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Londra, istigavano alla rivolta su Facebook: condannati a 4 anni


Due giovani che avevano istigato alla rivolta su Facebook durante i disordini della scorsa settimana a Londra e in altre città sono stati condannati a quattro anni di carcere. Nelle rivolte di Londra i social network hanno giocato un ruolo importante, tanto da far ipotizzare un blocco di Facebook e Twitter da parte delle autorità britanniche. Il giro di vite, alla fine, ha riguardato l'uso che è stato fatto dei social network in quei giorni di guerriglia. Jordan Blackshaw, 20 anni, aveva infatti creato un evento su Facebook intitolato "Distruggere la città di Northwich", che si trova nel nordovest dell’Inghilterra. Secondo il procuratore Martin McRobb, la pagina era stata creata il 9 agosto. Allo stesso modo Perry Sutcliffe-Keenan, 22 anni, aveva creato una pagina intitolata "Disordini a Warrington", quartiere nel nordovest di Londra, per fomentare una sommossa. I due ragazzi ora sono accusati di aver "utilizzato Facebook per organizzare e orchestrare gravi disordini nel momento in cui tali incidenti si verificavano in altre regioni del Paese", ha dichiarato il procuratore di fronte al tribunale di Chester, nel nordovest dell’Inghilterra. Ma se il web e i social network aiutano il passaparola, è ugualmente semplice per la polizia conoscere luoghi ed eventi programmati dai rivoltosi e intervenire tempestivamente. Ecco quindi che in questi casi Scotland Yard è riuscita a chiudere rapidamente le pagine incriminate, a bloccare i profili dei due fomentatori e ad assicurarsi che nessuno partecipasse a questi eventi progettati. "Tuttavia, questi messaggi hanno provocato notevole panico e una sensazione di rivolta nell’ambito dei quartieri", ha affermato il procuratore, motivando gli arresti.

Fonte: Il Giornale

Rivolta in Inghilterra, Cameron ipotizza stop a Facebook e Twitter


Le violenze degli ultimi giorni a Londra e in altre città inglesi impongono di rivedere il ruolo svolto dai social network come Facebook e Twitter. "Stiamo lavorando con polizia, intelligence e aziende per capire se sia giusto bloccare le comunicazioni attraverso questi siti e servizi on line quando è chiaro che si stanno progettando violenze, disordini e atti di criminalità", ha detto il premier britannico David Cameron, citato dal Guardian, nel dibattito in corso in Parlamento. 

Oltre ai social network, protagonista delle violenze dei giorni scorsi è stato il BlackBerry, lo smartphone più usato dalla maggioranza (37%) dei teenager britannici, con cui si possono spedire messaggi all'intera rete dei contatti Blackberry. Durante i disordini, il BlackBerry ha garantito ai violenti un aggiornamento live su spostamenti e punti d'incontro, con il vantaggio che i messaggi scritti attraverso il suo sistema di messaggeria istantanea (il "Bbm") non sono rintracciabili dalla polizia, al contrario di quanto avviene con Twitter e Facebook. 

Cameron ha precisato che entro poche settimane il ministro degli Interni, Theresa May, incontrerà i vertici di Facebook, Twitter e Blackberry per affrontare l’argomento. Inoltre, in collaborazione con la polizia e i servizi segreti si sta valutando se impedire la comunicazione tramite questi siti in casi del genere. La mossa di scollegare i potenziali rivoltosi segnerebbe un grande cambiamento in Gran Bretagna, terra tradizionalmente legata più di altre alla libertà di parola. Cameron, intanto, ha già esortato Twitter e Facebook a rimuovere messaggi, immagini e video che possano incitare ai disordini: "Tutti devono pensare alla loro responsabilità".

Via: TMNews
Foto: TopNews