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Pagina Facebook di Vasco Rossi messa offline per attacco Shit Army


Nella tarda mattinata del 24 dicembre, è di nuovo raggiungibile la pagina di Vasco Rossi su Facebook, dopo che i tecnici hanno bloccato l'attacco lanciato dalla Pagina denominata "Shit Army" tramite il social network. Immediata la gioia manifestata dagli oltre 3 milioni di fan, preoccupati per il temporaneo, breve e inatteso stop comunicativo su Facebook.

Durante lo stop tecnico i fan hanno utilizzato la bacheca della "Redazione Il Blasco", sempre sul social network.  La stessa Pagina aveva diffuso un messaggio tranquillizzante in cui spiegavano quello che era accaduto: «Ciao Soliti, niente paura, abbiamo sospeso la pagina ufficiale di Vasco per urgenti "pulizie" !!!!!! Ve la riapriremo al più presto !!!».


L'attacco è partito dalla pagina di Shit Army, che aveva creato l'evento "Shitstorm Vasco Rossi" riempendo la pagina di Vasco con degli "escrementi" digitali con data dell'evento: domenica 23 dicembre, dalle 20 alle 5 del mattino. La Pagina si descrive come una "organizzazione che si occupa di ricerca e sviluppo nel campo delle shitstorm".

"Ciao Vasco, questo è per Nonciclopedia", si legge in un post su "Shit Army". Il riferimento è alla baruffa tra Vasco e il sito Web satirico, querelato dall'artista per i contenuti giudicati offensivi della pagina dedicata al Blasco. Shitstorm è una parola inglese, deriva da "Shit" (escremento) e "Storm" (tempesta) e consiste in un attacco di massa nei confronti di un obiettivo.

"Lo scopo - spiegano gli admin di Shit Army - è debellare il fenomeno delle pagine cancro che si sta ormai diffondendo per tutta Facebook. Una pagina cancro è una pagina che ruba immagini da altre pagine facendole passare per proprie senza citare la pagina creatrice, o che pubblica immagini e contenuti assolutamente idioti per un pubblico di imbecilli".


Via: TG Com
Foto dal Web

Vasco Rossi ancora contro Nonciclopedia: è stupida e volgare


Vasco Rossi è tornato a far parlare di sé con un post, pubblicato su Facebook, in cui commenta la baruffa nata appena una settimana fa con il sito Nonciclopedia: "Cari i miei 'brufolosi e ignoranti ragazzini' - si legge nel post che ha ottenuto 8.700 mi piace - fatevene una ragione. Non è della mia reputazione o della mia immagine che si tratta. Sapete quanto me ne frega? Se avete passato il limite della diffamazione ne dovrete rispondere ai miei avvocati e in sede legale. E' inutile che vi arrampichiate sugli specchi. Dovete prendervi la 'responsabilità' di quello che avete fatto". 

L’artista, sulla propria pagina sul social network, domenica ha acceso nuovamente la miccia: "Nonciclopedia è un’idea stupida, volgare, vergognosa, ignorante e ipocrita!". E a proposito dell'azione legale che i suoi avvocati hanno mosso nei confronti degli amministratori di Nonciclopedia continua: 

"Se verranno accertati gli estremi della diffamazione, i danni che vi chiederò di pagare saranno devoluti in beneficenza e non saranno pochi. Questo ve lo posso garantire. Ma questa è solo una questione 'tecnica'. Restano solo gli 'specchi'... da pulire e la vostra arrogante ignoranza... da punire". Il cantante ha tenuto poi a sottolineare in cosa consista per lui il concetto di libertà: "Scrivere in forma anonima sul muro di un cesso o su un sito internet - si legge su Facebook - può essere un'attività divertente, ma NON si tratta di libertà di espressione o di parola". 

Libertà per Vasco equivale a responsabilità: "Questo sacrosanto diritto conquistato dalla civiltà occidentale al prezzo della vita di milioni di persone, lo si esprime solamente quando ci si prende la responsabilità di quello che si dice mettendo il proprio nome e cognome. La 'delazione' anonima è la triste realtà dei regimi totalitari e dittatoriali del secolo scorso".

Via: La Stampa

Pace fatta tra Nonciclopedia e Vasco, la nota su Facebook


I ragazzi responsabili del sito si sono scusati con il rocker per i contenuti giudicati diffamatori e il Blasco ha deciso di ritirare la querela nei loro confronti. Il sito Nonciclopedia, che era stato chiuso dagli stessi responbili dopo la querela del cantante, riapre dunque i battenti. Nella lettera di scuse, pubblicata sia su Nonciplopedia che sul sito e sul profilo Facebook di Vasco, si legge

"Cari lettori, ringraziandovi per il caloroso sostegno, vogliamo innanzitutto chiarire che ci dissociamo dalla violenza con cui il web ha reagito alla nostra decisione di oscurare il sito. Il nostro intento non è mai stato quello di incitare l'utenza contro Vasco quanto quello di informarla dei fatti avvenuti". 

"Ci scusiamo se i contenuti della pagina di Vasco Rossi sono sembrati diffamatori, non c'è mai stata l'intenzione di offendere il cantante. Aggiungiamo che non abbiamo responsabilità sulle presunte versioni della pagina su Vasco Rossi che circolano in rete, non corrette in quanto non presenti sul nostro sito". 

"Da entrambe le parti -si legge ancora nella lettera- c'è una volontà di garantire umorismo di qualità, pertanto non escludiamo la possibilità futura che un giorno su Nonciclopedia tornerà ad esistere un articolo su Vasco Rossi che faccia ridere tutti quanti. Tania Sachs, la portavoce ufficiale del rocker, ha assicurato di poter ritirare la querela contro Nonciclopedia", conclude la lettera. E la press agent di Vasco conferma che la querela verrà ritirata. A livello d'immagine, poteva ritorcersi contro lo stesso cantautore.

Via: Adnkronos

Nonciclopedia chiude e su Facebook si scatena la protesta


Gia' al centro di numerose polemiche per le sue esternazioni su Facebook, Vasco Rossi e' diventato oggetto dell'indignazione del popolo della Rete. Il sito Web Nonciclopedia ha chiuso il suo spazio in seguito all'azione dei legali del cantante, che si e' ritenuto diffamato dal contenuto di una delle tante imitazioni parodistiche di Wikipedia e su Facebook sono gia' comparsi i primi gruppi (''Chiudiamo Vasco Rossi e Riapriamo Nonciclopedia'' conta su circa 5.000 adesioni) che se la prendono con la rockstar italiana per la ''censura'' nei confronti del sito di satira. 

La portavoce di Rossi, Tania Sachs, ha pubblicato sul sito ufficiale del cantante una nota nella quale si precisa che ''Vasco non ha mai chiesto la chiusura del sito, ha molto semplicemente chiesto al suo avvocato di difenderlo in sede giudiziaria dalla diffamazione, persistente''. 

Nel febbraio del 2010, prosegue la nota, ''abbiamo sporto querela per diffamazione nei confronti del sito Nonciclopedia che degli insulti contro Vasco Rossi aveva fatto la sua bandiera. Insulti quotidiani e gratuiti, insulti a tempo perso e senza alcun motivo'' e ''in seguito alla comunicazione del magistrato, gli amministratori di quel sito hanno deciso autonomamente di chiudere il sito perche' si sono evidentemente accorti di essere nel torto''. 

Anche Nonciclopedia ha precisato sulla sua homepage di aver chiuso il sito ''per protesta, non per costrizione. La protesta si e' resa necessaria nel momento in cui venendo incontro alle richieste (seppur opinabili, visto che questo e' un sito di satira) dell'avvocato di Vasco Rossi di rimuovere la pagina dedicata al 'rocker', la denuncia a carico di ignoti non e' affatto caduta''.

Fonte: Asca