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Iran, divieto per donne di postare foto su Facebook senza velo islamico


"Le donne iraniane che pubblicano le proprie foto senza il velo sul web compiono un reato, violano la legge islamica e devono essere punite in base alla sharia". E' quanto ha dichiarato Mehdi Bakhshi, procuratore della città di Sirjan, nel sud-est dell'Iran, invitando le donne iraniane a rispettare il codice etico islamico anche sul web. Nelle scorse settimane era stata lanciata su internet una campagna per i diritti delle donne arabe, poichè un progresso tangibile passa per il cambiamento della condizione femminile.

Pakistan: gli integralisti islamici promuovono il Millat Facebook


Gruppi integralisti islamici in Pakistan hanno lanciato una campagna di promozione di un social network ''conforme all'islam'', invitando tutti ''i veri musulmani del paese ad abbandonare e boicottare la piattaforma Facebook, che divulga contenuti blasfemi e bestemmie contro il Profeta Maometto''. Lo riferisce l'agenzia vaticana Fides. La nuova piattaforma di social media consigliata si chiama 'Millat Facebook' (una sorta di Facebook riservato alla comunita' musulmana). 

In una conferenza pubblica organizzata a Islamabad, leader musulmani radicali si sono rivolti in special modo ai giovani pakistani, invitandoli a riflettere ''sul ruolo dei giovani musulmani nei social media''. Gli oratori hanno rimarcato la loro forte contrariera' verso tutti coloro che vogliono abolire o modificare la legge sulla blasfemia, in vigore nel paese. 

I proprietari di Millat Facebook hanno dichiarato che il loro sito, avviato in sordina a maggio del 2010, in due anni ha moltiplicato i suoi aderenti (oggi conta oltre 1,6 milioni di musulmani), nonostante ''i tentativi di boicottaggio di societa' negli Stati Uniti, in Europa o di gruppi ebrei''. Secondo gli osservatori, ''Millat Facebook'' e' in tutto simile al Facebook originale e ne ha plagiato idea, struttura e design. 

Lotfollah Safi-Golpaygani, un ayatollah iraniano, ha stabilito che Facebook è anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. "Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralità e può indebolire la fede è un'attività proibita e anti islamica, per questo diventarne membro e' haram (peccato) - ha affermato l'ayatollah". Un'altro Facebook islamico è SalamWorld.com, in allestimento a Istanbul che ha l'ambizione di raccogliere 50 milioni di utenti in tre anni. La rete sociale sul web dedicata ai musulmani punta a diffondere fra i giovani i valori dell'islam evitando i messaggi devianti.

Via: ANSA

Iran: ayatollah stabilisce che utilizzare Facebook è anti islamico


Facebook è anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. Lo ha stabilito un ayatollah iraniano, Lotfollah Safi-Golpaygani, il cui parere è stato diffuso dall'agenzia stampa iraniana Isna.

"Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralità e può indebolire la fede è un'attività proibita e anti islamica, per questo diventarne membro e' haram (peccato) - ha affermato l'ayatollah - e' permesso solo l'uso di siti che diffondono i principi religiosi e non portano a nessuna immoralità".

In Iran è prassi comune richiedere pareri su pratiche sociali ai diversi ayatollah e le loro risposte sono una forma di editto religioso. Ma è difficile che questo pronunciamento possa scoraggiare gli utenti di Facebook. Secondo stime ufficiali dello scorso ottobre, ben 17 milioni di iraniani hanno il loro profilo sul social network, malgrado le restrizioni imposte dal governo.

Gli osservatori ritengono che gli utenti siano in realtà molti di più, in questo paese di 70 milioni di persone con il 60% della popolazione sotto i 30 anni. Qui le autorità hanno bloccato l'accesso a più di 5 milioni di siti, ma gli internauti riescono ad aggirare gran parte dei blocchi, così come i film e i Cd occidentali vietati sono facilmente reperibili al mercato nero.

Le autorità hanno recentemente creato una unità di cyberpolizia per controllare il web e vi è anche un progetto, più volte rinviato, per creare una rete Internet iraniana (Intranet).

 Il governo di Teheran ha infatti annunciato il lancio di una Rete nazionale chiamata "Clean web", mirata a scoraggiare una nuova primavera araba. Ispirata ai principi halal e in linea con la legge islamica, la nuova intranet intende censurare contenuti moralmente e politicamente scorretti e ripulire i social network da post e commenti sgraditi al regime.

Via: Adnkronos
Immagine: Inside Faccialibro

In allestimento il Facebook islamico, i primi test a inizio del 2012


L'anno prossimo partiranno i primi test di SalamWorld.com, il cosiddetto ''Facebook islamico'' in allestimento a Istanbul con l'ambizione di raccogliere 50 milioni di utenti in tre anni. La rete sociale sul web dedicata ai musulmani "SalamWorld" (''Salve mondo'') punta a diffondere fra i giovani i valori dell'islam evitando i messaggi devianti grazie ad una ''nutrita squadra'' di ''moderatori'', a filtri e a un'auspicata autodisciplina degli utenti.