Luca Colombo è il nuovo country manager di Facebook per l'Italia


Luca Colombo e' il nuovo 'country manager' di Facebook per l'Italia. Lo ha annunciato il social network, che in Italia conta oltre 17 milioni di utenti, precisando che Colombo sara' anche il responsabile della pianificazione e gestione delle attivita' di Facebook per il mercato italiano. 

Colombo, 40 anni, proviene da Microsoft dove nel ruolo di Sales Advertising Director all’interno della divisione Consumer and Online ha gestito e guidato la strategia di Microsoft Advertising, la concessionaria di pubblicità di Microsoft Italia. Entrato in Microsoft nel 2000 nella divisione MSN in qualità di account per lo sviluppo delle attività di vendita, nel 2001 Colombo diventa Responsabile Business Development e nel luglio 2002 viene nominato Sales Director della concessionaria di pubblicità di Microsoft. 

Dopo quattro anni nell’area commerciale, nel 2006 Luca Colombo assume il ruolo di Direttore Marketing per tutta la divisione online e nel 2008 viene nominato Consumer and Online Marketing Officer di Microsoft Italia, con il compito di sviluppare le strategie e le attività rivolte ad ampliare l’utilizzo dei servizi online e l’adozione di prodotti quali Windows e Windows Phone. Prima di approdare in Microsoft, Luca Colombo è stato in Mondadori Informatica Education con il ruolo di Business Development Manager. 

“Sono entusiasta di entrare a far parte di Facebook, un’azienda che ha sviluppato un forte cambiamento a livello globale nelle modalità di comunicazione e interazione tra le persone. L’utilizzo sempre più frequente della piattaforma da parte degli oltre 500 milioni di persone nel mondo, la rende uno strumento di marketing unico per comunicare direttamente con target specifici in modo semplice, diretto ma soprattutto coinvolgente. Persone e brand possono connettersi instaurando relazioni durature difficilmente realizzabili senza l’utilizzo di una piattaforma come quella offerta da Facebook”, dichiara Luca Colombo.

Fonte: Key4biz

Premier, proteste su Facebook: Meglio gay che Berlusconi


La battuta di Silvio Berlusconi, che all'inaugurazione del salone del ciclo e del motociclo ha sostenuto che e' "meglio essere appassionato di belle ragazze che gay", ha sollevato un coro di proteste su Facebook. E c'e' chi ha addirittura aperto una profilo 'Meglio gay che Berlusconi', con la foto del presidente del Consiglio che stringe la mano al leader libico, Muammar Gheddafi, criticato per le frasi sulle donne, pronunciate durante la sua visita in Italia. 

La pagina raccoglie i commenti di esponenti della comunita' gay e dell'opposizione, filmati di repertorio del premier, e ha circa 400 fan. Da parte mia - ha detto il premier riferendosi al caso Ruby - c'e' stato un atto di solidarieta' che mi sarei vergognato a non fare". Il presidente del Consiglio ha definito la vicenda "una tempesta di carta". "Ho un problemino - ha detto ancora scherzando il presidente del Consiglio - avrei da sistemare in qualcuno di questi stand una certa Ruby". 

Poi un invito alla platea: "Non leggete piu' i giornali, vi imbrogliano". La frase fa anche il giro dei media internazionali, che da giorni seguono il caso Ruby. In Francia il quotidiano Liberation conia una neologismo, intitolando "Ancora una berlusconnerie", mentre in Spagna El Mundo parla de "l'ultima berlusconada". Il quotidiano spagnolo bolla come "omofobo" il commento del presidente del Consiglio e scrive che l'Italia "e' uno dei paesi piu' machisti d'Europa". 

Per il francese Le Monde la frase "e' una nuova provocazione" di Berlusconi. Il New York Post scrive che Berlusconi "cerca ancora di fomentare le controversie" e il britannico Daily Mail dedica un lungo articolo alla vicenda, con foto di Ruby, Patrizia d'Addario e Noemi Letizia. La maggior parte dei quotidiani riporta le richieste di dimissioni dell'opposizione e le dure reazioni delle associazioni dei gay.



Fonti: ASCA | Libero News

Phishing su Facebook, attenzione ai messaggi degli amici

Protezione Account lancia un allarme agli utenti di Facebook su una nuova escalation di attacchi al social network. Sarebbero già centina di migliaia gli account violati in Europa e Stati Uniti. «Milioni di computer sono a rischio: anche se solo il 10% degli utenti apre le email si tratta potenzialmente di 50 milioni di pc infettati». Protezione Account ha individuato una serie di messaggi email di notifica di Facebook e nella posta del social network provenienti da un amico già infettato:

Oggetto: Hello
I got you a surprise http://www.facebook.com/l/a84a4dkWEs5YzN9_2lR5yCUNkDQ;www.firskomybezytyn.blogspot.com


Tradotto: "Ti ho fatto una sorpresa". Di qui l'invito a cliccare su un link allegato per poter visualizzare una sorpresa.  Una volta collegati alla pagina in oggetto, si viene invitati a scaricare un presunto album fotografico. In realtà si tratta del file photo.exe cioè non una foto (come si vuol far credere ai meno accorti) bensì un file eseguibile.


Anche se non aprirete la posta elettronica, vi ritroverete comunque un messaggio sulla posta di Facebook proveniente da un vostra amico ed inviato attraverso Facebook mobile, che ha come oggetto "Hello" e come corpo del messaggio: I got you a surprise www.firskomybezytyn.blogspot.com. Se eseguirete il file, verrà avviata la vera e propria infezione, «in grado di accedere a qualsiasi combinazione di username e password presente sul computer, dalle informazioni bancarie ai dettagli di accesso alle email e a Facebook». Ciò al fine di propagare l'infezione in maniera virale, veicolando il malware attraverso i milioni di utenti iscritti al social network in blu.

Furti d'identità, a Brescia già 300 segnalazioni

Cittadini bresciani derubati: delle propria identità, ma anche «violati» e «condizionati» nei loro rapporti. Negli ufficia della Polizia Postale di Brescia arrivano ogni mese più o meno quaranta segnalazioni da tutta la provincia: nei primi dieci mesi scarsi del 2010, le segnalazioni hanno superato di poco le 300 unità. Di queste, solo una piccola parte, poco più del dieci percento, diventano delle denunce vere e proprie. Da gennaio a Brescia ci sono state infatti poco meno di 40 denunce che seguiranno un iter ancora piuttosto lungo ma che porteranno, nella maggior parte dei casi, alla chiusura del profilo «rubato». Nella maggior parte dei casi questi procedimenti legati al «furto d'identità» riguardano persone normali ma anche aziende che si trovano gruppi o pagine non autorizzate: non mancano, come è ovvio che sia, «clonature» di personaggi famosi, per lo più sportivi e uomini dello spettacolo che hanno fatto capolino negli uffici della Postale. Dopo aver scoperto la violazione, il cittadino deve procedere alla segnalazione: da lì, eventualmente, passerà alla denuncia vera e propria. Per chiudere il profilo serve però il nulla osta dell'autorità giudiziaria dal punto di vista formale ma soprattutto di Facebook vero e proprio, che ha sede a Palo Alto. Le forze dell'ordine italiane hanno a disposizione un canale preferenziale abbastanza snello ma spesso la cancellazione di un profilo richiede quasi due mesi. Per gli utenti che si ritengono violati c'è la possibilità anche di effettuare una segnalazione direttamente sul sito del socialnetwork con un apposito link.

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/