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Flop sondaggio su privacy Facebook, maggioranza no modifiche DDR


Si è conclusa con ben miseri risultati la votazione mondiale lanciata da Facebook per conoscere il parere degli utenti sulle proposte di modifica della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità e della Normativa nell'utilizzo dei dati. 

Il voto mirava a ottenere indicazioni per guidare la modifica dei comportamenti del social network per quanto riguarda la tutela della privacy, oggetto da tempo di numerose critiche. Degli oltre 900 milioni di utenti di Facebook, hanno preso parte al voto solo 342.632 persone, vale a dire lo 0,038 per cento del totale. 

Un dato "piuttosto deludente", come è stato definito dalla portavoce del social network, Jame Schopflin, e inoltre di gran lunga distante da quei 270 milioni di voti che erano ritenuti necessari per avere un quadro significativo. 

A questo punto, Facebook considererà il risultato del referendum come puramente consultivo e non vincolante. In base all'analisi dei dati raccolti, si evidenzia comunque che una grande maggioranza dei votanti (297.883) si è dichiarata contraria a modificare la Dichiarazione e la Normativa sull'utilizzo dei dati. 

Intanto la Apple ha deciso di allearsi col social network integrando Facebook nei sistemi operativi dei suoi iPhone, iPad e Mac, mentre si appresta a lanciare una nuova gamma di pc MacBook. L’obiettivo è quello di linkare e postare foto su Facebook direttamente dai dispositivi Apple.

Via: TM News

Referendum: quorum raggiunto anche grazie a Facebook


"Il merito per il raggiungimento del quorum va anche ai social network, ma decisiva e' stata l'attenzione e la voglia di protagonismo dell'elettorato". Michele Sorice, direttore del Centro Studi su Media e Comunicazione dell'Universita' Luiss di Roma, parla all'Adnkronos di social network e referendum. "Facebook e Twitter - osserva - da soli non avrebbero mai mobilitato cosi' tanti cittadini, quote consistenti di elettorato restano infatti fuori dal web". "I social network hanno creato connessione e passaparola, e hanno mobilitato quella parte di opinione pubblica disposta a farsi mobilitare. Sul web - sottolinea Sorice - c'e' stato il cosiddetto 'effetto alone': come un'espansione a raggiera, c'e' stata una sensibilizzazione crescente tra gli utenti".  "L'arma migliore di internet - sostiene il massmediologo - e' stata l'ironia, come ha dimostrato anche l'ultima tornata elettorale delle amministrative". Guardiamo a quanto avvenuto in Nord Africa: in quel caso c'era una grande sofferenza da parte della popolazione piu' giovane che e' anche la piu' attiva su questo tipo di media. Ma il peso di Facebook e Twitter non va "sopravvalutato", "determinante - prosegue - e' stata la partecipazione di settori della societa' civile - come le organizzazioni religiose - che in genere restano in silenzio". "Sulla funzione informativa dei social network spesso si esagera. Twitter resta uno strumento di informazione, usato anche dai media mainstream. Facebook, invece, non e' un mezzo di informazione ma di attenzione sull'informazione, con la condivisione di link e video", conclude Sorice.