Il Bangladesh ripristina l'accesso a Facebook


Il Bangladesh ripristina l'accesso al sito di Facebook una settimana dopo averlo bloccato per la pubblicazione di vignette su Maometto. L'ordine di revoca del blocco e' stato dato dalla Commissione che regola le telecomunicazioni (BTCR) dopo che Facebook aveva accettato di ritirare le immagini in questione. Le vignette sono state giudicate offensive in questo paese asiatico a maggioranza musulmana. 

La decisione arriva qualche giorno dopo un analogo ripristino dell'accesso a Facebook dal Pakistan. Sulle pagine del noto social network erano inoltre apparse immagini definite "odiose", di alcuni dirigenti del Paese asiatico. Facebook era stato bloccato la sera del 29 maggio scorso ed un giovane uomo era stato fermato dalla polizia. La decisione era stata presa dopo che il sito aveva "ferito la sensibilità religiosa della maggioranza musulmana della popolazione" pubblicando caricature di Maometto, aveva dichiarato il presidente provvisorio del BTRC, Mahmud Delwar. 

"Alcuni link del sito contenevano anche immagini odiose dei nostri dirigenti, compreso il padre della nazione, Cheikh Mujibur Rahman, l'attuale primo ministro Cheikh Hassina e il leader dell'opposizione", aveva aggiunto il responsabile. Le autorità "non possono tollerare queste immagini offensive", aveva aggiunto Delwar, precisando tuttavia che il blocco sarebbe stato "temporaneo". "Facebook sarà riaperto nel momento in cui saranno cancellate tutte le pagine che contengono queste immagini odiose", aveva assicurato.

Fonte: ANSA
Via: RaiNews

Madre ritrova su Facebook i figli scomparsi da 15 anni

Una donna californiana ha ritrovato i suoi due figli, scomparsi 15 anni fa, digitando i loro nomi su Facebook. La donna non vedeva più i figli, un maschio e una femmina, dal 1995: i bambini, che all'epoca avevano rispettivamente tre e due anni, erano stati portati via dal padre, Faustino Utrera. La coppia all'epoca era divorziata ma i figli erano stati assegnati alla madre, che vive a San Bernardino (California). La donna ha avuto recentemente l'idea di digitare su Facebook il nome di sua figlia, adesso adolescente. In brevissimo tempo ha trovato il suo proflio scoprendo che viveva in Florida con il padre e il fratello. La madre si è rivolta alle autorità che hanno arrestato l'uomo, accusandolo di rapimento e di avere violato gli accordi sulla custodia dei figli.
"Abbiamo fatto qualche indagine supplementare fino a quando non abbiamo trovato il signor Utrera ed i bambini in Florida", ha dichiarato all'Orlando WESH-TV il  procuratore distrettuale di San Bernardino Kurt Rowley. Utrera è stato arrestato e la custodia dei due figli è stata consegnata temporaneamente al Dipartimento famiglie e bambini della Florida (DCF). Con il loro padre in carcere, i bambini saranno restituiti alla loro madre. La famiglia si è incontrata in Florida e tornerà presto in California, ma Carrie Hoeppner, dipendente del DFC prevede ci vorrà un adeguamento graduale per i bambini, che da piccoli non hanno conosciuto la loro madre. "Non vi è alcun rapporto tra di loro", ha detto Hoeppner alla WESH-TV. "Immaginiamo che il ricongiungimento non sarà subito felice. Per questo, infatti, ci vorrà del tempo e sarà progressivo. Questi bambini dovranno costruire un rapporto, e questo non è qualcosa che avverrà dall'oggi al domani."
Fonte:  Aol News

Violenta la figlia e fugge in Brasile, tradito da Facebook


La sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, a conclusione di una laboriosa ed articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania e la Divisione Interpol, in Brasile, località Salvador de Bahia, hanno arrestato G.O., di 53 anni. 

Latitante da ben 8 anni, era stato condannato, in I grado, alla pena di anni 9 di reclusione perché resosi responsabile di gravissimi abusi sessuali sulla figlia che, all’epoca dei fatti aveva solo 4 anni. Le violenze - secondo gli investigatori - sono state commesse nell'aprile del 2001 a Napoli e a Ischia. Nelle ultime settimane l'uomo aveva cercato ripetutamente di mettersi in contatto con la ragazza attraverso Facebook, circostanza che ha consentito alla Questura di Napoli e alla polizia postale della Campania di individuarlo e di coordinarne l'arresto con l'ausilio la polizia internazionale. 

Per quei reati, nel novembre del 2005, O.G. era stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. Alla fine di gennaio 2009, la Corte d'Appello aveva confermato la condanna emessa dal tribunale di Napoli. La Cassazione, nel maggio del 2010, aveva invece annullato la sentenza rinviando il giudizio ad un' altra sezione della Corte. Le autorita' italiane hanno avviato le procedure di richiesta al Brasile per l'estradizione del latitante.

Via: Il Nolano

Mark Zuckerberg: Siamo nel giusto, la privacy è importante


Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg è intervenuto nel corso dell'ultima edizione della D8 Conference, evento organizzato dalla testata specializzata All Things Digital. Un'intervista non particolarmente semplice per il 26enne creatore del social network in blu. Anche perché i giornalisti Walt Mossberg e Kara Swisher non hanno esitato a parlare subito di privacy, argomento infuocato nell'ultimo periodo. Zuckerberg si è subito posizionato sulla difensiva: