Facebook ha annunciato l'intenzione di rinunciare alla sua controversa politica dei "nomi reali", dopo le proteste da parte dei gruppi per le libertà civili in tutto il mondo. Le nuove regole richiedono ancora ufficialmente l'uso di "nomi autentici" sul sito, cosa che ha già portato alle critiche della comunità Lgbt e trans americana. Mentre Facebook non richiede l'uso di "nomi legali" sulla piattaforma, è possibile segnalare gli utenti che utilizzano nomi falsi. I gruppi hanno più volte protestato contro la policy, citando il suo utilizzo da parte di troll come arma di molestie.
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Facebook apre agli pseudonimi e rende più difficile segnalare i nomi
Facebook ha annunciato l'intenzione di rinunciare alla sua controversa politica dei "nomi reali", dopo le proteste da parte dei gruppi per le libertà civili in tutto il mondo. Le nuove regole richiedono ancora ufficialmente l'uso di "nomi autentici" sul sito, cosa che ha già portato alle critiche della comunità Lgbt e trans americana. Mentre Facebook non richiede l'uso di "nomi legali" sulla piattaforma, è possibile segnalare gli utenti che utilizzano nomi falsi. I gruppi hanno più volte protestato contro la policy, citando il suo utilizzo da parte di troll come arma di molestie.
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Ennesimo gruppo troll su Facebook: Uccidiamo i bambini
Probabilmente per scacciare la noia di ferragosto, venerdi scorso qualcuno ha avuto la 'brillante' idea di aprire un gruppo dal titolo 'choc' “Uccidiamo i Bambini“. Con la scusa che i bambini urlano, strillano, o come scrive il fondatore stesso: “Possibile che tutti i bambini, o comunque il 99% di essi, siano assolutamente incapaci di non urlare, di non correre come assatanati e di stare zitti?”.
Naturalmente il popolo di Facebook non è stato a guardare e subito si è mobilitato iscrivendosi al gruppo per poter postare i propri commenti di 'disappunto', facendo lievitare così il numero degli iscritti (che ad oggi no conta oltre 3300) e dunque facendo il gioco del suo ideatore. In tal modo gli utenti che combattono per una giusta causa, non si rendono conto di alimentare ancora di più con le loro parole l’appetito dei troll come nel caso in cui Antonio scrive:
“Mi sono aggiunto x commentarti: schifoso pezzo di...!!xche? non ti ammazzi tu rifiuto umano!!!!! ”. Poi c’è chi coglie l’ironia e vuole partecipare come Giuseppe: ”sono dalla parte dei creatori, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire le cose come stanno”. Se proprio non potete farne a meno iscrivetevi, lasciate un commento e poi rimuovete la vostra iscrizione, anche se sarebbe meglio ignorare ed eventualmente segnalare il gruppo.
Gruppo su Facebook contro i bambini down, conta oltre 400 iscritti
Gli utenti di Facebook non finiscono mai di stupirci, purtroppo il più delle volte in senso negativo. "Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down". E' questo il titolo d'un gruppo sbarcato su Facebook e che conta oltre 400 utenti. Nella descrizione del gruppo leggiamo:
"E' così difficile da accettare questa malattia... perchè dovremmo con vivere con questi ingnobili creature... con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down sono solo un peso per la nostra società... Dunque cosa fare per risolvere il problema?"
"Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Essa consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione facile e divertente per liberarci di queste immonde creature".
Sulla bacheca del gruppo non mancano ovviamente gli insulti agli amministratori (troll) del gruppo e ci si chiede come mai Facebook, nonostante le ripetute segnalazioni, continui a tener attivo un gruppo del genere ed i suoi amministratori. E' il caso del gruppo: "Falcone e Borsellino...falsi eroi" che è possibile trovare ancora sul social network. E ci si chiede se la libertà di pensiero sul Web possa essere condivisa fino a questo punto.
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