Il social network ha vinto una causa in Cina contro una società alimentare che ha usato il suo marchio. Le autorità cinesi stanno adottando un approccio più morbido nei confronti del social network. Facebook ha fatto quello che pochissime aziende americane hanno fatto prima: vincere una causa di trademark in Cina. Una società di bevande cinese aveva registrato il nome "face book" (scritto come due parole separate). Tuttavia, la Corte ha dichiarato che la società aveva "violato i principi morali" con una "evidente intenzione di duplicare e copiare".
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Facebook vince causa su marchio face book usato da società cinese
Il social network ha vinto una causa in Cina contro una società alimentare che ha usato il suo marchio. Le autorità cinesi stanno adottando un approccio più morbido nei confronti del social network. Facebook ha fatto quello che pochissime aziende americane hanno fatto prima: vincere una causa di trademark in Cina. Una società di bevande cinese aveva registrato il nome "face book" (scritto come due parole separate). Tuttavia, la Corte ha dichiarato che la società aveva "violato i principi morali" con una "evidente intenzione di duplicare e copiare".
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Iran: ayatollah stabilisce che utilizzare Facebook è anti islamico
Facebook è anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. Lo ha stabilito un ayatollah iraniano, Lotfollah Safi-Golpaygani, il cui parere è stato diffuso dall'agenzia stampa iraniana Isna.
"Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralità e può indebolire la fede è un'attività proibita e anti islamica, per questo diventarne membro e' haram (peccato) - ha affermato l'ayatollah - e' permesso solo l'uso di siti che diffondono i principi religiosi e non portano a nessuna immoralità".
In Iran è prassi comune richiedere pareri su pratiche sociali ai diversi ayatollah e le loro risposte sono una forma di editto religioso. Ma è difficile che questo pronunciamento possa scoraggiare gli utenti di Facebook. Secondo stime ufficiali dello scorso ottobre, ben 17 milioni di iraniani hanno il loro profilo sul social network, malgrado le restrizioni imposte dal governo.
Gli osservatori ritengono che gli utenti siano in realtà molti di più, in questo paese di 70 milioni di persone con il 60% della popolazione sotto i 30 anni. Qui le autorità hanno bloccato l'accesso a più di 5 milioni di siti, ma gli internauti riescono ad aggirare gran parte dei blocchi, così come i film e i Cd occidentali vietati sono facilmente reperibili al mercato nero.
Le autorità hanno recentemente creato una unità di cyberpolizia per controllare il web e vi è anche un progetto, più volte rinviato, per creare una rete Internet iraniana (Intranet).
Il governo di Teheran ha infatti annunciato il lancio di una Rete nazionale chiamata "Clean web", mirata a scoraggiare una nuova primavera araba. Ispirata ai principi halal e in linea con la legge islamica, la nuova intranet intende censurare contenuti moralmente e politicamente scorretti e ripulire i social network da post e commenti sgraditi al regime.
Immagine: Inside Faccialibro
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