Facebook ha scelto il Nasdaq, debutto in borsa con il simbolo FB


Facebook Inc. ha scelto il Nasdaq. Stando a quanto riporta il sito del New York Times, l'azienda fondata da Mark Zuckerberg ha quindi preferito l'indice dei principali titoli tecnologici al New York Stock Exchange. Stando al prestigioso quotidiano americano, Facebook sarà quotata con simbolo "FB" (NASDAQ: FB). 

Per il mercato borsistico, coinvolto in un'aspra battaglia con il Nyse per attrarre le aziende della Silicon Valley, si tratta di quello che il Times ha definito "un bel colpo". Tradizionalmente, le grosse aziende tecnologiche preferiscono quotarsi sul Nasdaq ma ultimamente il Nyse era riuscito a convincere aziende come LinkedIn e Pandora Media a quotarsi nei suoi listini. 

Per il Nasdaq, Facebook non è una quotazione come un'altra. Con oltre 800 milioni di utenti e un fatturato superiore ai 3,7 miliardi di dollari, l'azienda di Palo Alto domina il settore dei social media. Facebook dovrebbe sbarcare in borsa il prossimo mese. Secondo gli analisti, l'Ipo - che potrebbe portare il valore dell'azienda di Mark Zuckerberg a superare i 100 miliardi di dollari - dovrebbe essere la più grande dal debutto di Google nel 2004. 

Prima dell’ingresso ufficiale nel Nasdaq, però, dovranno essere limati una serie di dettagli e risolti alcuni problemi di non poco conto, ultimo in ordine di tempo quello relativo ai possibili pericoli derivanti da un’eventuale vittoria di Yahoo! in tribunale nella diatriba legale circa i brevetti scagliati da Sunnyvale contro Menlo Park.


Fonte: New York Times
Via: TMNews

Arriva app Facebook per rilevare amici con malattie veneree e HIV


L’ultima frontiera di Facebook sarebbe la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Dopo app per tutte le esigenze, ne starebbe arrivando una anche contro queste malattie. Un gruppo di ricercatori sta concentrando infatti i propri studi sui social network, in particolare Facebook, come strumenti per la prevenzione delle malattia sessualmente trasmissibili. Tuttavia questa ipotetica applicazione pone problemi di privacy.

C’è infatti il rischio che una diagnosi diventi di dominio pubblico. Peter Leone, del Centro Malattie Infettive dell’Università della Carolina del nord, ha fatto notare - riporta Medical Day - che il rischio di contrarre l’HIV è esteso non solo ai partner sessuali, ma anche alla cerchia più vicina di amici. "Le persone della stessa cerchia sociale - ha detto Leone - spesso hanno comportamenti a rischio simili, dormono con gli stessi amici dando così al termine 'amici in comune' un nuovo significato".

Leone ha preso come esempio un’epidemia di sifilide scoppiata nella Carolina del nord: dopo aver chiesto ai pazienti chi avessero frequentato, Leone è stato in grado di mettere in relazione l’80% dei casi. Il passo successivo è stato chiedere ai pazienti, ai quali è stato di recente diagnosticato l’HIV, di elencare una lista di amici a rischio. Dietro autorizzazione del paziente, alcune persone sono state informate che a un loro conoscente è stato diagnosticato l’HIV e quindi anche loro potevano essere a rischio.

Un altro metodo considerato dal team si basa su un'applicazione esistente, realizzata dal professor di genetica James Fowler dell'Università della California a San Diego, per tracciare la diffusione dell'influenza. L'app funziona passando al setaccio gli aggiornamenti di stato e le parole chiave e notifica all'utente se l'attività dei loro amici indica che possono essere a più alto rischio di infezione.

La gente però può anche ammettere di avere l’influenza, mentre la questione diventa complicata se si parla di malattie sessualmente trasmissibili. Purtroppo, come confermato da Fowler, è difficile convincere la gente a cambiare i propri atteggiamenti. "Un conto è mandare messaggi, un conto è cambiare comportamenti". In genere le persone postano un giorno sì e l’altro pure dei messaggi del tipo "indossate i profilattici", ma nella vita privata non lo fanno. "Bisognerebbe stimolare la gente a cambiare il loro comportamento".

Via: Blitz Quotidiano

Facebook al contrattacco, denuncia Yahoo! per violazione brevetti


Facebook ha risposto a Yahoo! denunciandola per violazione di suoi brevetti relativi al tag delle foto, all'advertising e ai suggerimenti online. Nel 2006, l'ex Yahoo dipendente Thyagarajapuram S. Ramakrishnan stava lavorando per Facebook quando ha depositato un brevetto per il news feed. Come scrive Techcrunch, "oggi, quasi per uno scherzo del destino Facebook ha utilizzato lo stesso brevetto per citare in giudizio Yahoo!". Facebook sostiene che Yahoo Flickr Photostream e le attività Feed violano la "Generazione di un feed di Storie personalizzate per membri di una rete sociale".

DropGifts, il regalo perfetto per gli amici si sceglie su Facebook


Da oggi scegliere e comprare un regalo non sarà più la stessa cosa grazie a Dropgifts, la nuova piattaforma di e-commerce che sfrutta le potenzialità di Facebook. Presente in Italia da marzo 2012, Dropgifts sfrutta la viralità di Facebook e consente con pochi click di scegliere per i propri amici il regalo perfetto. 

Basta selezionare e inviando tramite il social network una Gift Card ad amici e parenti. Design, beauty, editoria, elettronica, food e viaggi sono le prime categorie merceologiche presenti sul sito. Molti i brand che stanno valutando di diventare partner della nuova piattaforma, riconoscendone le potenzialità come canale di vendita e contatto con nuovi clienti. 

L'accesso alla homepage avviene direttamente dal sito o tramite un link su Facebook. Una volta selezionato il profilo della persona a cui regalare una gift card, si invitano gli amici in comune a partecipare al regalo e, infine, si procede al pagamento con carta di credito. Il fortunato che riceve la gift card puo' utilizzarla direttamente online oppure, a seconda del retailer, presso i negozi fisici.

Come funziona? Una volta loggati dovete solo cliccare sulla foto di un vostro amico, scegliere se iniziare un regalo, gratis o no, e invitare gli amici a contribuire. Dropgifts, inoltre, interpreta perfettamente il nuovo trend di crescita di internet, sintetizzato nell'acronimo So.lo.mo, ovvero Social-Local-Mobile.

Il sito ha, infatti, una natura social in quanto sfrutta le potenzialità di Facebook, è local perchè propone un'offerta targettizzata in base alla collocazione geografica dell'utente ed è, infine, mobile in quanto completa la sua offerta con una App scaricabile gratuitamente e compatibile con iPhone e smartphone Android.

Via: AGI