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Vasco e le nozze con Laura: un atto puramente tecnico e necessario


Cerimonia civile privatissima a Zocca, come aveva annunciato su Facebook nel maggio scorso, per regolarizzare un'unione di fatto con Laura Schimdt. Migliaia di commenti e auguri sulla pagina Facebook del Blasco. Ma lui, getta acqua sul fuoco, sempre sul social network: se si è sposato è solo per "colpa" del Vaticano, ostile in Italia al riconoscimento delle coppie di fatto.

"Volevo tranquillizzare, sdrammatizzare e placare un pò tutto questo entusiasmo e questa importanza - scrive Vasco - data a un atto puramente tecnico e necessario per dare a Laura gli stessi diritti dei miei tre figli. Per questo è necessario che io firmi un contratto di matrimonio civile. Io che ho sempre considerato il matrimonio come una ben triste condizione di vita. Obbligati a vivere insieme per sempre e per forza quando solo essere liberi di andarsene ogni giorno può dimostrarci la sincerità di un rapporto".


"Come se non fosse l'amore l'unica cosa che conta. In questo credevamo io e Laura. Venticinque anni vissuti insieme non per forza, ma per amore e una famiglia costruita ogni giorno con fatica e sacrifici. Ma in questo Paese - attacca Vasco - le leggi sono poco chiare, sempre confuse e interpretabili, non si sa mai cosa può accadere... e comunque non sono regolamentate chiaramente le coppie di fatto perchè al Vaticano non sono simpatiche e anche ai nostri politici non piacciono tutte queste novità".

"Oggi le coppie di fatto domani le coppie di uomini e poi magari le coppie di pecore e pastori... Quindi, conclude il cantante, domani "non ci sarà una festa.. non ci saranno pranzi ..liste di regali o felicitazioni ma una nuova sconfitta per le nostre convinzioni". Per questo e per i motivi già descritti il Blasco e la sua compagna hanno preferito una cerimonia civile privatissima.

Vaticano: la Guardia Svizzera sbarca ufficialmente su Facebook


Una nuova pagina Facebook per la Guardia Svizzera Pontificia. L’annuncio è del comandante della Guardia il tenente colonnello Daniel Anrig che alla vigilia del giuramento di 26 nuove reclute ha incontrato la stampa nel Bettolino, luogo storico del Quartiere Svizzero in Vaticano frequentato come taverna anche da Gabriele D’Annunzio prima di Porta Pia. L’appuntamento è una consuetudine vaticana.

Così da oggi anche la Guardia, fedelissima custode di una tradizione che risale al 1506, sbarca sui social network per rendere più facile l’accesso ai giovanissimi. "Vogliamo migliorare così la comunicazione con i giovani che altrimenti magari non hanno una occasione per sapere che cosa è davvero la Guardia Svizzera Pontificia", spiega il comandante Anrig. Fino ad oggi c'erano già delle pagine dedicate alla Guardia, ma erano solo iniziative private.

Ora la pagina istituzionale permette di avere informazioni ufficiali sul reclutamento e sul servizio che la Guardia presta al Papa. Molti ragazzi, spiega il comandante, "sono interessati all’aspetto della sicurezza quando decidono di entrare nel Corpo. Sia io che il Maggiore veniamo dalla Polizia svizzera e così si è sviluppato sempre più l’aspetto della preparazione non solo come guardia d’onore, ma proprio come guardia per la sicurezza personale del Santo Padre".

I ragazzi che decidono di far parte della Guardia lo fanno per motivi religiosi (devono essere cattolici) e perchè è una bella scuola di vita. L'interesse c'è sempre nonostante i secoli che passano. Certo i media hanno un ruolo importante per la informazione, ma ci sono anche dei nuovi progetti per il reclutamento. Il nuovo responsabile per questo delicato compito è Bernhard Messmer, ex guardia, classe 1962, entrato in carica da gennaio.

Con lui nove responsabili regionali che sono contattabili sul sito ufficiale e su Facebook. Da ieri pomeriggio sono iniziate le celebrazioni, con i Vespri nella Chiesa del Campo Santo Teutonico in Vaticano e la Commemorazione dei caduti in Piazza dei Protomartiri Romani. Fu qui che nel 1527 le guardie diedero la vita per difendere il Papa dall’assedio dei Lanzichenecchi.



Via: Korazym
Foto: Facebook

Indagini su Facebook della Sacra Rota per annullare i matrimoni


"Sempre più i coniugi cercano la prova dell’inganno su Facebook e queste pagine entrano a far parte degli atti". Così monsignor Paolo Rigon, vicario generale del Tribunale ecclesiastico della Liguria, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale ligure. Ormai, ha affermato il monsignore "nei fascicoli della Sacra Rota si stanno moltiplicando le stampate delle pagine di Facebook". 

Già, perché per ottenere l'annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota non è affatto semplice. Non basta infatti la sola infedeltà del coniuge. Ciò che serve è provare la malafede del partner. Ecco allora che il social network entra in scena: tramite il profilo personale si può indagare e scoprire eventuali inganni compiuti dal marito o dalla moglie. 

Scoprire su Facebook una persona 'diversa' da quella che si è sposato potrebbe dunque essere il primo passo per rivolgersi al Tribunale ecclesiastico, iniziando così l'iter per l'annullamento. La relazione che monsignor Rigon prepara per illustrare i numeri degli annullamenti, è anche una spiegazione di quali siano i motivi che rendono nullo anche il sacramento del matrimonio. 

Nel corso degli anni passati si è parlato di fedeltà, o di scelta di non avere figli come motivi che portano all'annullamento, ma l'argomento di quest'anno è stato invece il dolo. Elemento, questo, sempre esistito, ma introdotto nel diritto canonico nel 1983, quindi codificato piuttosto di recente.

 E in tempi di crisi come quelli attuali talvolta il dolo è anche nascondere al partner di avere pesanti debiti, che peseranno anche sulla vita coniugale. Come sempre il consiglio di monsignor Rigon ai fidanzati è quello di usare il periodo del fidanzamento per conoscersi a fondo, analizzando le scelte di vita, gli hobby, i comportamenti nella vita di tutti i giorni, azioni che svelano un modo di essere.


Fonte: Il Giornale
Via: TG Com

Su Facebook privilegi fiscali al Vaticano, ma la Chiesa si difende


Accusata di godere di privilegi fiscali, nell'aria l'ipotesi di un emendamento per abolire l'esenzione Ici, on line una pagina Facebook che chiede provocatoriamente al Vaticano di pagare la manovra e si avvia a superare le 100mila adesioni, la Chiesa si difende. Decisa a fare chiarezza, come dichiara apertamente oggi Avvenire. ''Attacco alle mense dei poveri'', si legge in prima sul giornale dei vescovi. 

Un riferimento al fatto che un taglio alle agevolazioni fiscali colpirebbe il no profit, cattolico e non. ''Chiesa e no profit nel mirino. Agevolazioni, ecco la verita''' e' infatti il titolo che campeggia sul paginone che sviscera l'intera questione e a cui fanno da corredo la risposta del direttore Marco Tarquinio a un lettore e un editoriale. Tarquinio parla di ''maliziosa deformazione''. 

E' soprattutto nell'ampio articolo pubblicato a pagina 5 che si trovano numeri e spiegazioni. Qui si spiega che l'esenzione Ici ''riguarda tutte le attivita' non commerciali di rilevante valore sociale, anche laiche, e non e' costruita ad hoc per le istituzioni cattoliche''. Che lo sconto del 50% sull'Ires ''riguarda soggetti no profit impegnati in opere di beneficienza e assistenza. Non solo quelli di ispirazione cattolica''. Nessun aiuto ad hoc, insomma. 

Quanto all'8 per mille, ''nel 2010 le assegnazioni alla Cei sono ammontate a 1 miliardo e 67 milioni di euro. L'impiego delle somme puo' essere verificato su www.8xmille.it''. L'esenzione fiscale di cui gode il Vaticano per i suoi immobili non si tocca. Parola di Pier Ferdinando Casini e Rosi Bindi, uniti nel dire no all'introduzione di Ici e Ires anche per i beni ecclesiastici. Il leader dell'Udc e la presidente dell'assemblea del Pd ne parlano a Sky Tg24.

Fonte: ANSA
Via: TMNews

Monta la protesta su Facebook, la manovra la paghi il Vaticano


La protesta contro le agevolazioni fiscali alla Chiesa, che in questi giorni di crisi e manovra aveva più volte fatto capolino nel dibattito politico, sbarca su Facebook con una pagina che in poche ore ha raccolto quasi 70mila adesioni, dal titolo inequivocabile: "Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria". In alto a sinistra un fotomontaggio in cui papa Ratzinger sembra come buttare in aria a piene mani un pugno di dollari. Un mare i post di commento.

 Si va da "Non solo Ici, ci fregano miliardi con l'8 per mille" al romanesco "Cacciate li sordi", passando per veri e propri link a petizioni on line, come quella per l'applicazione dell'Ici agli immobili del Vaticano. Fino a chi propone una sospensione temporanea dei Patti Lateranensi: "Non sarebbe meglio che venisse revocato per 5 anni il Concordato, in modo che la Chiesa possa devolvere in beneficenza i miliardi di euro che riceve dalla Stato Italiano?". 

E da un check dei profili che i promotori stanno conducendo emerge che a scrivere sono laici e cattolici, gente di sinistra e non. L'iniziativa, che arriva all'indomani dal monito contro gli evasori fiscali lanciato dal capo dei vescovi italiani, card. Angelo Bagnasco, parte da un 43enne di Parma, Alessandro, libero professionista che lavora nel campo dell'informatica, e da un gruppo di suoi amici sparsi per l'Italia che condividono la stessa professione e la stessa abilità con il pc e la rete. 

Nel mirino: l'esenzione dall'Ici su un patrimonio immobiliare che alcune stime calcolano in 115mila edifici spesso di grande pregio; gli sgravi del 50% sull'Ires per gli enti il cui fine è equiparato ad assistenza e istruzione; gli introiti dell'8 per mille; l'esenzione Irpef per i dipendenti vaticani.

Via: Il Tempo

Papa Giovanni Paolo II approda su Facebook e YouTube


In vista della beatificazione di papa Giovanni Paolo II il prossimo primo maggio su Facebook e' stata lanciata una pagina a lui dedicata. Nella pagina sul social network sono stati inseriti i videoclip di papa Wojtyla presenti su Youtube, che ripercorrono il pontificato anno per anno, con la voce del futuro beato e in varie lingue. Gli audio sono stati forniti e selezionati dai programmi linguistici della Radio Vaticana, sui quali il Centro Televisivo Vaticano (Ctv) ha realizzato un montaggio video. L'obiettivo, indica una nota diffusa per l'occasione, e' quello di diversificare gli strumenti ''per dare il massimo risalto possibile e la massima diffusione a questa iniziativa''. ''Sappiamo quante persone sono emozionate all'avvicinarsi della beatificazione di Giovanni Paolo II'', ha spiegato padre Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana, in un'intervista rilasciata all'emittente pontificia. ''E allora abbiamo cercato un'ulteriore via, oltre a quelle gia' disponibili, per permettere a tutte le persone interessate di riprendere contatto con la figura di Giovanni Paolo II anche attraverso immagini e parole che sono state molto amate nel suo lunghissimo Pontificato. Questo e' lo scopo di aprire una nuova pagina specifica su Giovanni Paolo II, sia su Youtube sia, questa volta, anche su Facebook''. La nuova pagina web e' ''una via in piu''' in cui Papa Giovanni Paolo II continua a parlare soprattutto ai giovani, ha aggiunto il portavoce vaticano. E poi, noi crediamo ad una sua presenza spirituale efficace, la sua presenza viva''.

Papa Benedetto XVI: "si a Facebook ma non create falsi profili"


Su Facebook e nella ricerca di un sempre maggior numero di "amici", bisogna sempre essere "fedeli a se stessi" e mai cedere a trucchi o "illusioni" come la creazione di una falsa identità attraverso il proprio "profilo". E' il primo monito dell'era dei social network mai lanciato da un Papa, quello lanciato da Benedetto XVI, in particolare ai giovani, nel suo messaggio per la 45esima Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali. Ma Benedetto XVI non ha limitato la sua riflessione a Facebook allargando la riflessione a "un fenomeno caratteristico del nostro tempo: il diffondersi della comunicazione attraverso la rete internet". Il messaggio s'intitola infatti "Verita', annuncio e autenticità di vita nell'era digitale". "Le nuove tecnologie - aggiunge il Pontefice - non stanno cambiando solo il modo di comunicare, ma la comunicazione in se stessa, per cui si puo' affermare che si è di fronte ad una vasta trasformazione culturale, con inedite opportunità di stabilire relazioni e di costruire comunione". "Cristo è la risposta piena e autentica a quel desiderio umano di relazione, di comunione e di senso che emerge anche nella partecipazione massiccia ai vari social network", scrive il Papa. E i credenti devono contribuire "affinche' il web non diventi uno strumento che riduce le persone a categorie, che cerca di manipolarle emotivamente o che permette a chi è potente di monopolizzare le opinioni altrui". Il Papa chiede anche sul web di "testimoniare con coerenza, nel proprio profilo digitale e nel modo di comunicare, scelte, preferenze, giudizi che siano profondamente coerenti con il Vangelo".