Tribunale pakistano sblocca l'accesso a Facebook


Mentre il Bangladesh ha bloccato l'accesso Facebook a causa delle pubblicazioni di caricature del Profeta e altri immagini definite «odiose» da alcuni dirigenti del paese asiatico, un tribunale pachistano ha ordinato di rimuovere il bando contro Facebook ordinato per la pubblicazione di un concorso di vignette su Maometto. 

L'oscuramento era stato deciso dall'Authority pachistana per le telecomunicazioni una decina di giorni fa. A sbloccare Facebook è stata l'Alta Corte di Lahore. Nella seduta di stamattina il giudice Ejaz Chaudry ha ordinato di ripristinare l'accesso al popolare social network, che conta milioni di appassionati pachistani. 

La sospensione temporanea del sito (che scadeva oggi) era stata imposta lo scorso 19 maggio in seguito alla denuncia di un gruppo di legali pachistani relativa a un provocatorio concorso di disegno su Maometto organizzato da una vignettista americana. A eseguire l'ordine dei giudici era stata l'Authority delle telecomunicazioni pachistane. 

Le immagini, considerate blasfeme in quanto l'Islam vieta di raffigurare Maometto, avevano sollevato violente proteste in diverse città pachistane e portato alla censura di Facebook, YouTube e altri 800 website contenenti il materiale considerato sacrilego. 

La scorsa settimana, il ministro degli interni Rehman Malik, egli stesso un seguace di Facebook e Twitter, aveva proposto al governo di rimuovere il bando sui social network. YouTube era quindi stato sbloccato, ma per Facebook occorreva il via libera dell'autorità giudiziaria, che è arrivato oggi.

Fonte: Ansa
Foto: Ansa

Massacrata a bastonate dall'amico conosciuto su Facebook


Carlotta, 34 anni, è stata massacrata di botte. «E’ stato il mio fidanzato. No, anzi, un amico, ci conoscevamo da poco» ha detto  ai medici del San Giovanni Bosco di Torino. E’ arrivata sotto choc, lividi dalla testa ai piedi, fratture alle costole, naso rotto vertebre incrinate, commozione cerebrale, contusione polmonare e pneumotoracica. 

«Lesioni gravissime» secondo la procura, che ha coordinato le operazioni di arresto dell'uomo, 44 anni. L’aggressione a Carlotta è avvenuta nel suo alloggio, una palazzina signorile. Sono stati gli inquilini a chiedere l’intervento degli agenti della «Volante». Hanno visto Carlotta, attorno all’1,30 di ieri, nel portone, con il volto insanguinato e in stato di choc. 

Non è ancora chiara la dinamica del pestaggio. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire con certezza soltanto l’uscita dei due venerdì sera, per mangiare una pizza in un locale della zona. Poi, sono andati a casa dell'aggressore. Secondo una prima ricostruzione, pare che i due si siano conosciuti attraverso Facebook. E qui, la situazione è nebulosa. 

Sembra che a scatenare l’ira dell’uomo sia stato un gesto apparentemente innocuo della giovane: ha aperto l’armadio e ha criticato il modo in cui erano sistemati i vestiti. Quel comportamento avrebbe spinto l'uomo a picchiare Carlotta, prima con le mani e poi con un bastone. Ci sono ancora molti punti oscuri, in questa storia di violenza. L’aggressore, ieri sera, è stato trasferito prima in questura per la fotosegnalazione e poi in una cella delle Vallette, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Fonte: La Stampa

Anche il Bangladesh blocca Facebook temporaneamente


Il Bangladesh ha temporaneamente bloccato l'accesso a Facebook. Lo hanno annunciato le autorita' locali, sostenendo che il sito di social network viene usato per la satira politica e per offendere il paese a maggioranza musulmana. 

La commissione nazionale di sorveglianza delle Telecomunicazioni (Btrc) ha ordinato a due provider di bloccare il sito, dopo l'arresto di un giovane, Mahbub Alam, che aveva postato immagini satiriche di due esponenti politiche, la primo ministro Sheikh Hasina e la leader dell'opposizione Khaleda Zia. 

"Il website restera' bloccato fino a nuovo avviso", dice l'ordine, mentre il presidente di Brtc, Zia Ahmed, ha spiegato ai media che alcune immagini e cartoon potrebbero urtare la suscettibilita' religiosa della popolazione musulmana. Facebook è stato oscurato la settimana scorsa anche in Pakistan, su ordine della magistratura, a causa di un concorso online di vignette su Maometto. 

Il blocco del social network, molto popolare nel paese, specialmente tra i giovani, ha innescato a sua volta le proteste degli utenti. "E' una decisione sbagliata che dovrebbe essere revocata immediatamente", ha detto Mohammad Zafar Iqbal, professore di informatica alla Shahjalal University of Science and Technology. "Invece di congelare l'intero sistema, gli sforzi dovrebbero tendere a scovare e punire i colpevoli". 

Nei giorni scorsi, per lo stesso motivo, anche il Pakistan aveva deciso di oscurare il collegamento al social network. Ma subito, le stesse immagini, sono apparse su YouTube. Centinaia di dimostranti erano sfilati per le vie di Dhaka venerdì scorso chiedendo azioni contro Facebook, accusato di diffamare il profeta. La pubblicazione di vignette simili in giornali danesi nel 2006 aveva provocato violente proteste nei paesi musulmani, con 50 morti in tumulti di piazza.


Fonte: Reuters

Facebook semplifica le opzioni sulla privacy e le impostazioni


Invece di dover impostare una miriade di controlli, per tutto il materiale condiviso si potrà scegliere con un clic fra tre livelli possibili di protezione. Ovvero, decidere se condividere ciascun tipo di contenuto su Facebook con chiunque, solo con i propri amici oppure anche con gli amici degli amici. «Ci siamo resi conto di aver apportato molti cambiamenti, così ci siamo presi un po’ di tempo per ascoltare con attenzione i vostri commenti, e capire come rispondere al meglio alle vostre preoccupazioni».