Anche i dialetti sono parte integrante di una società; la determinano, ne distinguono le caratteristiche dialettali da regione a regione. E proprio per conservare l'importanza della lingua del Bel Paese nasce Facecjoc, un social network made in Italy in cui il friulano, il romanesco, il toscano, il siciliano e gli altri dialetti sono i protagonisti indiscussi. La prima versione del sito è stata progettata e realizzata come rete privata nel marzo 2009. "Cjoc" in lingua friulana significa ubriaco ma è utilizzato anche per indicare una persona pazzerella.
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Facecjoc: social network made in Italy dei dialetti e con tasto Unlike
Anche i dialetti sono parte integrante di una società; la determinano, ne distinguono le caratteristiche dialettali da regione a regione. E proprio per conservare l'importanza della lingua del Bel Paese nasce Facecjoc, un social network made in Italy in cui il friulano, il romanesco, il toscano, il siciliano e gli altri dialetti sono i protagonisti indiscussi. La prima versione del sito è stata progettata e realizzata come rete privata nel marzo 2009. "Cjoc" in lingua friulana significa ubriaco ma è utilizzato anche per indicare una persona pazzerella.
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Zuckerberg lancia Fwd.us, gruppo politico per riforma immigrazione
Mark Zuckerberg, l'amministratore delegato di Facebook, guiderà un nuovo gruppo politico di imprenditori tecnologici previsto già da qualche mese. L'organizzazione è stata presentata ufficialmente ieri mattina ed ha l'obiettivo di promuovere una riforma dell'immigrazione, che favorisca la concessione dei visti e l'ingresso nel Paese di persone qualificate. Zuckerberg ha esposto gli obiettivi del gruppo, chiamato Foward.us, sul Washington Post.
Il nuovo gruppo di pressione avrà l'obiettivo di "promuovere politiche che mantengano gli Stati Uniti e i loro cittadini competitivi in un'economia globale, comprese le riforme dell'immigrazione e dell'istruzione". Nella nuova avventura, la prima sul versante politico, il 28enne miliardario avrà a fianco il suo ex compagno di stanza a Harvard, Joe Green, fondatore e presidente dell'organizzazione, a sua volta imprenditore tecnologico di successo.
"L'attuale politica è strana per un Paese di migranti e non è adatta al mondo di oggi. C'è bisogno di un nuovo approccio: una riforma dell'immigrazione ampia che inizi con un'efficace sicurezza dei confini, che apra la strada per la cittadinanza e ci consenta di attirare i maggiori talenti e i lavoratori, non importa dove si è nati. Lavoreremo con i membri del Congresso di ambedue i partiti, con l'amministrazione e con gli Stati e le autorità locali", ha detto Zuckerberg.
Sono molti i gruppi tecnologici che si sono lamentati della normativa attuale in tema di immigrazione perché - sostengono - rende difficile le assunzioni di talenti e laureati stranieri. Per questo, hanno aderito a FWD.us anche Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo!. Altri manager sono: il co-fondatore di LinkedIn Reid Hoffman, il presidente esecutivo di Google Eric Schmidt, il CEO di Dropbox Drew Houston; il co-fondatore di PayPal Max Levchin.
Via: TMNews
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Immigrati rimpatriatri con scotch su bocca, denuncia su Facebook
Fascette di plastica a bloccare i polsi e nastro da pacchi intorno alla bocca. Sarebbe questo il trattamento riservato a due cittadini tunisini rimpatriati martedì dalle forze dell'ordine con il volo Alitalia Roma-Tunisi delle 9:20, secondo la denuncia del filmmaker Francesco Sperandeo che, a bordo del volo, è riuscito a scattare una fotografia e a pubblicarla via cellulare su Facebook.
"Gli agenti, in borghese, mi hanno detto che si trattava di una normale operazione di polizia", ha raccontato Sperandeo a Ign, testata online del Gruppo Adnkronos. "Siamo stati gli unici a protestare, probabilmente non tutti si sono accorti".
"Io e il mio collega ci siamo avvicinati ai poliziotti che accompagnavano i due immigrati dicendogli che ci sembrava indecente e disumano il modo in cui queste persone venivano trattate indipendentemente da ciò che potevano aver fatto. La risposta è stata che si trattava di una normale operazione di polizia - ha detto ancora Sperandeo - Dopo di che ci hanno invitato ad allontanarci e a sederci al nostro posto".
"L'immagine è una sola, inevitabilmente mossa perché rubata, ma restituisce lo sguardo di un uomo trattato in maniera disumana. E ci fa chiedere se, oltre al diritto di rimanere in Italia, sia giusto togliere anche la dignità ai migranti espulsi da questo Paese'' commenta Stranierinitalia.it.
"Quanto sia 'normale' tappare la bocca col nastro adesivo ai migranti rimpatriati dovrebbe ora chiarirlo il ministero dell'Interno" conclude il portale dell'immigrazione. La Procura di Civitavecchia ha intanto aperto un fascicolo sulla vicenda dei due tunisini rimpatriati.
Foto: Facebook
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