Hacker entra e aggiorna lo status del profilo di una donna morta



Ha perso la madre nove mesi fa per un cancro al seno. Shelby, la figlia 15enne della donna, non poteva credere ai suoi occhi quando ha visto che il profilo della madre su Facebook era stato aggiornato. Un hacker si sarebbe introdotto nell'account della donna per vendere... pillole per "pulire" il colon. Ora. Si tratta di un "colon cleanser" e non ho trovato un'altra traduzione. 

Illuminatemi in materia perché non si finisce mai di imparare, soprattutto sul colon. Sono in altre parole pillole per dimagrire e dovrebbero avere un effetto lassativo (sono purganti praticamente), fanno bruciare grassi, depurano e fanno perdere l'appetito. Cosa che a me non succederà mai. Neanche con tutte le pillole del mondo. 

Il prodotto in questione pubblicizzato nell'update profile di Helen Breimer, di Truro (vicino ad Halifax, in Nova Scotia) si chiama CleanseProX. "Ho perso 8 pounds grazie alla confezione di pastiglie depurative per il colon che potrete avere gratis per un periodo di prova. Visitate il sito PurgeColon.net per ottenerne una".

Lo status è stato aggiornato da un cellulare, programma che la madre non aveva mai scaricato sul suo telefonino. Un avvocato per la privacy della Nova Scotia ha parlato di altri casi simili che si sono verificati ultimamente e che sono collegati all'uso di Facebook Mobile. La famiglie e gli amici della donna hanno già chiamato i produttori di CleanseProX, la Teloxys Technologies Ltd che ha promesso la rimozione immediata del messaggio pubblicitario. 

La compagnia è pronta a "postare" le scuse su Facebook. La famiglia Breimer è pronta invece a un'azione legale. "Mia madre avrebbe fatto lo stesso" ha detto Shelby. E pensate che all'inizio dell'anno Facebook ha promesso agli utenti canadesi più sicurezza e garanzie sui dati e le informazioni personali trattate e usate in modo improprioda terzi. Alla faccia.

Fonte: Blogosfere

Facebook apre in Italia e getta le basi per espandersi nel mercato IT


Facebook crede nell'Italia: il team management del social network ha deciso di aprire l'ufficio commerciale italiano a Milano con lo scopo di offrire la massima assistenza al numero crescente di inserzionisti presenti sul territorio italiano. La decisione dei vertici di Facebook dimostra come il mercato italiano dimostra vivacità e interesse per le caratteristiche di Facebbok, che offre una gran visibilità grazie al costante afflusso di utenti.

Google fa il pieno di utili, Facebook cresce oltre le attese


Google sta bene ma Facebook ancora meglio. Se il motore di ricerca ha registrato nel terzo trimestre un utile netto di 1,64 miliardi di dollari, o 5,13 dollari per azione, contro gli 1,29 miliardi, o 4,06 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso battendo dunque la crisi, il superportale di social network è cresciuto tanto velocemente da essere già in utile rispetto ai piani che vedevano l’attivo nel 2010. Insomma, Google pare aver trovato un fiero concorrente nella raccolta pubblicitaria in rete. 

Eppure solo all’inizio dell’anno autorevoli studi avevano pronosticato tempi difficili per i siti di social network, oltre a Facebook, YouTube o MySpace che permettono ogni giorno a milioni di persone (amici e no) di condividere idee e informazioni. Ma se gli altri due ancora faticano a vedere il pareggio (alle spalle hanno però colossi come Google e News Corp), Facebook nell’ultimo anno ha registrato una crescita da capogiro. 

Negli ultimi due mesi gli utenti sono passati da 250 a 300 milioni facendolo diventare il sito di social network più popolare del web. E quindi ben ha fatto il suo giovane fondatore Mark Zuckerberg, 24 anni, a voler restare indipendente. Partito nel 2004 con una «mancetta» da 12 milioni di dollari versati da alcuni fondi di investimento, dopo due anni rifiutò un’offerta da un miliardo di dollari avanzata da Yahoo permettendo, l’anno seguente, a Microsoft di acquistare un misero 1,6% per 200 milioni di dollari. 

Secondo il Wall Street Journal quest’anno Facebook porterà a casa utili per 500 milioni di dollari. Il direttore operativo di Facebook Sheryl Sandberg ieri ha spiegato le differenze tra la sua società e Google. «Mentre il motore di ricerca - ha detto - intercetta le persone che cercano direttamente quello che vogliono, Facebook è in grado di influenzare la domanda proponendo a tutti i suoi utenti pubblicità mirata». Per fare questo Facebook sta aprendo diversi uffici commerciali e questa settimana è sbarcata anche in Italia. E come Google sta anche lanciando nuove applicazioni. 

Via: Il Giornale

La Siria oscura Facebook senza spiegazioni con grande sorpresa


Le autorità siriane hanno oscurato Facebook, senza dare alcuna spiegazione in merito alla loro iniziativa. La mossa ha destato grande sorpresa tra i numerosi utenti siriani del sito, visto che in genere, nel paese, sono i siti a carattere politico o di informazione a cadere sotto la scure della censura. 

Negli ambienti dell’opposizione si è diffusa la convinzione che la decisione sia stata presa perchè un numero crescente di scrittori e intellettuali siriani usa il sito per lanciare messaggi non graditi al regime, ad esempio sull’abolizione della pena di morte o sulla scarcerazione di oppositori come Anwar al-Bunni e Michel Kilo. 

Facebook, che è nella top-ten dei siti più cliccati al mondo e ha l’obiettivo di mantenere in contatto giovani e studenti di tutto il mondo, si aggiunge quindi agli altri celebri siti già criptati dalle autorità siriane, tra cui YouTube e Blogspot, oltre a quelli di partiti e organizzazioni siriane, giornali arabi e internazionali, associazioni civiche, forum di discussione. 

Recentemente, le autorità di Damasco hanno adottato misure che mirano a limitare la pubblicazione di commenti anonimi su internet, sistema cui fanno ricorso molti scrittori siriani per sfuggire alla censura. A questo scopo, lo scorso luglio il ministro delle Telecomunicazioni e della Tecnologia, Amir Nasir Salim, ha emesso un decreto che esorta tutti i titolari di siti a pubblicare le firme di chi pubblica articoli o commenti, sotto la minaccia di oscurare il sito.

Via: La Stampa