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Un utente su 3 passa meno tempo su Facebook e lo considera noioso
Anche Sean Parker ha detto che Facebook ha un pò stufato. Ma se il commento del creatore di Napster potrebbe anche essere funzionale al lancio del suo nuovo prodotto, Airtime, il parere è condiviso da una percentuale rilevante di intervistati di una ricerca Reuters-Ipsos condotta fra il 31 maggio il 4 giugno scorsi. Il 34% dei 1032 americani intepellati, afferma infatti di trascorrere sul sito una quantità di tempo minore di quanto non facesse sei mesi fa.
Il network viene giudicato noioso, non pertinente o inutile. Subito a ruota seguono i timori di violazione della propria privacy. Non una bella notizia per l'azienda che sta cercando nuove vie di monetizzazione dopo la quotazione in Borsa. Significativo, a questo proposito, un altro dato contenuto nella ricerca, secondo cui il 44 % del campione ha un'opinione meno positiva di Facebook, dopo l'entrata in Borsa e il flop delle azioni.
Ma il fatto davvero preoccupante per Facebook è che meno tempo passato sul sito, vuol dire minori probabilità che l'utente clicchi sugli annunci pubblicitari, in un momento in cui l'efficacia dell'advertising social viene messa sempre più spesso in discussione. Secondo la ricerca solo 1 su 5 degli interpellati ha dichiarato di aver acquistato un prodotto in seguito alla raccomandazione di un amico sul social network.
Un dato che, però, va interpretato: 1 su 5 equivale ad un tasso di conversione (la percentuale di acquisti in rapporto al numero di persone sottoposte a un messaggio promozionale) del 20%, anche se l'effettiva valutazione dipende del tipo di prodotto. Va detto inoltre che c'è anche chi trascorre sul sito più tempo di prima: per la precisione, è il comportamento di un quinto di coloro che hanno risposto al sondaggio.
Il 50% degli interpellati adopera Facebook esattamente quanto faceva sei mesi fa e due utenti su cinque si collegano al network ogni santo giorno. Attenzione quindi a leggere i dati della ricerca come l'annuncio dell'inizio del tramonto della rete sociale. Eppure, Eric Jackson, di Ironfire Capital, intervistato da Cnbc, ha dichiarato che Facebook potrebbe sparire nell'arco di otto anni al massimo.
Via: La Stampa
Graffitaro David Choe acquistò azioni Facebook, ora è milionario
Fra i tanti possessori di azioni che la stellare quotazione in Borsa di Facebook si accinge a creare, ce n'è uno che può dirsi particolarmente fortunato: è un graffittaro americano di origine coreana, David Choe, che nel 2005 dipinse i muri della prima sede del social network.
Erano i tempi in cui come presidente della società fondata da Zuckerberg figurava il geniale programmatore Sean Parker, che dopo che la sua prima creatura, Napster, era stata silurata dalle major del disco, si stava prendendo una rivincita aiutando uno sconosciuto e promettente ragazzino, Mark Zuckerberg, appunto.
Parker e Choe se la devono essere intesa bene, anche l'artista è un tipo ribelle, che nel corso della sua vita, come racconta il New York Times, ha avuto qualche problemino con la giustizia.
Ma anche se non si fossero piaciuti per niente, il dettaglio importante è che Parker offrì al pittore due alternative: accettare, come compenso del suo intervento qualche migliaio di dollari, oppure portare a casa un certo numero di azioni di Facebook. Non si sa esattamente quante, pare una percentuale compresa fra lo 0,1 % e lo 0,25 % del totale delle quote.
Fatto sta che, malgrado all'epoca l'idea di Facebook gli sembrasse "ridicola e senza scopo", come ebbe a dire, Choe scelse la seconda opzione, e mai scelta fu più fortunata: con una quotazione prevista attorno ai 100 miliardi di dollari, al graffittaro senza fissa dimora andrebbero più o meno 200 milioni di dollari.
"Non vi è mai capitato di fare un sogno in cui siete coinvolti in un incidente e di capire che non esistono incidenti, che non ci sono incontri casuali, e che tutto ha uno scopo? - ha scritto l'artista euforico sul suo blog, commentando l'incredibile notizia".
Tratto da La Stampa
Articolo di Federico Guerrini
Foto: David Choe Blog
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