Halloween si veste da Facebook


Se lo scopo principale iniziale di Facebook era di far mantenere i contatti tra studenti di università e licei di tutto il mondo, adesso è diventata una rete sociale che abbraccia trasversalmente tutti gli utenti di internet. Dal luglio 2007 figura nella Top 10 dei siti più visitati al mondo ed è il sito numero uno per foto negli Stati Uniti con oltre 60 milioni di foto caricate settimanalmente. 

Chi avverte, a ragione, che Facebook e gli altri social network non sono la rete, non può però trascurare che il loro successo sta portando, e in qualche modo educando, a interagire on line, milioni di persone che fino a poco tempo fa erano digiune di un utilizzo collaborativo del web e meno di uno su quattro possiede o scrive su un blog. 

In poco più di 5 anni, Facebook può contare sui suoi oltre 300 milioni di utenti, provenienti da ogni parte del mondo, e che continuano a crescere giornalmente in maniera esponenziale. Una crescita che ha reso la celebre piattaforma protagonista di diversi episodi della vita attuale. 

Ultima sarà la sua partecipazione alla popolare festa di Halloween. Sarebbero infatti numerosi i soggetti che quest’anno abbandoneranno i classici costumi da mostri e streghe per travestirsi da Facebook profile. Il sito RefaceMe ha già raccolto le migliori immagini inerenti i costumi che gli utenti sfoggeranno il prossimo 21 ottobre.


Via: Re Face

Da sabato nuove regole per proteggere la privacy


Roma, 20 Ott. (Il Messaggero.it) - Da sabato non sarà più possibile trovare profili personali su Facebook utilizzando i motori di ricerca. E' questa la novità più importante introdotta dalla nuova regolamentazione di Facebook. I profili degli utenti di Facebook - spiega Bolognini, presidente italiano per la privacy - non saranno più visibili dall'esterno. Le notizie personali non correranno più così velocemente nel web». La risoluzione che stabilisce le prime regole per i social network era stata approvata venerdì scorso da 78 autorità della privacy, tra cui anche quella italiana, riunite a Strasburgo. Questo perché «Facebook, come altri social network nasconde diversi rischi, che la maggior parte delle persone ignorano, in primis i furti d'identità. I motori di ricerca sono utilissimi, ma attraverso Google, per esempio, possiamo sapere tutto di una persona. Possiamo riuscire a identificare un individuo. Questi sono dati che dovrebbero essere trattati con la massima tutela.

Auschwitz sbarca su Facebook per combattere "l'indifferenza"


OSWIECIM, Polonia (Reuters) - Il memoriale dell'ex campo di sterminio nazista di Auschwitz ha aperto una pagina sul sito di social networking Facebook allo scopo di combattere "l'indifferenza" che ha consentito che circa un milione e 300mila persone vi fossero uccise.

"L'indifferenza era un grosso problema durante la Seconda Guerra Mondiale, durante l'Olocausto. La maggior parte della gente ha adottato un comportamento passivo, hanno deciso di non fare nulla quando stava accadendo qualcosa di malvagio", ha spiegato a Reuters Television Pawel Sawicki, portavoce del museo di Auschwitz-Birkenau.
"La loro scusa era che non vedevano, non volevano vedere. Spero che una simile pagina su Facebook, che non rappresenta che una piccola parte della nostra attività, porterà la gente a passare da un'attitudine passiva ad una attiva, quando succede qualcosa di brutto. Se soltanto una persona fosse convinta a cambiare comportamento, sarebbe già un grande successo".
Il museo, che si trova sul territorio del comune di Oswiecim, nel sud della Polonia, ha lanciato quest'anno un appello internazionale per raccogliere fondi destinati alla sistemazione del sito storico.
L'area conta oltre 200 ettari, con 155 baracche, 300 installazioni in rovina e centinaia di migliaia di effetti personali e documenti appartenuti alle vittime.
Fonte

Facebook login: il Coo di Facebook ammette ritardi ripristino a count



In un’intervista a Cnet il Chief Operating Officer di Facebook, Sheryl Sandberg, ha ammesso che la reazione dell’azienda al problema è stata troppo lenta. Anche se il numero di utenti coinvolti rappresenta solo una piccola percentuale, il tempo di una settimana che è servito per risolvere il problema è decisamente troppo lungo.