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Weca: 20% sacerdoti e 60% seminaristi hanno profilo su Facebook


Sorprese da una ricerca condotta dal Cremit dell’Università Cattolica di Milano e dal Dipartimento Istituzioni e Società dell’Università di Perugia. I ricercatori di queste due Università hanno indagato per conto di WeCa (Associazione Webmaster Cattolici Italiani) l’uso di Facebook da parte di sacerdoti, religiosi e seminaristi. Emerge un quadro di grande ricchezza e di grande attenzione nei confronti dei social media. Il 20% dei diocesani e dei religiosi ha un profilo su Facebook. È una percentuale elevata se la si confronta con il dato più generale dei cittadini italiani.

La percentuale sale addirittura al 59,7% nel caso dei seminaristi, segno evidente della maggiore frequentazione di questi ambienti da parte delle generazioni più giovani. Da alcuni primi dati appare una differenza numerica di presenza da parte delle religiose rispetto ai religiosi. Un “digital divide” di genere? O semplicemente legato a una diversa tipologia di servizio svolto? Un dato che dovrà essere necessariamente approfondito. Emergono anche differenze tra nord e sud del Paese: è il sud in questo caso che appare come l’universo maggiormente digitalizzato rispetto ad un nord che invece sembra essere meno incline all’uso dei media sociali e partecipativi.

Sono questi alcuni primi dati di una ricerca che mette in luce un mondo estremamente attivo e dinamico. Dati che suggeriscono alcune domande: perché i seminaristi fanno ricorso massiccio a Facebook? E i sacerdoti usano Facebook per la pastorale? In che modo? Quali peculiarità di utilizzo da parte dei religiosi? Nelle fasi successive della ricerca si cercherà di fornire risposte a questi interrogativi attraverso l’analisi e l’interpretazione di questi dati e un approfondimento qualitativo che si baserà sulla social network analysis e sullo studio semiotico e comunicativo dei singoli profili.

Fonte: Web Cattolici

Indonesia: la Chiesa cattolica su Facebook


La Chiesa cattolica indonesiana sbarca su Facebook. E lo fa nel Paese con la popolazione musulmana piu' numerosa al mondo. L'obiettivo, come sottolinea padre Bernardus Mardiatmadja, gesuita e professore di filosofia presso l'universita' Driyarkara di Giakarta, e' quello di stringere amicizie in nome della fede. Il religioso ha rivolto l'invito a partecipare a questa piattaforma multimediale nel corso di una conferenza tenutasi a Giakarta sul tema 'Facebook: sfide e benedizioni'. 

Secondo quanto riporta UCAN, un'agenzia di notizie della Chiesa cattolica in Asia, padre Bernardus ha detto che Facebook ''crea uno spazio informale per i giovani'' e che per questo e' necessario che l'istituzione ecclesiastica ne incentivi un uso corretto. La chiesa indonesiana arriva comunque in ritardo sul fenomeno Facebook che spopola in Indonesia, dove e' il sito piu' visitato. Nonostante un gruppo di ulema - i leader islamici - abbiamo suggerito un uso limitato di Facebook, diverse personalita' di spicco dell'Islam indonesiano hanno da tempo una loro pagina, che aggiornano con molta frequenza. 

L'Indonesia, un Paese in cui solo il cinque per cento della popolazione ha il telefono in casa, e' oggi il quinto Stato al mondo, dopo Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia, per l'utilizzo di Facebook. Agli antipodi del globo terrestre è stata già l’Australia, il Paese interamente circondato dall’Oceano, a tuffarsi sul web. A lanciare l’iniziativa nel 2008 fu la Conferenza Episcopale d’Australia che all’agenzia di stampa Fides aveva spiegato: “I social network sono oggi una risorsa e una modalità attraverso cui i giovani si scambiano idee ed entrano in relazione. Per questo abbiamo deciso di incontrarli sul loro terreno e seminare e su Facebook il seme del Vangelo”.
Fonte: Adnkronos/Chiesa Cattolica Italiana

La preghiera dell'utente Facebook nell'era 2.0


Una singolare preghiera è stata inventata dalla Pastorale Giovanile della diocesi di Pinerolo e dedicata ai navigatori di Facebook. Preghiera che sta sollevando una serie di domande. ''Che ci fa un cristiano sul web, in particolare su Facebook? Come ci deve stare? E' opportuno che ci stia?''. 

Ed è proprio su questo tema che il blog della diocesi toscana www.diocesipistoia.it chiede ai navigatori opinioni, suggerimenti, provocazioni. La preghiera dei navigatori di Facebook di Patrizio Righero: "In questo angolo del mondo digitale, Signore, ci sono centinaia di nomi, appiccicati alle pareti di una casa che esiste solo sullo schermo e nella mia fantasia". 

"Li chiamo “amici”, ma molti di loro li conosco poco, altri solo di vista, altri ancora sono poco più che volti (a volte nemmeno quelli!). Qualcuno non l’ho incontrato, qualcun altro vive dall’altra parte del mondo; con qualcuno condivido molto, con altri poco o nulla. Alcuni li ho scelti. Altri hanno scelto me. E ora sono qui, sulla mia home come sorelle e fratelli, posti sulla mia rotta virtuale". "

"Te li affido, Signore, uno per uno. Ti affido le loro speranze, le loro paure, i loro progetti di felicità. Rendimi, per loro, immagine - sia pur sbiadita! - del tuo amore paziente e misericordioso. Rendimi amico vero, pronto ad ascoltare, a condividere, a esserci. Rendimi apostolo, capace di annunciare, anche sul Web il tuo Vangelo di salvezza". 

"Ti ringrazio, Signore, per questo spazio immenso, per questa vita a colori, per questi incontri che forse non sono così casuali. Tuttavia, Signore, di chiedo di non lasciarmi affogare in questo mare di finta compagnia: risveglia in me il desiderio di uscire là fuori, di ascoltare  voci reali, di abbracciare persone autentiche e stringere amicizie vere. Amen."

Fonte: Adnkronos