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Scuse e dimissioni dopo offese di Ripa a Vendola su Facebook


L'assessore alla Mobilità del Comune di Lecce, Giuseppe Ripa, si è dimesso dall'incarico in seguito alle polemiche scoppiate dopo le sue parole postate su Facebook contro i gay e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. 

''In seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate nell'ambito di un dialogo politico sui temi dei gravi disservizi della sanità pugliese ed in particolare salentina - ha scritto in una nota - la foga del confronto mi ha portato ad esprimere concetti che sono ben lontani dalla mia cultura e dal mio modo di pensare''. Nella bacheca Facebook Ripa aveva definito il governatore pugliese "la signorina Vendola". E poi aveva affermato: 

"In natura esistono solo due tipi di generi umani: l’uomo e la donna. Il resto viene classificato scientificamente come 'turbe della psiche'". ''A seguito di ciò - ha scritto nella nota - ho provveduto, riconoscendo l'errore commesso, a formulare a quanti si sono potuti sentire offesi e, principalmente al presidente Vendola, le mie sincere scuse per quanto accaduto. Ciononostante, prendo atto che è stata montata una campagna inquisitoria da parte della sinistra e della signora Poli assolutamente sproporzionata all'equivoco creato''. 

''Pertanto, onde evitare che tale campagna possa incidere negativamente sull'immagine e la credibilita' dell'Istituzione per la quale ricopro l'incarico e rappresentare motivo di difficolta' per l'imminente campagna elettorale del sindaco Perrone e per la compagine politica di cui sono rappresentante - ha proseguito Ripa - rassegno le mie dimissioni da assessore della giunta del Comune di Lecce nella mani dello stesso sindaco Perrone. Colgo l'occasione per ringraziare per il lavoro fin qui fatto quanti hanno condiviso con me questa esperienza amministrativa''.

Fonte: Adnkronos

Borghezio sospeso dal partito, su Facebook: "arrestatelo"


La Lega ha sospeso l'europarlamentare Mario Borghezio per tre mesi dopo le sue dichiarazioni in merito alla strage di Oslo. La decisione è stata presa dal consiglio federale del partito. Dopo l’uscita congiunta di Maroni e Calderoli sulle "farneticazioni" dell'eurodeputato piemontese sui deliri del carnefice di Oslo, via Bellerio doveva decidere una punizione, per rendere esplicita la presa di distanza. Tre mesi di congelamento, decisi dal Consiglio federale della Lega. Borghezio dice di non sapere nulla e accettare "come un soldato" le decisioni dei capi, ma di "non aver sbagliato" perché "non ho parlato della strage ma delle idee sul fondamentalismo islamico espresse da quel signore". Sulle reti padane i militanti più duri e puri insorgono contro la sospensione. Su Facebook i leghisti oltranzisti attaccano: "Io mi autosospendo dalla Lega...", "Non vorrei sia una scusa per farlo fuori politicamente". Durante la riunione è arrivato un forte richiamo alla disciplina di partito. E per l'occasione è stato creato un'evento su Facebook che campeggia sulle bacheche di almeno 22.000 persone. Tanti per ora hanno confermato la loro partecipazione all'evento intitolato "Arrestate Borghezio". Intanto, la procura di Milano ha aperto un'inchiesta conoscitiva sulle dichiarazioni rilasciate a Radio 24 dall'europarlamentare della Lega Nord in merito alla strage di Oslo. Si tratta di un'indagine senza titolo di reato e senza indagati. "Dichiaro di non chiedere l'immunità parlamentare. Sono a disposizione della procura perché non ho paura di un confronto. Mi sono solo permesso di esprimere le mie opinioni e non ho nessuna responsabilità istituzionale".

Fonti: Il GiornaleTm News
Foto dal Web

Mastella: "Se vince De Magistris mi suicido" e Facebook lo sbeffa


Clemente Mastella a fine aprile durante il programma Un giorno da Pecora di Radio2 aveva promesso: “Se Luigi De Magistris va al ballottaggio mi suicido. Ma non ci arriverà, non si è mai visto un magistrato che arriva a fare il sindaco di una grande città”. All’indomani della straordinaria vittoria dell’esponente dell’Italia dei Valori, gli elettori napoletani sembrano non aver dimenticato la promessa del politico di Ceppaloni e così su Facebook la pagina Ricordiamo a Clemente Mastella che ha promesso di suicidarsi ha già raggiunto oltre 46 mila fan. La pagina era stata creata già lo scorso 17 maggio, il giorno successivo al primo turno delle elezioni amministrative, ma ha ottenuto un successo notevole solo lunedì, quando cioè de Magistris ha conquistato Palazzo San Giacomo quasi con un plebiscito. Migliaia di utenti, al grido di "Ricordiamoglielo", hanno invaso il social network per prendere in giro Mastella. La maggior parte si diverte a sbeffeggiare il politico campano e si accontenta di rilevare come per l’ennesima volta il leader dell'Udeur non manterrà una promessa fatta agli elettori: "Non vorrei facessi l'estremo gesto fisico - scrive ironicamente Alberto De Francisci dando del tu all'ex Guardasigilli - non credo nemmeno che penserai di ritirarti dalla politica ... troviamo un compromesso". Suggerimenti al nuovo sindaco di Napoli Mastella non ne dà. Quanto agli sberleffi online, il leader dell'Udeur non intende replicare seriamente. "Se loro vogliono - scherza - organizzerò una teatralità napoletana, andrò a piazza Plebiscito col cappio al collo" e conclude dicendo: "Poi, dovrebbero offrirmi una bibita. Se non era per me, dove stava de Magistris?".