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Annettere Lombardia alla Svizzera, petizione postata su Facebook
Dodicimila firme per il sì in appena quattro giorni. Dopo che il ministro della Difesa della Confederazione elvetica, Ueli Maurer, ha dichiarato che annettere la Lombardia alla Svizzera non sarebbe affatto un problema, in Rete (sul sito petizioneonline.it) ha fatto capolino una raccolta di firme per un referendum per l'indipendenza della regione dall'Italia. Primo passo per aggiungersi in seguito ai cantoni svizzeri. Obiettivo, raggiungere le 500mila firme.
Anche se la strada secessionista appare improponibile alla luce della Costituzione italiana, Roberto Maroni la "posta" subito sulla sua bacheca Facebook, raccogliendo i commenti entusiastici dai suoi fans. E Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, finito nella bufera per lo scandalo delle tangenti, l'ha rilanciata con un tweet breve e conciso: "Magari!". Fattibile o meno ciò che più sorprende è l'entusiasmo che sta riscuotendo l'iniziativa. La risposta non si è fatta attendere con la petizione "Lombardia per sempre Italiana!"
"La Lombardia - si legge nella petizione - diventerebbe il 27° cantone svizzero (otterrebbe, cioe', una maggior indipendenza), pagherebbe meno tasse, entrerebbe a far parte di un Paese efficientissimo e all'avanguardia, neutrale, estraneo all'influenza negativa dell'Unione Europea e degli Stati Uniti; passeremmo al franco svizzero, con una diminuzione dei tassi d'inflazione, pagheremmo un minor pedaggio autostradale; e soprattutto continueremmo a parlare italiano, mantenendo dunque le nostre tradizioni".
Via: Adnkronos
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Stupro su Facebook, petizione online per chiudere le fan page
Facebook non è sempre pronto a rimuovere pagine o profili che espressamente sono una violazione delle politiche della piattaforma. Diverse Facebook Pages sono un inno allo strupro e alla violenza femminile ed è per questo che è in atto una vera e propria mobilitazione per chiedere a Zuckerberg di rimuoverle dal sito. All'inizio del 2010 Facebook si era rifiutato di cancellare una pagina con motivazioni non sempre chiare: “E' importante sottolineare come ciò che una persona più ritenere offensivo può invece essere divertente per un'altra” - si era difeso il social network ad Agosto. In quel caso la pagina aveva un titolo quanto mai offensivo in riferimento a parti intime femminili da colpire. Per fronteggiare l'epidemia di pagine che insultano e incoraggiano ad atti di violenza sulle donne è sceso in campo il popolare sito Change.org. Pochi giorni fa per pubblicizzare l'iniziativa di John Raines è stato lanciato su Twitter l'hashtag #notfunnyfacebook che si scontra apertamente con le dichiarazioni rilasciate dal social network riguardo alla considerazione che alcune pagine siano state create “per scherzo” e no offendere qualcuno. Quello che i firmatari della petizione (la trovate collegandovi a questa pagina) chiedono è che Facebook riconosca come violazione delle proprie politiche anche le pagine che solo nel titolo contengono un'offesa alle donne o a qualsiasi essere vivente, in quanto lesive del comportamento di quei navigatori civili che popolano la rete. Facebook ha cancellato molte di queste pagine dopo le pressioni della campagna ma ancora non si è espresso pubblicamente contro le pagine che invitano allo stupro e alla violenza, nascondendosi sotto la dicitura "umorismo".
Fonte: La Stampa
Via: Bbc
Su Facebook 4000 firme per approvazione della legge sulla dislessia
Salgono ancora le firme per l'approvazione immediata della legge su dislessia e Dsa (disturbi specifici dell'apprendimento) che riguarda 350.000 studenti. L'appello al Senato per un veloce iter legislativo, dopo 10 anni di attesa, e' stato lanciato in agosto su facebook da una mamma vicentina ed esteso poi sul web (firmiamo.it) raggiungendo ad oggi quasi 4.000 firme. Il timore dei firmatari e' che ci siano cambiamenti, anche minimi: "Basterebbe anche una sola virgola per rimettere tutto in discussione e riprendere il rimpallo parlamentare, anche all'infinito. Funziona cosi' in Italia, a meno che non ci sia il traino di forti interessi economici. Ma di mezzo, in questo caso, c'e' qualcosa di ben piu' importante, dal valore inestimabile: c'e' il futuro di tanti bambini e ragazzi intelligenti che non riescono a leggere, scrivere ed operare con i numeri con la stessa naturalezza dei loro compagni.". Recentemente ha ricevuto il sostegno ufficiale dall'Aid, Associazione Italiana Dislessia. L'appello si abbina alla petizione, lanciata alcuni anni fa in favore della legge, che e' salita in questi giorni a 20.000 firme. I firmatari si augurano di essere finalmente ascoltati. "Dopo 10 anni di lunga attesa e' stata recentemente (maggio 2010) approvata alla Camera, all'unanimita', la legge di tutela degli studenti con Dsa - Disturbi Specifici di Apprendimento quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia - ora al vaglio del Senato per l'approvazione definitiva - si legge nella petizione su Facebook -. Per tutti i genitori di bambini e ragazzi dislessici/Dsa e' un importante traguardo, preannunciato dall'approvazione negli ultimi anni di numerose leggi regionali volte a colmare il vuoto legislativo nazionale. Ma non possiamo ancora esultare. Per l'approvazione definitiva il Senato deve convalidarne le numerose modifiche".
Fonte: http://www.agi.it/
Facebook blocca il sito del suicidio virtuale e arriva la petizione
Un sito Internet che consente di commettere un "suicidio virtuale", cancellando totalmente il profilo di un utente sui social network è stato bloccato da Facebook, che ha ottenuto anche la sua iscrizione nella lista dei siti pericolosi per la sicurezza dei navigatori. Suicidemachine.org, che ha per titolo "The Web 2.0 Suicide Machine", consente di cancellare tutti i profili su Facebook, Myspace, Twitter e LinkedIn.
Secondo Facebook, però il servizio viola i termini sulla privacy e le regole del social network quando accede e scarica i dati degli utenti per cancellarne i profili e l'azienda si riserva il diritto d'agire legalmente nell'immediato futuro. La 'macchina per il suicidio virtuale', che finora è stata utilizzata, secondo quanto riportano sul sito, da 892 navigatori, 500 dei quali utenti di Facebook, eliminando 58.401 amicizie virtuali e cancellando più di 230 mila 'cinguettii' da Twitter, ha risposto lanciando una petizione per chiedere l'esclusione del suo indirizzo Internet dai siti banditi.
Suicidemachine.org non è però l'unico sito di questo tipo. Il social network aveva infatti già inviato una lettera di diffida a Seppukoo.com, che permette ai suoi utilizzatori di commettere un 'karakiri' informatico in puro stile giapponese.
Via: La Stampa
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