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Facebook smaschera il Presidente Fini, non è super partes


Sulla sua pagina di Facebook (e su Twitter), il presidente della Camera Gian franco Fini annunciava: "Nel pomeriggio salirò al Quirinale per spiegare come sia diventato difficile, vista la situazione in cui versa la maggioranza, garantire il normale andamento dei lavori parlamentari". Come riporta 'Il Giornale', "Se è vero che martedì il governo è andato sotto, alla Camera, nell'approvazione dell'articolo 1 del Rendiconto generale dello Stato, è altresì evidente che ogni valutazione politica di merito spetta al capo del governo e al Presidente della Repubblica". 

Un incontro, quello con Napolitano, presentato dunque non tanto come una missione istituzionale in rappresentanza dei capigruppo quanto come un faccia a faccia politico. Il capogruppo del Pdl Cicchitto, in Aula, chiede conto di quella frase ripresa da un'agenzia e il presidente Fli ha spiegato che avrebbe fatto rettificare l'errato lancio di agenzia. 

Il guaio è che i social network non mentono. Lo staff di Fini, infatti, il 'disastro' l'ha combinato anche su Twitter postando lo stesso messaggio con tanto di link che riportava al post di Facebook (adesso inesistente). Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, non si sofferma sulla frase comparsa sui social network ma pone l'accento sui comportamenti tenuti da Fini in queste ore. 

Cicchitto sottolinea che Fini "si è distinto dall’opposizione che chiedeva la non procedibilità della presenza del presidente del Consiglio in aula, però precedentemente ha fatto un percorso che non ha rinviato ai lavori della commissione il ragionamento sul rendiconto dello Stato, e ha dato un’interpretazione unilaterale della prevalenza dell’articolo 1 rispetto al resto dell’articolato".

Un presidente su Facebook sceglie una citazione sulla vecchiaia


Senectus ipsum morbus. Ha scelto questa frase Francesco Cossiga come «citazione preferita» sulla sua pagina Facebook: «La vecchiaia è di per sé un male». Su facebook Francesco Cossiga aveva un proprio account con 3.723 amici. Un profilo Facebook sobrio, il suo: 2 foto, 82 amici (tra cui l'ex primo ministro israeliano Ehud Barak) e, alla voce «laurea specialistica», un lungo elenco: dall'Università di Sassari a Oxford. E i social network, in fondo, non erano altro che un mezzo immediato per dire la sua, oltre ai canali più tradizionali come gli articoli e gli interventi in radio e tv. 

Senza dimenticare l’ironia di sempre: sul profilo, nella voce orientamento politico, Cossiga aveva scritto “altro”. Di fatto, il popolo di internet si è spaccato nell’estremo saluto a Francesco Cossiga, capace di dividere gli animi da vivo e anche ora che se n’è andato. ”Nessuna lacrima per il picconatore”, scrive qualcuno sul suo profilo di facebook; mentre altri, appena saputa la notizia, hanno subito aperto una pagina in memoria dell’ex presidente della Repubblica. 

Cercando il nome Cossiga, su Facebook appaiono diverse pagine, equamente divise tra detrattori e sostenitori. Come quelle di chi, e sono in molti, hanno voluto lasciare messaggi di cordoglio, dall’affettuoso “Ciao presidente” al riflessivo ”Se ne va un pezzo della storia politica d’Italia. Riposi in pace, presidente”, fino al filosardo: ”Non condividevo le sue idee, non apprezzavo il politico, ma ho ammirato l’uomo. Avvidezzi, Franziscu”.

Fonti: Panorama | Il Tempo