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Politica, decadenza Silvio Berlusconi: è record su Facebook e Twitter


Il voto dell’Assemblea di Palazzo Madama di ieri che ha decretato l’ineleggibilità del Cavaliere e la perdita dello status di parlamentare ha infiammato come non mai Twitter e Facebook. Dalle ore 7 di ieri mattina fino alle ore 6 di oggi Blogmeter, società che analizza le conversazioni e le interazioni in rete, ha rilevato circa 250.000 citazioni sul tema sui due social network principali.

Su Facebook 11 euro per un menù del Senato, ma è una bufala


Un pasto completo alla mensa del Senato per euro 11,41. È quanto mostra uno scontrino condiviso dagli utenti di Facebook che ha sollevato un'ondata di proteste. Ma la prova esibita nel social network riguarda la mensa del personale che lavora a Palazzo Madama, non il ristorante riservato ai parlamentari che, durante l'estate, è arrivato al centro di un dibattito pubblico sui privilegi della politica. A causa di una violenta ondata di indignazione generale, a settembre il prezzo dei piatti è stato parificato al costo dei ristoranti di Roma. 

Su Facebook, però, ha iniziato a circolare la foto di uno scontrino in cui si dimostra che in realtà i prezzi della mensa del Senato non erano affatto cambiati. Anzi. Un pasto completo (escluso servizio) per soli 7 euro e 50 centesimi: trofie asparagi e speck (0,87 centesimi), insalata spinaci e parmigiano (1,75 euro), tagliata con rucola, grana e aceto balsamico (3,41 euro), ananas (0,43 centesimi), torta della nonna (0,67) e bevande (037). Uno scontrino falso? Alcuni dicono così. 

Tuttavia il mistero è stato svelato da Emanuele Monti, esponente della Lega che, al termine di un pranzo, ha pensato bene di fotografare il proprio scontrino e postarlo su Facebook. "Vi faccio notare un paio di particolari - spiega l'esponente del Carroccio - la mensa del Senato è adibita per i dipendenti e non per i senatori. Nello scontrino caricato da me trovate la scritta ristorante del Senato, infatti nella parte in basso, sulla sinistra, trovate anche il mio nome e cognome". E dichiara: "Basta con le informazioni sbagliate". Su Facebook è stato pubblicato uno scontrino del ristorante che dimostra la bufala.

Fonte: Il Giornale
Via: Il Sole 24 Ore

Il menu low-cost del Senato fà infuriare il popolo di Facebook


Il pranzo alla buvette a 1,50 euro? ''Poverini. Hanno troppe spese, almeno su questo possono risparmiare, su''. Il popolo di Facebook ironizza sui prezzi del menù offerto al Senato, una realtà svelata dal deputato dell'Idv Carlo Monai. Ma c'è anche chi si indigna: ''facciamo sentire il nostro disgusto contro l'ultima 'vergogna' messa a segno dalla 'casta' di Palazzo Madama: il pranzo alla buvette dei senatori costa 1 euro e 50''. 

E c'è anche chi commenta: ''semplicemente disgustoso... Ma quanto rimborsa poi lo Stato per ogni pranzo alla società che gestisce la buvette per ogni pranzo?''. Un pasto che al ristorante costa in media 15 euro, nei palazzi della politica si può pagare davvero molto poco e la differenza ovviamente non è a carico degli onorevoli ma dei contribuenti. Tra gli utenti del social network si registra un misto tra sarcasmo ed incredulità. 

Non manca chi si dice semplicemente ''senza parole''. Altri navigatori stilano l'elenco dei prezzi: ''Pasta al ragù, 1 euro e 50; roast beef, 2 euro; birra, 1,60; caffè, 42 centesimi; pasticcino, 0,46; aperitivo o ammazzacaffè, 0,93. Mensa dei poveri? Trattoria popolare di un bassofondo urbano? No, buvette del Senato'', viene spiegato. 

"Resta valida e confermo la mia proposta - spiega Antonio Mazzucchi, questore della Camera in quota Pdl - di sostituire tutte le mense con un unico self service con i relativi costi dei pasti a carico di chi ne usufruisce". Un risparmio che secondo il deputato "sarebbe almeno di 4-5 milioni di euro l’anno". Per i deputati i prezzi sono un po’ più alti rispetto ai colleghi di palazzo Madama ma certamente non siamo neanche vicini a quelli di un discount.

Fonti: Adnkronos | La Stampa
Foto: La Stampa

Facebook risponde a Schifani, Allen: incontriamoci e discutiamo


Il giorno dopo le critiche di Schifani a facebook, Richard Allen, responsabile delle politiche Ue di facebook ha inviato una lettera distensiva da Londra al presidente del Senato, nella quale si mette a completa disposizone per eventuali delucidazioni e per chiedere un incontro di persona a Roma o anche una videoconferenza per studiare insieme tutte le misure necessarie per evitare episodi di violenza.