Il 13 Aprile il popolo juventino di Facebook a Napoli per sostenere Moggi


Nuovi scenari su calciopoli. La difesa di Luciano Moggi, imputato per associazione per delinquere nel processo di Napoli, lavora su migliaia di telefonate mai sbobinate. I legali provano a dimostrare che i contatti tra dirigenti e designatori arbitrali fossero un malcostume diffuso e non un’esclusiva dell’ex direttore generale della Juventus. Del materiale riguarda l’ex addetto agli arbitri del Milan Meani, che parla con Bergamo dei direttori di gara da sorteggiare per la sfida-scudetto tra i rossoneri e la Juventus del maggio 2005. 

La griglia, in effetti, fu quella e Collina fu sorteggiato per la gara. Altre intercettazioni starebbero per uscire: contenuti imbarazzanti, innanzitutto sul piano della lealtà sportiva. Nell’udienza del 13 aprile, il tribunale di Napoli dovrà decidere se ammettere nel processo il nuovo materiale. La battaglia legale continua e Facebook si mobilita per sostenere Luciano Moggi. Dopo le recenti nuove intercettazioni che sono emerse dal processo il mondo di Facebook che ancora crede e sostiene l'ex dg bianconero ha deciso di organizzare una manifestazione di sostegno nei confronti del grande accusato del processo che il prossimo 13 aprile vivrà il suo ennesimo capitolo.

L'appuntamento è a Napoli, proprio il prossimo martedì quando si tornerà in aula. Ecco cosa dice il gruppo: «Martedì 13 Aprile 2010, tutti gli Juventini di Napoli (e non solo) che vogliono andare a sostenere Luciano Moggi alla prossima udienza a Napoli, il 13 Aprile 2010 alle ore 9 dovranno presentarsi davanti al Centro Direzionale.Si svolgerà una manifestazione di solidarietà verso Luciano Moggi e dargli tutto il nostro calore. Nulla contro l'accusa, un incontro civile!».

Fonte: Raisport | Tuttosport

L'Antica Roma su Facebook


Su Facebook è possibile consultare un album fotografico unico nel suo genere, che ritrae la Capitale così com’era una volta. Istantanee ingiallite e immagini d’epoca, tenute in soffitta o cassetto, finché i legittimi proprietari non le hanno restituite al web. Tutto grazie alla pagina «Roma sparita», che contiene al suo interno più di 6mila fotografie (ma anche disegni, acquerelli, incisioni) e che vanta oltre 60mila fan. A «postare» le fotografie sono gli utenti stessi. Per chi avesse intenzione di partecipare il regolamento parla chiaro: benvenute sono le immagini delle vie, delle piazze, dei ponti, dei parchi, dei fiumi. Basta che si capisca che siamo a Roma. 

Protagonista l’evoluzione storica e urbanistica della città. Le foto infine devono essere state fatte prima del 1990. Si raccomanda poi d’inserire una didascalia con la fonte di provenienza della fotografia e l’anno in cui è stata scattata. Nella pagina trovate la Roma d’inizio secolo o quella della seconda guerra mondiale, la Roma dei filobus, delle prime macchine per strada, quella delle carrozze a cavallo, una Roma ancora tutta da costruire, o in via di costruzione. E così una foto tira l’altra e i commenti della gente sprizzano entusiasmo da ogni lettera. 

C’è chi plaude alla bella iniziativa, chi riconosce il macellaio dal quale si riforniva la nonna, chi esulta per aver ritrovato la casa dove viveva con i genitori da piccolo. E poi c’è chi si lascia prendere dai ricordi e dopo aver finito di sfogliare l’album virtuale si emoziona, versando anche qualche lacrima di commozione. Nella descrizione della pagina leggiamo: 

«Roma sparita è l'evoluzione e la naturale trasformazione del gruppo "Foto di Roma sparita". Tutti possono inserire foto, disegni , acquarelli, incisioni, foto di cinema, foto di libri, progetti, planimetrie, che testimoniino Roma com'era». Sulla bacheca Non mancano poi le richieste specifiche. «C’è niente su via Castelfidardo, zona Termini?», chiede Roberta. «Cerco foto di via Lanciani o di via Livorno, vicino alla stazione Tiburtina», lancia un appello Misha. Ma c’è anche chi dopo essersi goduto gli scatti a disposizione si limita semplicemente a lasciare scritto: «I love Roma».

Fonte: Il Giornale

Una candela per l'Aquila


Alle 3.32 del 6 aprile 2009 una scossa di magnitudo 5.9 ha cambiato il volto dell'Abruzzo e la vita dei suoi abitanti: 308 vittime sotto le macerie, l'Aquila e decine di comuni devastati e sfigurati. Ora l'Abruzzo si prepara a ricordare le sue vittime, il primo anniversario del sisma prevede due giorni di celebrazioni solenni, che culmineranno con la lettura, nell'ora esatta del sisma dei nomi delle vittime a Piazza Duomo e la messa nella Basilica di Collemaggio. 

Ma gli aquilani non saranno soli: 19.000 utenti hanno aderito su Facebook all'iniziativa "Una candela per L'Aquila", nata sul social network per chi non potrà essere la notte tra il 5 e il 6 aprile alla fiaccolata che partirà dal capoluogo abruzzese, dalla Fontana luminosa, ma vuole unirsi idealmente al ricordo. L'invito degli organizzatori infatti è rivolto a tutti gli italiani, perché si uniscano alla "Notte della memoria", accendendo una candela, una luce dovunque siano, in ricordo delle vittime e per ringraziare tutti gli angeli del sisma. 

Nelle info del del gruppo leggiamo: "Accendere una candela, un lume, lasciare accesa una luce in una stanza nella propria casa la notte tra il 5 e il 6 aprile in ricordo del vittime del terremoto aquilano e come segno di ringraziamento a tutti coloro che si sono adoperati con grande slancio solidale per soccorrere e sostenere i bisogni dei terremotati in questo lungo anno di sofferenze. Raggiungi tutti gli "amici" invitandoli ad aderire al gruppo "Una candela per L'Aquila". Diamo loro la possibilità, se lo vorranno, di esprimere la solidarietà, la partecipazione ideale o diretta alla "Notte della memoria".

Fonte: Apcom

Su Facebook il diario dei bulli


Pestaggi, furti e scippi. Tre ragazzi arrestati dopo mesi di scorribande raccontate sul social network. Aveva appena quindici anni Andrea quando è diventato Pitbull. Alle spalle aveva una famiglia difficile le angherie inflittegli dai compagni di classe. "Ero vestito da sfigato pesante, vedevo gli altri gagni che erano tutti firmati come piccoli gay e mi sentivo rifiutato. In terza media ero più sfigato di prima, mi avrebbe picchiato anche Fantozzi, mi tiravano schiaffi e abbassavo la testa..." ha scritto su Facebook. L'incontro con Omar e un altro coetaneo però lo aveva radicalmente cambiato. Mi sentivo un Dio, potevo avere tutto, tipe e rispetto, così per festeggiare iniziai a fondermi con l'alcol, proprio come fanno i vip con la coca...". 

Andrea D., alias Pitbull, alias Drew oggi ha 20 anni e da ieri è in una cella del carcere della Vallette. I carabinieri della Compagnia di Venaria lo hanno arrestato dopo che la telecamera di una tabaccheria lo ha immortalato mentre con i due complici aggrediva un gruppo di ragazzi, pestati e derubati di pochi euro. Gli investigatori però sospettano che la gang capeggiata da Pitbull e formata da Omar L., 20 anni, nome in codice Toro e da D. G., 16 anni, detto Jena (anche loro arrestati) abbia seminato il terrore nella periferia torinese per mesi. 

Pitbull infatti ha annotato le sue imprese criminali non solo su Facebook ma anche su un diario dalla copertina colorata e ora nelle mani dei carabinieri. È quindi lo stesso Pitbull a raccontare la storia della gang, scrivendo: "Picchiavo la gente senza motivo. Poi iniziammo a scippare a Torino centro, come una droga. Cioè non vi era tutto questo bisogno di farlo ma sembrava scontato, centro corrispondeva a scippare, di pomeriggio e di sera, all'uscita delle discoteche. Un gruppetto si allontanava nel viale, arrivavo e incazzato dicevo: "Datemi i soldi!". E quasi sempre gli tiravamo uno schiaffone o un calcio per convincerli meglio...". Tra di loro dicevano: "Se quello sfigato ha l'iPhone, non vedo perché non possiamo farcelo anche noi".

Fonte: La Repubblica