Cyber attacco a pagine Alpitour su Facebook per rubare dati bancari


Cyber attacco ad Alpitour, una delle maggiori agenzie di viaggi italiane. Nella notte tra l'11 e il 12 settembre la pagina del gruppo turistico italiano, infatti, ''è stata vittima di un furto d'identità che ci ha impedito il controllo su quanto veniva pubblicato''. Ora il problema è risolto e ''abbiamo ripreso possesso della pagina''. Così Alpitour in un post su Facebook dopo aver subito un attacco di hacker. 

Nella notte tra l'11 e il 12 settembre, rileva Alpitour, ''le pagine Viaggidea, Francorosso, Villaggi Bravo e Alpitour hanno subito un attacco da parte di alcuni hacker che hanno preso il controllo sulla pubblicazione dei contenuti e sulle risposte ai vostri messaggi''. Cliccando sugli annunci, link indirizzavano su pagine web che contenevano programmi pericolosi, progettati per impadronirsi delle coordinate bancarie di chi fa acquisti online.

Dopo l'attacco da parte di un hacker ''che ha escluso i nostri amministratori delle pagine, assumendone il controllo'', spiega Alpitour in una nota, l'azienda ''è prontamente intervenuta a tutela delle migliaia di clienti che quotidianamente visitano le pagine Facebook e interagiscono direttamente con il gruppo Alpitour e i suoi brand, avvisando gli utenti dell'attacco in corso e diffidando di tutti i contenuti pubblicati in queste ore''. 

E' stato infatti pubblicato, spiega Alpitour, ''un comunicato stampa sulla pagina Alpitourworld.com ed il tam tam mediatico si è viralizzato rapidamente anche grazie al supporto dei tanti fan che seguono i nostri brand. Abbiamo denunciato la vicenda agli organi di Polizia competente, anche perché riteniamo che l'azienda abbia subito un forte danno di immagine da questa situazione". 

"Abbiamo chiesto immediatamente a Facebook di ripristinare la normalità, cosa avvenuta solo nella tarda serata del 13 settembre''. Al momento, spiega all'Adnkronos un portavoce del gruppo ''non ci risulta alcuna conseguenza per i clienti'' anche grazie al fatto che la notizia ''si è viralizzata rapidamente e la rete ha reagito molto velocemente. Dopo 48 ore abbiamo risolto il problema''. L'azienda ha provveduto a denunciare la vicenda alla polizia postale.

Via: Adnkronos

Facebook annuncia test play automatico di video su dispositivi mobili


Un piccolo gruppo di utenti di telefonia mobile degli Stati Uniti metterà alla prova un nuovo modo di Facebook per consegnare i video ai loro dispositivi, ha annunciato Giovedì il social network con un post sulla newsroom, sottolineando che si tratta di un test limitato, e che la pubblicità non è inclusa. Come spiega All Facebook, questa nuova funzionalità potrebbe arrivare sulle applicazioni mobili nelle prossime settimane.

Solo i video postati da singoli utenti e dai musicisti e band con pagine verificate saranno inclusi nel test, mentre gli annunci di ogni tipo, tra cui storie sponsorizzate, non faranno parte di esso. Eppure, i risultati e feedback degli utenti di questo test potrebbero muovere Facebook ad un passo dal suo lancio degli annunci video. Facebook ha detto che i video vengono riprodotti in silenzio all'interno del News Feed Mobile.


Se gli utenti scelgono di visualizzarli, è possibile fare clic sui video per espanderli e attivare il suono. Al termine del video, gli utenti saranno portati al loro News Feed. Solo i video caricati direttamente su Facebook - come quelle caricati tramite Instagram e altre applicazioni che caricano direttamente alla rete sociale - possono essere avviati online, mentre i collegamenti video da fonti come YouTube e Vimeo non possono essere visualizzati in linea.

Facebook ha detto nel suo annuncio sul test: "Oggi stiamo iniziando a sperimentare un modo più semplice per guardare i video su Facebook. Ora, quando si vede un video nel News Feed, esso va subito in play. I video inizialmente si vedono senz'audio, e se si vuole si può toccare per riprodurre con il suono a schermo intero. Continuate a scorrere se non volete vederlo. Scrollare dopo se non si vuole guardare".

"Le persone vedranno questo nelle prossime settimane su cellulare. In un primo momento, questa funzionalità sarà limitata ai video postati da persone, musicisti e gruppi musicali. Stiamo facendo questo per essere sicuri di creare la migliore esperienza possibile. Nel corso del tempo, continueremo ad esplorare il modo per portare questo al marketing in futuro. Questo sta cominciando con un test limitato e continuerà a lanciare nel corso del tempo".


Fonte: Facebook

Iran: governo apre a Facebook, ma profili personali solo per ministri


Tutti i ministri iraniani hanno aperto ad agosto un profilo personale su Facebook, ma il social media più famoso del mondo è ancora inaccessibile per la popolazione, dato che il sito in Iran è bloccato dalle autorità. I media locali parlano comunque di un primo segno di apertura verso Internet da parte del governo. Facebook era finito nel mirino degli ayatollah iraniani in quanto anti islamico perché "diffonde immoralità". 

Le pagine Facebook dei 15 ministri sono visibili a Teheran attraverso un proxy, e sono state create dopo l'elezione del presidente Hasan Rouhani, tranne quella del ministro degli Esteri Javad Zarif che l'aveva già aperta nel 2009. Lo stesso Rouhani ha creato un suo profilo ufficiale, collegato a quello di tutti i ministri, che ha già ricevuto più di 7.000 "mi piace".  

Secondo Saeed Leilaz, un'analista della politica iraniana, potrebbe trattarsi dell'inizio di un abbassamento dei filtri informatici che ora bloccano certi siti web per la popolazione iraniana, tra cui Facebook. Rouhani stesso, durante al sua campagna elettorale a giugno, aveva promesso più trasparenza e apertura.

Rouhani potrebbe inaugurare una nuova era di apertura, in particolare a seguito di una serie di messaggi Twitter. La scorsa settimana, un tweet da un account a nome del presidente ha creato scalpore estendendo saluti agli ebrei per il nuovo anno ebraico. Un tono conciliante che ha rotto con l'antisemitismo associato a Mahmoud Ahmadinejad, predecessore di Rouhani. 

L'Iran ha una comunità ebraica tra 25.000 e 80.000 persone. L'uso dei social media da parte di alti funzionari non è senza precedenti, nonostante i divieti giuridici esistenti per gli iraniani. Facebook e Twitter sono stati ufficialmente banditi dopo gli sconvolgimenti che accolsero la contestata rielezione di Ahmadinejad nel 2009, quando gli attivisti dell'opposizione tentarono di usarli per organizzare manifestazioni.

Fonte: AGI
Via: Telegraph

Facebook testa la sezione competenze professionali su profili utente


Facebook sta sperimentando un’area professionale nei profili, un'opzione che in qualche modo ricalca quello che sta già facendo LinkedIn, il social network dedicato al mondo del lavoro. L'indiscrezione è stata pubblicata dal sito Sociobits.org: spiega che è in fase di test una nuova voce nel menu Informazioni che consente di aggiungere al proprio profilo le competenze professionali. 

Sarà sufficiente compilare tutti i campi disponibili per poi scoprire quali contatti hanno le stesse caratteristiche e chi ha espresso interesse. L'iniziativa mira ad attrarre nuovi utenti business ma anche a fornire uno strumento in più ai suoi utenti in un settore, come il lavoro, su cui tutti sono in questo momento focalizzati. E il social network è da tempo interessato a perfezionare la sua presenza nel settore lavoro. 

Un portavoce di Facebook ha confermato il test a The Next Web, rilasciando questa dichiarazione: "Stiamo attualmente testando una nuova opzione che consente di aggiungere le vostre competenze professionali alla sezione lavoro ed istruzione della vostra timeline". Se si desidera aggiungere competenze professionali al proprio profilo, basta andare alla sezione Informazioni e scorrere verso il basso. 

E proprio come tutte le altre sezioni, basta iniziare a compilare le informazioni e così via. The Next Web ha sottolineato che quando gli utenti aggiungono le competenze professionali (Professional Skills) a questa sezione, vengono inclusi anche link ad interessi connessi, potenzialmente aggiungendo alla capacità di questi utenti di essere scoperti attraverso il Graph Search di Facebook.

Non è chiaro se questa funzionalità è stato rilasciata in tutto il mondo o solo per un gruppo selezionato di utenti e di conseguenza per i normali scopi di testing che Facebook effettua periodicamente. Il social network nel 2012 ha già lanciato l’app Social Jobs Partnership che aggrega più di 1,7 milioni di posizioni aperte da agenzie di cacciatori di teste come BranchOut, Jobvite e Monsters.com.


Via: ANSA