Facebook assume Joe Lockhart, ex portavoce di Bill Clinton


Facebook assume un ex portavoce presidenziale per guidare le comunicazioni aziendali. Dopo il fiasco della mancata assunzione di Robert Gibbs, ex uomo stampa di Barack Obama dato in arrivo qualche mese fa, adesso è ufficiale: arriva Joe Lockhart, già portavoce della Casa Bianca durante la seconda presidenza di Bill Clinton alla fine degli anni Novanta.

Londra: i giurati decidono su Facebook, processi a rischio


Facebook è diventato in Gran Bretagna lo strumento di discussione di decine di giurati che infrangono la legge ogni anno discutendo i loro casi sul sito e mettendo a rischio la validità dei processi. A rivelarlo è il Times, che in un'inchiesta ha scoperto come molti giurati affermino sui loro profili Facebook di aver già deciso se un imputato è innocente o colpevole, prima ancora di aver sentito tutte le prove. Addirittura, in un post visionato dal quotidiano a gennaio, un giurato chiedeva ai suoi amici di pronunciarsi sulla colpevolezza o sull'innocenza dell'imputato del caso che stava seguendo. "Grazie per i contributi", ha scritto dopo l'uomo di Edimburgo, "tuttavia, mi hanno consigliato di rimuovere il post perché a quanto pare una giuria su Facebook non è valida in un processo". Ora ai giudici è stato detto di avvertire i giurati contro l'utilizzo di internet all'inizio del processo e il Lord Chief Justice - che presiede sulla Corte di Appello, la Divisione Criminale e la Divisione del banco della regina dell'Alta Corte - ha diffuso una nota in cui comunica che i giurati rischiano fino a due anni di carcere se discutono di un caso al di fuori del tribunale. Ma un giudice della Corte d'Appello interpellato dal giornale ha dichiarato che si tratta di un "problema reale e sempre più diffuso" che potrebbe servire ad alcuni criminali a ottenere un appello. È quanto è infatti accaduto in un caso che verrà sentito alla Royal Courts of Justice questa settimana: un giurato e un imputatosi erano messi in contatto su Facebook, facendo fallire un processo per droga e spingendo un uomo incarcerato per quel caso a presentare un appello per il suo rilascio.

Referendum: quorum raggiunto anche grazie a Facebook


"Il merito per il raggiungimento del quorum va anche ai social network, ma decisiva e' stata l'attenzione e la voglia di protagonismo dell'elettorato". Michele Sorice, direttore del Centro Studi su Media e Comunicazione dell'Universita' Luiss di Roma, parla all'Adnkronos di social network e referendum. "Facebook e Twitter - osserva - da soli non avrebbero mai mobilitato cosi' tanti cittadini, quote consistenti di elettorato restano infatti fuori dal web". "I social network hanno creato connessione e passaparola, e hanno mobilitato quella parte di opinione pubblica disposta a farsi mobilitare. Sul web - sottolinea Sorice - c'e' stato il cosiddetto 'effetto alone': come un'espansione a raggiera, c'e' stata una sensibilizzazione crescente tra gli utenti".  "L'arma migliore di internet - sostiene il massmediologo - e' stata l'ironia, come ha dimostrato anche l'ultima tornata elettorale delle amministrative". Guardiamo a quanto avvenuto in Nord Africa: in quel caso c'era una grande sofferenza da parte della popolazione piu' giovane che e' anche la piu' attiva su questo tipo di media. Ma il peso di Facebook e Twitter non va "sopravvalutato", "determinante - prosegue - e' stata la partecipazione di settori della societa' civile - come le organizzazioni religiose - che in genere restano in silenzio". "Sulla funzione informativa dei social network spesso si esagera. Twitter resta uno strumento di informazione, usato anche dai media mainstream. Facebook, invece, non e' un mezzo di informazione ma di attenzione sull'informazione, con la condivisione di link e video", conclude Sorice.

Facebook perde utenti Usa ma cresce nel resto del mondo


Facebook è in continua espansione verso i 700 milioni di utenti, dopo aver raggiunto 687 milioni attivi ogni mese per l'inizio di giugno, secondo il servizio dati di Inside Facebook Gold. La maggior parte dei nuovi utenti continuano a venire da paesi che sono relativamente in ritardo nell'adozione di Facebook, secondo il trend dell'anno passato. Secondo Inside Facebook la crescita complessiva è stata inferiore a quella normale per il secondo mese consecutivo, il che è insolito. 

L'azienda ha guadagnato 11,8 milioni di persone in più rispetto a maggio, a seguito di 13,9 milioni rispetto ad aprile. Al contrario, i nuovi utenti sono aumentati di almeno 20 milioni rispetto al mese tipico, mentre ci sono stati un paio di mesi che ha registrato numeri di crescita inferiori. Gli Stati Uniti hanno perso quasi 6 milioni di utenti, passando da 155,2 milioni a inizio maggio a 149,4 milioni alla fine dello stesso.

In Canada è scesa in modo significativo, da 1.520.000 fino a 16,6 milioni, anche se ha oscillato intorno a quel numero per l'anno passato. Nel frattempo, il Regno Unito, la Norvegia e la Russia hanno registrato perdite per 100.000. Bug nello strumento di pubblicità Facebook che fa da traino a queste informazioni, i cambiamenti stagionali come la fine della scuola, e altri fattori a breve termine, possono influenzare il numero di mese in mese. 

Eppure, per il momento in Facebook raggiunge circa il 50% del totale della popolazione in un dato paese (più o meno, a seconda del tassi di accesso ad internet in quel paese), la crescita rallenta ed in generale segna una battuta d'arresto. Finora, Facebook è stato in grado di compensare le perdite con i paesi in via di sviluppo densamente popolati come il Messico, Brasile, India e Indonesia.