Dieci milioni di dollari per archiviare le accuse della Securities and Exchange Commission, per presunte violazioni durante l'Ipo flop di Facebook, a maggio scorso. Tanto ha acconsentito a pagare Nasdaq Omx Group, che si è vista infliggere la multa più alta mai imposta dalla Sec contro un operatore di Borsa. La Sec accusa il Nasdaq di mancanze e carenze durante l'Initial public offering del social network.
Ipo Facebook, Nasdaq pagherà 10 miloni dollari per chiusura accuse
Dieci milioni di dollari per archiviare le accuse della Securities and Exchange Commission, per presunte violazioni durante l'Ipo flop di Facebook, a maggio scorso. Tanto ha acconsentito a pagare Nasdaq Omx Group, che si è vista infliggere la multa più alta mai imposta dalla Sec contro un operatore di Borsa. La Sec accusa il Nasdaq di mancanze e carenze durante l'Initial public offering del social network.
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Facebook introduce fan page e alti profili verificati come per Twitter
Anche Facebook si apre alle pagine e ai profili "verificati". Da oggi il colosso di Menlo Park, California, ha infatti dato la possibilità a "un piccolo gruppo di personaggi pubblici di spicco (celebrità, giornalisti, funzionari di governo, i marchi popolari e imprese) con un grande pubblico" di porre un marchio ben visibile per garantire l'autenticità.
"Oggi stiamo lanciando Pagine verificate per aiutare le persone a trovare gli account autentici delle celebrità e le altre persone di alto profilo e imprese su Facebook. Le Pagine verificate hanno un piccolo segno di spunta blu accanto al nome sulla timeline, nei risultati di ricerca, e altrove su Facebook", ha comunicato il social network.
Tra qualche giorno la possibilità sarà estesa anche ai profili. Come scrive Tech Crunch, la mossa di Facebook è una copia degli account verificati di Twitter, che da tempo mostra sulle pagine originali un simbolo ben riconoscibile. Facebook ha una nuova sezione nel suo help center che descrive le caratteristiche di pagine e profili verificati.
L'icona del segno di spunta si comporta come un tooltip, che fornisce ulteriori informazioni sulla verifica quando si passa sopra con il cursore del mouse. Facebook spiega che non c'è modo per gli utenti di richiedere la verifica degli account. È invece possibile segnalare gli account falsi o impostori, chi rappresenta falsamente un'azienda o marchio.
L'icona del segno di spunta si comporta come un tooltip, che fornisce ulteriori informazioni sulla verifica quando si passa sopra con il cursore del mouse. Facebook spiega che non c'è modo per gli utenti di richiedere la verifica degli account. È invece possibile segnalare gli account falsi o impostori, chi rappresenta falsamente un'azienda o marchio.
Facebook ha già avviato un programma di verifica, permettendo alle persone cdi verificare il proprio account con un documento di identità valido. Il social network fondato da Mark Zuckerberg - che nell'ultimo periodo sta perdendo utenti - sta cercando di diventare un canale di trasmissione per i media, i giornalisti e celebrità, come ha già fatto Twitter.
Aumentano le aziende che sospendono la loro pubblicità su Facebook
Cresce il numero di aziende come Nissan che hanno deciso di sospendere le loro inserzioni pubblicitarie su Facebook dopo che le loro campagne sono apparse vicino a post offensivi. Le società sottolineano i rischi che si nascondono dietro la nuova forma di pubblicità mirata, attraverso la quale gli utenti vengono raggiunti da messaggi promozionali costruiti sulla base dei loro gusti e delle loro ricerche sul web.
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Quattordicenne suicida: Moige denuncia Facebook, omesso controllo
Più volte critici nei confronti dei social network, il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilità degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilità ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza.
Il Moige ha presentato una formale denuncia alla Procura di Roma, ed "è pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti più che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" è stato deciso di procedere ricorrendo all'autorità giudiziaria.
"Come genitori - prosegue la presidente del Moige - non possiamo più tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza è centrale. Abbiamo più volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, nè al genitore è riconosciuta la possibilità di esercitare la legittima potestà di controllo sul proprio figlio".
Ed è "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige. Mentre si attende la replica del social network, sulla pagina Facebook Safety dei video di esperti spiegano come difendersi dal cyberbullismo.
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