Cancellato dall'ex su Facebook, gli viene l'asma

Si tratta del primo caso di asma scatenato da Facebook. Vittima un diciottenne, lasciato dalla fidanzata e da lei tolto anche dalla lista degli amici sul web. Tutte le volte che vedeva la fotografia della sua ex sulla bacheca di altri contatti e si accorgeva che lei continuava a chattare con i suoi rivali, il ragazzo veniva colto da attacchi identici a quelli provocati dalla polvere. «Non era mai stata descritta in letteratura una situazione del genere. Una volta dimostrato il legame tra facebook e le crisi asmatiche abbiamo scritto alla rivista Lancet che ha immediatamente accettato il lavoro sull’edizione on line. Il ragazzo, già asmatico da diversi anni e paziente degli allergologi in quanto sensibile agli acari, nella stagione estiva di solito stava bene grazie alla tregua stagionale concessa solitamente da questi allergeni. La scorsa estate invece ha continuato ad accusare la stessa sintomatologia tanto che i medici sono stati costretti a prescrivergli anche nei mesi caldi la terapia a base di cortisonici e broncodilatatori per via inalatoria e di farmaci antileucotrienici (pasticche orali). La verità è stata scoperta grazie all’intuizione e alle capacità da segugio della mamma dell’innamorato. La donna ha notato che il figlio era particolarmente stressato per essere stato mollato ma soprattutto perché era stato cancellato da Fb.

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/

Usa: marijuana legale, 170000 dlr dai cofondatori di Facebook


D'ora in poi essere trovato in California con una piccola dose di marijuana comportera' solo una semplice multa come quella per eccesso di velocita'. Un mese prima del referendum che potra' portare in California alla completa legalizzazione della marijuna, il governatore Arnold Schwarzenegger ha infatti firmato una legge che depenalizza il possesso di piccole dosi di 'erba', riducendolo a semplice infrazione e non piu' un crimine processabile.

Una foto di Sarah all’obitorio pubblicata come foto su profilo facebook


Ancora oltraggio alla figura della ragazzina Sarah Scazzi uccisa dallo zio Michele Misseri ed arriva proprio da Facebook. Dopo i gruppi a favore dello zio e rimossi prontamente dalla Polizia Postale, ieri pomeriggio per pochi minuti sul social network è comparso un nuovo profilo, visibile a tutti, denominato "Sarino Scazzi". Aveva come foto il cadavere di una ragazzina bionda, sistemato su un tavolone di ferro.

Sembrava proprio una foto, scattata da un cellulare, fatta al cadavere della povera Sarah nell’obitorio dell’ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto dove è rimasto per poco più di 24 ore, dalla mattina di giovedì quando è stato ripescato dalla cisterna di Avetrana dove era stato gettato dallo zio, al primo pomeriggio di venerdì quando, ultimate le operazioni da parte del medico legale Luigi Strada, è stato riconsegnato alla famiglia.

È stato un frequentatore di Facebook a segnalare ai carabinieri il nuovo, inquietante profilo, ma i militari dell’Arma, hanno avuto solo il tempo di visionare la foto - ritenuta plausibilmente vera - perché dopo una manciata di minuti è stato tutto rimosso. Il fatto - gravissimo - resta però in tutta la sua interezza e gli inquirenti, con la collaborazione della polizia postale e i responsabili del social network, cercheranno di risalire a chi ha messo sul web, visibile a tutti, una foto che sembrava proprio quella del cadavere di Sarah.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Su Facebook i commenti dei militari colpiti in Afghanistan


«Mi sono rotto di stare qua in Afghanistan, non si capisce nulla». Il messaggio, datato il 3 ottobre scorso è l'ultimo che appare nella bacheca di Luca Cornacchia, il militare abruzzese ferito ieri mattina nell'attentato nella zona di Farah, dove hanno perso la vita quattro militari italiani. Una pagina in cui, attraverso articoli foto e canzoni, Cornacchia racconta la vita in Afghanistan e il contributo alla vita di tutti i giorni. Come immagine di profilo il militare ha scelto una foto di Ernesto Che Guevara. Tra gli ultimi messaggi della bacheca, tra una video di Carmen Consoli («Amore di plastica») condiviso giovedì e una canzone di Vasco Rossi, spicca la foto di un soldato che dà la mano a un bambino del posto, con lo slogan «non importa quando doniamo ma quanto amore mettiamo in quello che doniamo». C'è anche spazio a un messaggio di speranza, «tranquilli cuccioli vi riporto tutti a casa...», scrive agli amici a casa parlando dei suoi commilitoni, tra i commenti di un video in cui scorrono le immagini dei soldati statunitensi che riabbracciano le proprie famiglie. E poi rivolto alla moglie, Monica, scrive, «amore sei la mia vita...».


Anche una delle vittime, Francesco Vannozzi, ha lanciato qualche messaggio dall'Afghanistan. Brevi testi per dire di essere ossessionato dalla sabbia. Nella sezione Info compaiono tre citazioni di taglio decisamente militare: «Si vis pacem, para bellum». «Non so con quali armi combatteremo la Terza guerra mondiale, ma nella Quarta useremo sassi e bastoni». «Io non credo nel paradiso; credo nel dolore, credo nella paura, credo nella morte». La morte dopo qualche giorno l’ha incontrata davvero.


«Meglio morire in piedi che vivere una vita strisciando» ha invece scritto nella sua pagina Gianmarco Manca, un altro dei caduti di Farah. Sulla sua bacheca pochi post nei mesi scorsi che raccontano in modo insofferente la vita nella base. «Fuori fa caldo......in tenda di piu'......ma dove cavolo devo andare per trovare un po' di fresco??????porca p..........». Al suo arrivo in Afghanistan, il 15 agosto Gianmarco aveva scritto: “Inizia una nuova avventura, ciao Italia ci si vede presto”, salutando il suo Paese, senza poter mai immaginare che non avrebbe più fatto ritorno.

Fonte: http://www.corriere.it/esteri/