Si chiama come Mark Zuckerberg, bannato da Facebook


Un avvocato fallimentare di Indianapolis, che si chiama come il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, lo scorso 9 maggio è stato espulso dal popolare social network perché accusato di "furto d'identità". Lo racconta il quotidiano locale The Indianapolis Star che sottolinea come la vita del quarantottenne Mark S. Zuckerberg sia diventata un inferno da quando il suo omonimo è diventato una delle persone più ricche e celebri del mondo.

Su Facebook iscritti oltre 5 milioni di bambini sotto i 10 anni


L’esercito degli utenti di Facebook conta milioni di bambini sotto i 10 anni, che nonostante i controlli teorici da parte dell’azienda riescono ad eludere il limite di 13 anni imposto dal social network. Lo afferma uno studio della rivista statunitense Consumer Report, secondo cui oltre a quello aziendale anche il controllo da parte dei genitori è insufficiente. 

La ricerca è stata fatta sugli utenti statunitensi del social network, e ha mostrato che sono in totale 7,5 milioni gli under 13 che hanno un loro profilo. La gran parte di questi utenti illegali, più di 5 milioni, ha addirittura meno di dieci anni: “Il dato più preoccupante della ricerca - spiega Jeff Fox, uno degli autori - è che la maggior parte dei genitori non é a conoscenza dell’attività dei figli, o sottovaluta i pericoli che potrebbero venire dall’uso del social network”. 

Secondo gli autori dello studio bambini così piccoli sono esposti a una serie di rischi, che vanno dall’infezione dei pc con virus al furto di identità, fino a bullismo e molestie sessuali. “Alcune semplici regole possono aiutare i genitori a proteggere i figli - spiega il rapporto - innanzitutto dovrebbero far chiudere i loro profili utilizzando il modulo che denuncia l’utilizzo da parte di utenti inferiori a 13 anni”. 

“Nel caso di ragazzi tra i 13 e i 17 anni, che possono avere un profilo, dovrebbero utilizzare tutte le impostazioni sulla privacy e limitare l’accesso solo agli amici. Da evitare infine, tutte le applicazioni che rivelano l’esatta ubicazione geografica degli utenti”. Facebook ha di recente rimesso a punto il Family Safety Center per tutelare le famiglie e i minorenni con tool di sicurezza: video per famiglie, teenager e insegnanti. Tuttavia il social network può fare di più per evitare gli abusi e soprattutto bloccare il fenomeno del cyber-bullismo.

Via: Prima Online

Malware dalle ricerche delle immagini su Google Images


Un nuovo allarme per la sicurezza legato a Google Immagini è stato lanciato da alcuni ricercatori. Il servizio fornito da Google per la ricerca di immagini nel web sarebbe finito nel mirino di un gruppo di cybercriminali, i quali avrebbero ideato un sistema in grado di sfruttare i click provenienti dal servizio per reindirizzare ignari visitatori verso apposite pagine. Per diverse settimane, alcuni lettori si sono lamentati che cliccando sui risultati di Google Immagini vengono diretti alle pagine Web che spingono a scaricare rogue anti-virus e scareware, dando vita ad allarmi di sicurezza e avvertenze fuorvianti. Secondo il SANS Internet Storm Center, gli aggressori hanno compromesso un numero imprecisato di siti con script maligni che creano pagine web pieni di termini di ricerca spinti in alto da Google Trends. Come il gestore di SANS Bojan Zdrnja spiega l'exploit accade quando un utente fa clic su una di queste miniature contaminate. Se gli utenti sono alla ricerca di parole o frasi che hanno un elevato ranking di ricerca nelle condizioni attuali, è probabile che le miniature delle pagine "maligne" saranno visualizzate accanto altri risultati legittimi. Google sta facendo un buon lavoro relativamente all'asportazione (o almeno la marcatura), dei link che portano a malware nelle ricerche normali, tuttavia, la ricerca immagini di Google sembra essere afflitta da link pericolosi. Se vi capita di imbattervi in uno di questi falsi allarmi di sicurezza anti-virus, mantenere la calma ed evitate la tentazione di scegliere il vostro modo di uscirne. Invece, basta premere Ctrl-Alt-Canc, selezionare il processo del browser che si sta utilizzando (firefox.exe, iexplore.exe, ecc) e terminarlo.

Sara Safe Factor, il gioco che promuove la sicurezza stradale


Sara Assicurazioni lancia il gioco online Sara Safe Factor, grazie al quale e' possibile guidare in citta' e in pista lungo un percorso virtuale, mettere alla prova le proprie conoscenze sulle norme di circolazione e sfidare gli amici puntando al punteggio piu' alto. In particolare, l'app Sara Safe Factor, consente ai giovani, categoria maggiormente colpita dai sinistri stradali mortali, di mettersi al volante su tre diversi percorsi, due in citta' ed il terzo nel circuito di Vallelunga. Il pilota deve raggiungere i diversi check-point e superare alcune prove e quiz per accedere al livello successivo. In base al tempo impiegato ottiene un punteggio valido per la classifica generale, con la possibilita' di sfidare gli amici nella stessa prova. Il gioco e' aperto e ripetibile fino al termine del concorso, il 30 novembre. Gli utenti che si recheranno presso le agenzie Sara Assicurazioni per un preventivo gratuito riceveranno un codice gioco bonus, che permettera' di salire in classifica con il 50% dei punti in piu'. I primi 50 classificati si aggiudicheranno un corso di guida sicura presso il Centro Guida Sicura Aci Sara di Vallelunga e una tessera Aci Okkei, che offre servizi e assistenza tecnica. Le posizioni dalla 51 alla 100 daranno diritto invece ad un voucher valido per un corso di guida sicura a Vallelunga e una tessera Aci 'Okkei'. Tutti e 100 parteciperanno all'estrazione di una Seat Ibiza. Avvicinare i ragazzi al mondo dell'automobile e della guida sicura evitando di essere catastrofisti, ma sensibilizzando le nuove generazioni su un tema fondamentale per loro come la sicurezza stradale: è questo l'obiettivo del gioco. Il regolamento completo del gioco in formato PDF lo trovate qui.