Zuckerberg blocca Steve Jobs


Il lancio di Ping ha innescato la reazione di Facebook. Sono bastate poche ore, infatti, perché il social network in blu  bloccasse le funzioni del suo rivale, costringendo la casa di Cupertino a una rapida retromarcia e a un aggiornamento del suo neonato social network. Tra i comandi presenti nel primo Ping c'era la possibilità di trovare i propri amici su Facebook e 'importarli' nel nuovo social network. Una funzionalità comune a tante applicazioni web e a cui tutti hanno ormai fatto l'abitudine. Di questa opzione hanno però potuto usufruire solo pochi fortunati, visto che a nemmeno un giorno dal lancio questa è stata prima bloccata da Facebook e poi, una volta che non poteva più essere utilizzata, rimossa dalla stessa Apple.  La motivazione ufficiale del blocco pare risieda nelle condizioni di utilizzo di Facebook Connect. Il social network di Palo Alto diffonde infatti una serie di strumenti per permettere ad altri siti di condividere le informazioni in esso custodite, ma imponendo alcune limitazioni. Tra queste c'è la necessità di raggiungere un accordo direttamente con l'azienda nel caso di siti o applicazioni che possono contare su un'utenza molto larga. Un caso su tutti è quindi quello di Ping, che può contare su un potenziale di 160 milioni di utilizzatori di iTunes.

Fonte: Repubblica.it

Su Facebook già dalle elementari, genitori chiedono aiuto

Si abbassa l'età di chi si affaccia al mondo dei social network. Intere classi virtuali delle scuole elementari italiane sono ormai ritrovabili su Facebook sotto forma di 'gruppi'. Un segno dei tempi che non manca di destare preoccupazione negli esperti e che è spesso motivo di accese discussioni domestiche. Neuropsichiatri e psicologi dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma "si trovano spesso - spiegano in una nota - a dover rispondere alle domande dei genitori preoccupati" per i pericoli celati nel web. Mamme e papà vogliono consigli su quali siano le modalità di osservazione, controllo e intervento per impedire ai propri figli brutti incontri in Rete, e brutte esperienze come loro diretta conseguenza. "I pericoli di una navigazione in Internet sono numerosi e tutt'altro che trascurabili - ricordano gli esperti - come spesso emerge dai casi di cronaca che vedono i minori oggetto di attenzioni morbose da parte degli adulti o che trovano nella Rete argomenti e percorsi che incidono negativamente sullo sviluppo della loro personalità, che mettono a repentaglio la salute dei più giovani e talvolta la stessa vita".

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/

Scoperto quarto profilo di Sarah su Facebook


Non ha il computer, ma per navigare su internet usava quello della biblioteca comunale. E lo faceva spesso. È l’ultimo retroscena affiorato nelle indagini sulla scomparsa di Sara Scazzi, sparita 8 giorni fa mentre andava dalla cugina per trascorrere una giornata al mare. Ma Sara per dialogare, per raccontare e per raccontarsi, sceglieva anche internet: una sua amica gestiva tre suoi profili su Facebook, ma nelle ultime ore ne è stato scoperto un quarto che probabilmente utilizzava lei. Alla biblioteca assicurano di averla vista spesso: arrivava e prendeva posto a una scrivania, dinanzi a un computer. Insomma, con ogni probabilità la quindicenne navigava direttamente on line, senza chiedere aiuto a nessuno. Intanto in rete c’è chi si scambia opinioni e avanza sospetti sulla scomparsa di Sara, mentre una sua amica dice di essere stata seguita da un uomo proprio qualche giorno prima. All’istituto alberghiero di Maruggio la descrivono come una ragazza introversa, che aveva una cotta per un ragazzo più grande, un amore non corrisposto come rivelano le parole che lei aveva lasciato sui muri della scuola: «Ti amo più della mia vita», c’è scritto.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/

Amici su Facebook: si conoscono e lui la perseguita, arrestato

Sono entrambi albanesi ed entrambi immigrati a Firenze. Si "incontrano" su Facebook e diventano "amici". Si scambiano le foto e i numeri del cellulare. E' così che comincia un calvario fatto di tentati approcci, molestie telefoniche e avances sempre più asfissianti. La vittima, una ragazza albanese di 22 anni che lavora come cameriera, decide di denunciare il fatto ai carabinieri e si presta a fare da "esca": è così che viene arrestato il molestatore, un giovane di 25 anni, irregolare, anche lui albanese. Le accuse sono di stalking e violenza sessuale. L'albanese viene arrestato sull'autobus sul quale la vittima era salita per tornare a casa dopo il lavoro. Proprio davanti ai carabinieri che, in abiti civili, si erano confusi tra gli altri passeggeri, lui vede la giovane, si avvicina, la abbraccia e la tocca. A questo punto i militari intervengono e lo arrestano. Gia sabato scorso, quando il pedinamento dello 'stalker' era iniziato, l'albanese aveva già tentato di baciare la ragazza, nonostante il diniego di lei, nel parcheggio di un centro commerciale dove si erano dati appuntamento; ma poi, al controllo dei carabinieri, ha finto di essere il suo fidanzato.

Fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/