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Harvard: usare Facebook è come fare sesso, stesso appagamento


Postare opinioni e commenti su Facebook è diventata una vera e propria mania per milioni di persone in tutto il mondo. Ma per gli scienziati dell'Università di Harvard c'è anche qualcosa in più: utilizzare il social network dà un grado di soddisfazione pari a quella offerta dal sesso. È quanto emerge da uno studio condotto da due neuroscienziati del famosissimo ateneo statunitense, Diana Tamir e Jason Mitchell.

Secondo i ricercatori svelare sè stessi e le proprie esperienze su Facebook stimola la regione del cervello collegata al piacere, provocando un rilascio di dopamina, la sostanza chimica associata alla reazione che abbiamo quando compiamo un atto sessuale. Le persone che si sono sottoposte alla ricerca potevano rispondere a domande del tutto oggettive o raccontare la propria opinione su svariate questioni politiche e sociali.

Nonostante la ricompensa monetaria per rispondere alle domande oggettive fosse più alta, la maggior parte dei partecipanti ha scelto di essere pagata meno pur di poter parlare di sé e delle proprie opinioni. "La maggior parte delle persone - sostengono gli esperti - dedica il 30-40 percento dei discorsi parlando delle proprie esperienze, mentre sui social media la percentuale sale fino all'80%".

"Gli esseri umani sono naturalmente portati a voler condividere i propri pensieri, e avere la possibilità di farlo è vissuta come una sorta di premio soggettivo", hanno spiegato ancora Tamir e Mitchell, sottolineando che il desiderio di mettere in comune con gli altri le proprie esperienze rappresenta una potente forma di piacere, pari a quella che si prova soddisfacendo bisogni primari come nutrirsi e fare sesso.

Via: LEGGO
Foto dal web

Le bufale sui metodi contraccettivi corrono su Facebook


Una recente indagine pubblicata sul Journal of Adolescence Health svela che Facebook è fra le principali fonti di creazione di falsi miti sulla contraccezione. Per esempio, la prima volta è impossibile rimanere incinta. Una situazione grave cui si deve porre rimedio, se è vero che sette teenager italiani su dieci hanno un profilo su Facebook e il 17,2% trascorre sul web più di tre ore al giorno. Inoltre, l'abitudine ad una sessualità sempre più esplicita su internet si traduce in rapporti non protetti nella vita reale. A lanciare l'allarme la Società italiana di ginecologia e ostetricia, secondo la quale la soglia del pericolo è più bassa nei giovani che trascorrono ore in rete scambiandosi messaggi, foto o video ad alto contenuto erotico. "La nostra pratica clinica - spiega Emilio Arisi, consigliere nazionale Sigo - ci conferma quanto emerge da diverse indagini internazionali: gli adolescenti usano sempre meno precauzioni con un aumento di gravidanze indesiderate ma soprattutto malattie sessualmente trasmissibili". In Gran Bretagna, ad esempio, è stata riscontrata una forte correlazione tra le aree in cui Facebook é molto popolare e il numero di persone affette da sifilide: i dati parlano di più 400% dei casi di contagio. Il tema è al centro del Convegno nazionale promosso oggi a Roma dalla Sigo: in Italia il 14% dei teenager manda proprie foto di nudo per ottenere regali, il 40% guarda abitualmente immagini o video a sfondo sessuale, il 22% ha rapporti intimi con qualcuno conosciuto solo in internet.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/