Per sette giorni è possibile partecipare a un referendum indetto da Facebook. Da quando Facebook ha annunciato gli aggiornamenti proposti alla sua Normativa sull'utilizzo dei dati e alla DDR, il social network ha ricevuto molti commenti dagli utenti, che consentono a Facebook di rispondere alle domande che gli sono state poste e di apportare modifiche alle sue proposte prima che siano implementate.
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Facebook apre referendum per votare le modifiche alla Policy privacy
Per sette giorni è possibile partecipare a un referendum indetto da Facebook. Da quando Facebook ha annunciato gli aggiornamenti proposti alla sua Normativa sull'utilizzo dei dati e alla DDR, il social network ha ricevuto molti commenti dagli utenti, che consentono a Facebook di rispondere alle domande che gli sono state poste e di apportare modifiche alle sue proposte prima che siano implementate.
Flop sondaggio su privacy Facebook, maggioranza no modifiche DDR
Si è conclusa con ben miseri risultati la votazione mondiale lanciata da Facebook per conoscere il parere degli utenti sulle proposte di modifica della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità e della Normativa nell'utilizzo dei dati.
Il voto mirava a ottenere indicazioni per guidare la modifica dei comportamenti del social network per quanto riguarda la tutela della privacy, oggetto da tempo di numerose critiche. Degli oltre 900 milioni di utenti di Facebook, hanno preso parte al voto solo 342.632 persone, vale a dire lo 0,038 per cento del totale.
Un dato "piuttosto deludente", come è stato definito dalla portavoce del social network, Jame Schopflin, e inoltre di gran lunga distante da quei 270 milioni di voti che erano ritenuti necessari per avere un quadro significativo.
A questo punto, Facebook considererà il risultato del referendum come puramente consultivo e non vincolante. In base all'analisi dei dati raccolti, si evidenzia comunque che una grande maggioranza dei votanti (297.883) si è dichiarata contraria a modificare la Dichiarazione e la Normativa sull'utilizzo dei dati.
Intanto la Apple ha deciso di allearsi col social network integrando Facebook nei sistemi operativi dei suoi iPhone, iPad e Mac, mentre si appresta a lanciare una nuova gamma di pc MacBook. L’obiettivo è quello di linkare e postare foto su Facebook direttamente dai dispositivi Apple.
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Facebook chiama al voto gli utenti su normative a tutela della privacy
Facebook chiama gli utenti al voto. Il social network di Mark Zuckeberg, che con quasi un miliardo di iscritti si aggiudica la palma della piattaforma più frequentata del mondo, ha deciso di far scegliere proprio a loro le prossime novità inerenti la privacy. Secondo quanto riportato dai media americani i cambiamenti includono nuove sezioni che spiegano come utilizzare le proprie informazioni personali, diverse impostazioni delle pagine e strumenti per gli amministratori.
Facebook di recente ha proposto delle modifiche alla sua DDR e alla Normativa sull'utilizzo dei dati al fine di migliorare i documenti con l'aggiunta di esempi e spiegazioni dettagliate per aiutare gli utenti a comprendere meglio le normative e le procedure del sito, rispettare la legge, implementare il feedback dell'Irish Data Protection Commissioner’s Office, di altri organi regolatori e degli utenti, e riflettere l'aggiunta di nuovi prodotti e servizi, come il Diario.
La nuova politica apre la possibilità di pubblicare anche al di fuori di Facebook annunci contenenti dati relativi agli utenti. Si vota a partire da oggi per una settimana sull'indirizzo web http://on.fb.me/JXVN6J, e come in ogni sistema democratico che si rispetti, perchè il parere espresso sia valido e rispettato dall'azienda, è previsto un quorum di almeno un terzo degli iscritti, pari a circa 270 milioni di persone, altrimenti si tratterà di un giudizio solo indicativo.
E' la seconda volta che la società consente agli utenti di esprimersi su determinati cambiamenti: la prima fu nel 2009, quando Facebook aveva meno di 200 milioni di iscritti. In questo caso tuttavia si tratta di un'iniziativa lanciata ad hoc, proprio nel momento in cui dopo l'atteso lancio in borsa, le azioni del social network vanno peggio delle aspettative. "Esploreremo le modalità migliori per portare proposte e suggerimenti degli utenti all'attenzione degli amministratori", ha commentato il vicepresidente Elliot Schrage.
Via: ANSA
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Referendum: quorum raggiunto anche grazie a Facebook
"Il merito per il raggiungimento del quorum va anche ai social network, ma decisiva e' stata l'attenzione e la voglia di protagonismo dell'elettorato". Michele Sorice, direttore del Centro Studi su Media e Comunicazione dell'Universita' Luiss di Roma, parla all'Adnkronos di social network e referendum. "Facebook e Twitter - osserva - da soli non avrebbero mai mobilitato cosi' tanti cittadini, quote consistenti di elettorato restano infatti fuori dal web". "I social network hanno creato connessione e passaparola, e hanno mobilitato quella parte di opinione pubblica disposta a farsi mobilitare. Sul web - sottolinea Sorice - c'e' stato il cosiddetto 'effetto alone': come un'espansione a raggiera, c'e' stata una sensibilizzazione crescente tra gli utenti". "L'arma migliore di internet - sostiene il massmediologo - e' stata l'ironia, come ha dimostrato anche l'ultima tornata elettorale delle amministrative". Guardiamo a quanto avvenuto in Nord Africa: in quel caso c'era una grande sofferenza da parte della popolazione piu' giovane che e' anche la piu' attiva su questo tipo di media. Ma il peso di Facebook e Twitter non va "sopravvalutato", "determinante - prosegue - e' stata la partecipazione di settori della societa' civile - come le organizzazioni religiose - che in genere restano in silenzio". "Sulla funzione informativa dei social network spesso si esagera. Twitter resta uno strumento di informazione, usato anche dai media mainstream. Facebook, invece, non e' un mezzo di informazione ma di attenzione sull'informazione, con la condivisione di link e video", conclude Sorice.
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Corteo pro referendum organizzato su Facebook, bloccato
La polizia ha impedito la singolare manifestazione "Nudi x 4 sì" propagandata su Facebook che prevedeva una sorta di corsa senza veli con meta Montecitorio e i ''Palazzi del potere''. Una forma di protesta pubblica contro quello che viene definito ''il silenzio globale'' contro l'appuntamento referendario del 12 e 13 Giugno. Alcuni ragazzi che avevano aderito alla forma di protesta, si sono cosi' raggruppati, Giovedì scorso, all'interno del Centro sociale ''Rialto'', nei pressi di piazza Argentina ma la loro marcia nudista, è stata impedita dalle forze dell'ordine che si sono schierate nelle strade adiacenti, per impedire il passaggio dei giovani. Dopo una breve trattativa tra i funzionari di polizia e i ragazzi, l'iniziativa non si è tenuta. Solo una donna, in topless, ha voluto percorrere circa un centiniaio di metri in direzione di piazza Mattei, seguita da un folto gruppo di fotografi, prima di far rientro al Rialto. "Quello che e' accaduto ha dell'incredibile. - ha commentato il responsabile del 'Comitato quattro si' per i referendum', Ciro Pesacane - perche', in modo pacifico, questi ragazzi volevano solo protestare contro il silenzio che avvolge i referendum. Sono ragazzi indignati per un boicottaggio alla democrazia su temi che sentono molto come quelli dell'acqua e del nucleare. Mi auguro che la ragione prevalga perchè questo schieramento di forze dimostra solo la paura che qualcuno ha rispetto a questo nuovo appuntamento La scelta poi, era certo provocatoria, ma assolutamente pacifica e non poteva, quindi, essere fatta per forza e in modo violento".
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Il Tg1 sbaglia le date del Referendum, polemica su Facebook
Nell’edizione del 4 giugno delle 13.30 (mediamente quella più seguita) nel sommario iniziale (la parte più seguita dell’edizione più seguita) il giornalista in studio Filippo Gaudenzi annuncia che "cresce l’attesa per il referendum del 13 e 14 giugno". Un’attesa che cresce anche perché, probabilmente, che il 14 giugno si voti è una sorpresa assoluta. La "svista" arriva precisamente al 45° secondo (durante i lanci). Inoltre, durante il servizio completo che è andato in onda dal minuto 7:45 circa, si è rimediato solo in parte ed in maniera non chiarissima all'errore commesso nel lancio. Tale svista è stata subito colta da numerosi utenti su internet.
Il video incriminato (immediatamente condiviso su YouTube) ha subito invaso le pagine dei principali social network (in particolare Facebook), con migliaia di visualizzazioni in pochissime ore. Molti utenti hanno commentato l’episodio sulle pagine di numerosi forum, siti, oppure su Facebook stesso. La maggior parte di essi non ha interpretato tale equivoco come un semplice errore, ma ha insinuato che lo sbaglio fosse stato fatto appositamente per distrarre il pubblico dall’argomento. Soltanto nella edizione delle 20 del telegiornale di Minzolini è arrivata la rettifica, con le date dette in maniera corretta (vale a dire il 12 e 13 giugno).
Referendum, falsa pagina della Provincia di Bari su Facebook
Anche la Provincia di Bari consiglia di votare SI al referendum del 12 e 13 giugno, ma la pagina Facebook è falsa. Il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha presentato una denuncia chiedendo l'oscuramento di una falsa pagina ufficiale dell'ente su Facebook su cui sono comparsi anche inviti a votare SI a tre referendum di giugno. La segnalazione della pagina, su cui compare il logo della Provincia, è stata fatta a Schittulli da un giornalista barese che ha trovato strano l'invito al voto e a propagandare i SI ai referendum proveniente dall'ente che, peraltro, è guidato da una giunta di centrodestra. La pagina, che conta 1.619 fan, è stata creata nell'aprile 2010. L'invito ad andare a votare è stato postato alle 19.57 di mercoledì scorso. Schittulli ha chiesto l'intervento della digos e l'oscuramento della pagina. Indagini sono state avviate dalla polizia postale. Intanto si ricorda che il referendum del 12 e 13 giugno è abrogativo, ovvero si vota SI se si è favorevoli all’abrogazione della legge in vigore. Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l'esito referendario è una fonte del diritto primaria che vincola i legislatori al rispetto della volontà del popolo. Gi italiani saranno chiamati a decidere su acqua pubblica e ritorno del nucleare in Italia. I quesiti sono quattro (due riguardano l’acqua), bisognerà raggiungere il quorum e c’è bisogno di almeno 25 milioni di votanti. I decreti in questione sono già stati approvati dal Parlamento, quindi il cittadino deve decidere se far cadere o meno tali leggi. Votando SI, si dichiaria di non essere favorevoli al mantenimento delle leggi su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Votando NO, si dichiara di essere d’accordo con quanto già in essere.
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Usa: marijuana legale, 170000 dlr dai cofondatori di Facebook
D'ora in poi essere trovato in California con una piccola dose di marijuana comportera' solo una semplice multa come quella per eccesso di velocita'. Un mese prima del referendum che potra' portare in California alla completa legalizzazione della marijuna, il governatore Arnold Schwarzenegger ha infatti firmato una legge che depenalizza il possesso di piccole dosi di 'erba', riducendolo a semplice infrazione e non piu' un crimine processabile.
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