabria per le proteste antigovernative". La Croazia - il solo Paese balcanico con concrete prospettive di adesione all'Ue, già nel 2012 - si ritrova in questi giorni teatro di un fenomeno di protesta dal basso, che in molti già assimilano a quanto visto in nord Africa. Il paragone è per molti aspetti forzato, ma si regge su un denominatore comune: internet e i social network. E' su Facebook che parte la chiamata, passando per Twitter e You tube. In poche ore il tam tam fa il giro di Zagabria, in pochi giorni arriva a Pola, Spalato, Fiume, Slavonski brod. Mercoledì è già attesa una nuova manifestazione. In Croazia il leader delle proteste ha un nome e cognome: Ivan Pernar. Ha venticinque anni e frequenta un corso di specializzazione in Comunicazione presso l'Alta scuola di business e management di Zagabria. "Il vostro tempo è passato. Vi invito a dimettervi e indire le elezioni" ha chiesto durante le proteste di ieri Pernar, al quale è stato interdetto l'accesso a Piazza San Marko, nel centro di Zagabria. Ma il popolo di Facebook non si è fatto fermare e, secondo uno schema che va consolidandosi, si è radunato, come sempre sul far della sera, in piccoli gruppi in diversi angoli della città. Riunitisi poi, nell'arco di brevissimo tempo in un'unica massa critica, rigorosamente spontanea e non autorizzata. Puntando sull'effetto sorpresa, insomma, i 'Fejsbukovci', quelli di Facebook, come è già stato ribattezzato dai media croati il popolo di Pernar, riescono a muoversi e spargersi rapidamente per le vie della capitale, generalmente al grido di "ladri, ladri".
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Arabia Saudita: proteste su Facebook dei residenti di Gedda
Mentre continua a crescere il numero delle vittime provocate dalle inondazioni che da giorni continuano a flagellare l'Arabia Saudita, arriva in Rete la protesta dei residenti di Gedda sul Mar Rosso. L'ultimo bilancio ufficiale parla di 106 morti, mentre decine di persone risultano ancora disperse. Tra le vittime, secondo le autorita', ci sono anche molti pellegrini che si erano recati nella citta' santa per l'haji, invasa in questi giorni da circa 2,5 milioni di fedeli musulmani provenienti da tutto il mondo. I cittadini, che contestano le autorita' della monarchia del Golfo, aprono su Facebook il forum in arabo 'Campagna nazionale per salvare la citta' di Gedda'. Gia' oltre undicimila gli iscritti a una media di 300 nuove adesioni l'ora. ''Il disastro e' accaduto a causa dell'inefficienza delle infrastrutture'', scrive al Zahrani, coordinatore della campagna.
Fonte: Ansa
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