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Zuckerberg obbligato per contratto a far sesso con la moglie Priscilla


Priscilla Chan, che ha sposato Mark Zuckerberg l'anno scorso dopo un lungo fidanzamento in una cerimonia di basso profilo in linea con i miliardari della Silicon Valley (con viaggio di nozze in Italia), ha preteso che all'interno del patto prematrimoniale una postilla molto singolare: il marito dovrà garantire alla compagna una sessione di sesso "almeno" una volta a settimana, e dovrà inoltre "donarle" altri 100 minuti ogni sette giorni di "tempo di qualità". 

Se in Italia non è una pratica molto diffusa negli Stati Uniti invece  il "Love Contract", vale a dire il contratto prematrimoniale che si suggella prima di convolare a nozze, spopola tra vip e non. C'è ad esempio chi impone alla futura moglie di non ingrassare, pena multe che arrivano fino ai 100.000 dollari. Come riporta il New York Daily News, questo genere di contratti permettono di risolvere una serie di problematiche prima che queste emergano. 

"Le clausole sullo stile di vita sono in aumento - ha spiegato l'avvocato matrimonialista Robert Wallack - una volta era nel bene e nel male, e accettavi quello che succedeva. Ora le persone vogliono dettare come la coppia vivrà all'interno del matrimonio". Tra gli argomenti più comuni anche il tradimento all'interno della coppia. Jessica Biel pare abbia un accordo con Justin Timberlake: se lui la tradisse, lei riceverebbe 500mila dollari in cambio.

Un accordo anche più alto tra Michael Douglas e la moglie Catherine Zeta-Jones: in caso di divorzio lei riceverebbe 2,8 milioni di dollari per ogni anno di matrimonio e, se lui la tradisse dovrebbe darle un bonus di 5 milioni di dollari. E non si tratta solo di tradimenti fisici, ma anche della fiducia: se il cantante Keith Urban, che ha un passato da cocainomane, tornasse a usare stupefacenti, perderebbe ogni diritto sulla fortuna della moglie Nicole Kidman.

La clausole possono riguardare diversi aspetti dello stile di vita - dai rapporti con i suoceri, a quanti e quali animali tenere in casa, dalla forma che il partner deve mantenere alla rilevanza degli hobby nel tempo libero. E se anche non sono vincolanti possono comunque agire da deterrente, uno stimolo mantenere viva la relazione e a non lasciarsi andare. Tuttavia, se ogni tanto non riesce a rispettare l'impegno, non dovrebbe essere causa di divorzio.

Facebook principale causa di divorzi in Gran Bretagna e Italia


Secondo una ricerca del sito Divorce-Online, che fornisce servizi alle coppie che vogliono interrompere il matrimonio, un terzo dei divorzi in Gran Bretagna è dovuto Facebook. "Il social network è il posto più facile dove avere un'avventura extraconiugale, - spiegano gli autori della ricerca, eseguita su un campione di 5.000 richieste -  le persone devono stare più attente a quello che scrivono, anche perché le corti stanno iniziando a usare i post come fonte di prova". 

Secondo le cifre presentate, Facebook è citato fra i responsabili nel 33% dei divorzi, mentre Twitter non arriva allo 0,5%. Tre sono i comportamenti più comuni usati come prova: messaggi 'inappropriati' mandati a persone dell'altro sesso, commenti maligni postati sul proprio partner, e 'soffiate' sul comportamento del marito o della moglie fatte da amici di Facebook. 

Ma "anche in Italia i social newtork sono diventati una delle cause piu' frequenti di infedelta' coniugale e di separazioni/divorzi". A fotografare il fenomeno e' l'avvocato Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (Ami) e autore del saggio I Perplessi Sposi. "Nel nostro Paese almeno il 20% delle crisi coniugali che arrivano in Tribunale - fa i conti il presidente dell'Ami - sono causate da Facebook (80% del totale) e da Twitter (20%). 

Si tratta di un fenomeno denunciato l'anno scorso dall'associazione dei matrimonialisti degli Usa e confermato dall'Ami. Le infedeltà riguardano coppie di tutte le età. Facebook è virtuale solo all'inizio del rapporto ma è poi occasione di incontri veri e propri (il 70% si trasformano in scappatelle, il 30% diventano storie durature e parallele)". Ed è fiorente, assicura Gassani, il commercio di software per risalire alla password del coniuge iscritto su Facebook o Twitter.

Vie: ANSA | Adnkronos

Coppia in divorzio: giudice ordina scambio password Facebook


Un giudice della Suprema Corte New London del Connecticut ha ordinato ad una coppia in fase di divorzio di scambiarsi i dati di accesso a Facebook e di tutti i siti di appuntamenti online ai quali erano iscritti, così che i rispettivi avvocati potessero cercare prove incriminanti per entrambi. 

Inoltre, il giudice Kenneth ha intimato a Stephen e Courtney Gallion di non cambiare le password di accesso o rimuovere prove compromettenti: cosa che invece, secondo il legale del marito, la moglie stava facendo subito dopo la richiesta in udienza del giudice. Da qui l’ingiunzione presentata alla corte ed accettata. 

"Consiglio alle parti di scambiarsi le password di accesso a Facebook e ad altri siti di appuntamenti, ma nessuno di loro potrà accedere ai siti e lasciare messaggi spacciandosi per l’altro", si legge nell’ordine del giudice Shluger che però viola comunque le regole di Facebook al punto 4. 

Prima di procedere con questa richiesta l’avvocato Gary Traystman si era accertato che anche il signor Gallion non avesse qualche segreto online. Secondo il legale, Stephen Gallion aveva avviato le pratiche della separazione, chiedendo la custodia completa dei figlia, dopo aver scoperto alcune mail nel pc che divideva con la moglie in cui Courtney raccontava della sua incapacità di prendersi cura dei figli e di come non si sentisse bene ad essere madre. 

Il signor Gallion si era così convinto che nell'account Facebook della signora ci fossero prove ben più compromettenti. Non è la prima volta che una Corte richiede le password dei profili dei social network per fare luce su un caso. L'ultimo in Pennsylvania il mese scorso in una causa di diffamazione.

Fonte: Forbes
Via: Il Corriere della Sera

Facebook è la prima causa di divorzio negli Stati Uniti


Divorziare per colpa di Facebook. Come racconta una ricerca dell'Ordine degli avvocati matrimonialisti statunitensi Facebook è la causa principale dei divorzi negli Usa. Secondo lo studio almeno quattro avvocati su cinque affermano che la maggior parte dei propri assistiti decide di divorziare dopo aver scovato sul social network la prova schiacciante che compromette il proprio matrimonio. Nonostante il tasso dei divorzi negli Usa resti stabile, anche i matrimoni più solidi possono vacillare quando c'è di mezzo il social network creato da Mark Zuckerberg. Sono innumerevoli i partner che controllano spostamenti e nuove amicizie del proprio coniuge usando la piattaforma di Palo Alto. Nelle cause di separazione le pagine di Facebook sono sempre più citate come fonti di prove. Se fino a qualche anno fa a compromettere un’unione era il classico colletto della camicia macchiato di rossetto o un sms piccante non cancellato, negli ultimi tempi i principali motivi della fine di una relazione sono da imputare alle nuove tecnologie: due terzi degli avvocati americani ha dichiarato che Facebook è la "fonte primaria" delle prove in un procedimento di divorzio, seguita da MySpace con il 14% e da Twitter con il 5%. Il social network permette agli utenti di ritrovare quelle persone che un tempo sono state importanti nella propria vita come amici o amiche di vecchia data. Nella maggior parte dei casi questo riavvicinamento è fatto in buona fede, ma presto si crea una forte intimità con il partner virtuale ed è facile cadere in tentazione. Nasce così una relazione extraconiugale e Facebook è l’innegabile artefice.

Via: Il corriere

Facebook sempre più implicato nelle cause di divorzio


Facebook sta diventando una delle maggiori cause delle rotture fra coniugi, sorpresi a flirtare con perfetti sconosciuti (ma anche con ex mai dimenticati). Da qui il tradimento che, nato come virtuale, si trasforma poi in reale, con tutte le inevitabili conseguenze, soprattutto legali, che ne derivano. A lanciare il grido d’allarme sull’ingerenza di Facebook nella vita di coppia sono stati gli avvocati matrimonialisti inglesi, che hanno raccontato come il sito sia stato citato in tutte o quasi le cause di separazione del recente passato (una media di 30 procedimenti negli ultimi 9 mesi). «Facebook sta assumendo sempre di più il ruolo della “terza parte” nelle cause di separazione - ha spiegato l’avvocato Emma Patel della “Hart Scales and Hodges Sollicitors”, specializzati in diritto di famiglia - ed è da biasimare per il numero crescente di rotture coniugali che ha causato. La sua vasta popolarità rappresenta una tentazione per le coppie, che vengono spinte a tradirsi reciprocamente. Molti coniugi sospettosi hanno usato questi siti per spiarsi l’un l’altro e per trovare le prove di flirt o relazioni extraconiugali che hanno poi portato alla rottura, come messaggi sulla bacheca di Facebook giudicati inappropriati o chat tenute nascoste». A questo proposito, l’avvocato suggerisce sempre ai suoi clienti di stare lontani da Facebook durante le udienze di divorzio, perché potrebbero comprometterle, a maggior ragione se si mettono a postare sul proprio profilo le foto dei nuovi amanti.

Fonte: Il Corriere